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Colle della Lombarda - da Vinadio PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Martedì 27 Luglio 2010 15:43

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Località di partenza:
Vinadio, bv. Colle Maddalena mt. 890
Località di arrivo:
Colle della Lombarda mt. 2350
Lunghezza:
km. 21
Dislivello:
mt. 1460
Pendenza media:
6,95 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
13 %
Stato del manto stradale:
Sebbene sia stato  rifatto in alcuni punti (in occasione del mancato arrivo di tappa del Giro 2001), l'asfalto si presenta molto irregolare e pieno di ondulazioni che in discesa possono costituire un problema alle alte velocità. La carreggiata è strettissima (in particolare dopo il bivio per S.Anna) e rende problematico l'incrocio tra due veicoli che spesso sono costretti a fermarsi: quindi la prudenza in discesa è d'obbligo, vista anche la quasi totale assenza di protezioni verso valle...
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Un'unica, entusiasmante possibilità di compiere un itinerario ad anello. Si scende in Francia ad Isola e si affronta il Col de la Bonnette (la strada più alta d'Europa con i suoi 2802 metri): quindi in discesa a Jausier per rientrare in Italia attraverso il Col de Larche (o Maddalena). In tutto sono circa 170 km (da Demonte)
Data della ricognizione:
giovedì 16 agosto  2001

La salita nel dettaglio

La "Provincia Granda" di Cuneo è terreno fertile per i salitomani: a pochi chilometri di distanza sono ubicati due grandi colli alpini "over 2000" in grado di riservare grandi emozioni agli appassionati della salita. Sebbene il Colle della Lombarda soffra un po' della meritata fama conquistata dal vicino Fauniera, avventurarsi sulle sue rampe è impresa tutt'altro che agevole: una salita da rivalutare e da gustare metro per metro....

La salita al Colle della Lombarda inizia subito dopo Vinadio (904 mt.), in Valle Stura. All'uscita del paese, dopo una breve discesa che ci porta in riva allo Stura, si lascia la SS21 che porta al Colle della Maddalena e si svolta a sinistra, attraversando il fiume e iniziando subito a salire verso Pratolungo (km 0.5, mt 917). Lasciate le ultime case del piccolo borgo affrontiamo una serie di stretti tornantini, con pendenze ancora accettabili, sino ai resti del vecchio posto di confine, dove si entra con decisione nel vallone di Sant'Anna. Le pendenze ora si fanno impegnative (sempre attorno al 10% ma con punte anche del 13%) e la fatica è accentuata dall'assenza di tornanti: la strada infatti risale il corso del torrente con lunghi ed estenuanti diagonali. Solo al km 5,2 due provvidenziali tornanti ci fanno rifiatare, ma è una breve illusione perchè ben presto si ricomincia a soffrire: al km. 6 si attraversa per la prima volta il torrente portandosi sul versante opposto della vallata, esposto al sole. Alcuni tornanti fanno rapidamente guadagnare quota ma la pendenza non accenna a diminuire: il panorama è selvaggio e suggestivo, con il torrente che corre impetuoso sotto di noi.
Nei pressi del km. 8, in corrispondenza di una strettoia della valle, incontriamo i resti di fortificazioni militari e del Baraccone (mt. 1533), edificio destinato un tempo ad ospitare i pellegrini diretti al santuario di S.Anna: i successivi tornanti vedono un nuovo inasprirsi delle pendenze, ma fortunatamente il tratto che segue è di assoluto riposo: infatti al km. 10, dopo una cappelletta,   la strada spiana improvvisamente per oltre un chilometro  e in leggero falsopiano lambisce  il torrente che superiamo per passare di nuovo  all'altro versante della valle. Ci attendono alcuni tornanti ed un breve rettilineo prima di giungere al bivio per il santuario di Sant'Anna di Vinadio, al km. 12,9: il traffico automobilistico, pesante nel mese di agosto, è quasi tutto diretto lassù.
Noi invece proseguiamo affrontando gli ultimi otto chilometri che ci separano dal colle: la strada si restringe ulteriormente, entrando in un bellissimo bosco di conifere. In questo tratto il traffico quasi d'incanto svanisce, e il fascino della montagna prende il sopravvento: ancora tornanti, con pendenze severe ma mitigate da alcuni tratti meno ripidi, ci fanno guadagnare rapidamente quota lungo il vallone. Alla nostra destra, sul versante opposto, scorgiamo gli imponenti edifici del santuario, brulicante di macchine e turisti: la nostra ascesa invece prosegue solitaria, con la sagoma del colle che si scorge in lontananza, ormai fuori dal bosco, tra  praterie alpine e imponenti pietraie. Le pendenze diventano più accettabili non appena superato il piccolo laghetto di Orgials (km. 18,6 mt 2243) e gli ultimi tre chilometri si trasformano in una bella passeggiata d'alta quota che ci consente di ammirare lo splendido panorama. Infine, al km. 21 della salita, raggiungiamo il Colle della Lombarda: scarsissimo il traffico, e nessuna possibilità di ristoro e ricovero in caso di cattivo tempo. La bellezza selvaggia del luogo è purtroppo deturpata dai ruderi di fortini e fortificazioni militari dell'ultima guerra mondiale. Sul versante francese - verso Isola - si scorgono a breve distanza gli impianti di risalita di Isola 2000: imponente invece è la vista sul vallone di Sant'Anna che abbiamo appena percorso.
La discesa è di quelle che si ricordano più per la pericolosità - dovuta alle cattive condizioni dell'asfalto - che per il divertimento: l'incrocio con altri veicoli può essere problematico, prestare bene attenzione!

Giunti nuovamente al bivio per Sant'Anna vale la pena fare una capatina su al santuario (il più alto d'Europa) se non altro per ripercorrere il finale di quella che poteva essere una tappa memorabile del Giro d'Italia: dal bivio si percorre un breve tratto di falsopiano prima di attraversare il torrente ed affrontare i due terribili chilometri (pendenza media del 10,5% con punte del 13-14) che portano al piazzale del santuario.

 

 

 

 

 


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