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Scalaro - da Quincinetto PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Martedì 27 Luglio 2010 13:05

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Località di partenza:
Quincinetto (TO) mt. 295
Località di arrivo:
Scalaro mt 1450
Lunghezza:
km. 13,6
Dislivello:
1159 mt
Pendenza media:
8,5%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
14%
Stato del manto stradale:
Discreto nel complesso, anche se non mancano tratti dissestati dal gelo invernale, specie nella prima parte
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Salita a fondo cieco: non resta che tornare a Quincinetto dove eventualmente si può scalare il facile valico di Croce Serra via Andrate e Nomaglio (sempre che abbiate ancora voglia di pedalare dopo una salita del genere....). Se invece siete degli irresistibili salitomani non potete perdervi la salita gemella di Trovinasse-Alpe Buri, che si attacca da Settimo Vittone sull'altro versante della Dora Baltea.Oppure, ancora più terribile seppur breve, la salita alla Cavallaria da Brosso
Eventuali suggerimenti per la visita:
L'intera conca di Scalaro è un vero ed inaspettato gioiello alpino tutto da gustare per la assoluta tranquillità ed amenità. Da segnalare l'agriturismo "Le Capanne" di Terranostra, proprio all'ingresso del piano di Scalaro
Data della ricognizione:
9 maggio 1999

La salita nel dettaglio

Si parte da Quincinetto, facilmente raggiungibile con l'autostrada A5 Torino-Aosta uscendo all'omonimo casello dopo Ivrea.
La salita si snoda sul versante orografico destro della Dora Baltea e agli occhi dell'osservatore è completamente celata alla vista dalla fitta vegetazione. Decisamente consigliabile effettuare un adeguato riscaldamento però, e per questo motivo vi consiglio di partire ad esempio da Ivrea, raggiungendo Quincinetto attraverso Montalto Dora , Borgofranco e Settimo Vittone. Al centro di Quincinetto troviamo subito le indicazioni per S.Maria e Scalaro, imbocchiamo una stretta stradina che esce dal paese e dopo 500 mt. troviamo un secondo bivio sulla destra: la salita inizia qui, a ridosso di ridenti vigneti, e si soffre già subito con un lungo rettilineo che taglia il pendio prima di entrare nel bosco con il primo tornante. Ne affronteremo ben 34 prima della meta!!
La caratteristica principale di questa salita è la sua regolarità: non esistono tratti facili ma nemmeno strappi mozzafiato come siamo abituati con altri mostri sacri tipo Mortirolo o Zoncolan. Quindi è fondamentale salire con un rapporto adeguato trovando il giusto ritmo di pedalata: la strada nel tratto iniziale è immersa in una fitta vegetazione di castagni che garantiscono una gradevole ombra durante le giornate assolate. Spettacolare la vista sulla vallata sottostante della Dora Baltea, anche se fortemente limitata dalla vegetazione.  Al km. 5 affrontiamo un tratto meno impegnativo che ci consente di recuperare un po' le forze: superiamo le poche case di S.Maria (possibilità di ristoro all'omonimo Rifugio Alpino) e quindi il bivio per la frazione di Lecchia. E' qui che inizia il tratto più ostico, con pendenze che per 3,5 km non scendono mai sotto al 10% con punte del 15% in prossimità di un durissimo rettilineo: ci troviamo ad attraversare per due volte il torrente che forma una impetuosa cascata, ed infine usciamo dalla vegetazione in un panorama ormai alpestre dominato dal selvaggio vallone roccioso di Scalaro. Al  km 12 siamo ormai prossimi alle prime baite di Scalaro (Agriturismo "Le Capanne"), dove possiamo ritenere conclusa la scalata: infatti si continua per   un chilometro sostanzialmente in falsopiano, in cui la strada aggira il costone montuoso per raggiungere il nucleo centrale di Scalaro posto sul versante opposto rivolto a mezzogiorno. Veramente caratteristico il piccolo borgo  con le sue case in pietra raccolte attorno alla piccola chiesetta: vale sicuramente una visita. La strada comunque prosegue ulteriormente per un altro chilometro, dapprima in discesa e poi nuovamente in sostenuta salita per raggiungere la panoramicissima frazione di Bioley, poche case in sasso dalle quali si gode una vista veramente unica verso la vallata sottostante: un giusto e meritato riposo ci aspetta dopo questa stupenda ascesa, sconosciuta ai più ma che merita un posto di primissimo piano tra le più importanti salite italiane.

 

 


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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 13:49
 


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