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Colle del Moncenisio- da Susa PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 30 Luglio 2010 07:48

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Località di partenza:
Susa mt 503
Località di arrivo:
Colle del  Moncenisio, punto di max. scollinamento (Plan des Fontainettes), mt. 2100.
Il colle geografico del Mont Cenis (mt. 2081) è situato alla testata del lago e dista ancora 4,5 chilometri in prevalente falsopiano
Lunghezza:
km. 25,5
Dislivello:
mt. 1597
Pendenza media:
6,2 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
9,5 %
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Vi propongo un anello entusiasmante, riservato però solo ai ciclisti più che preparati: è il percorso della gran fondo delle Alpi Olimpiche, che dopo aver valicato il Moncenisio scende in Francia per affrontare di seguito il Col du Telegraphe, il Col du Galibier e quindi dopo aver toccato Briançon rientra in Italia attraverso il Colle della Scala o il colle del Monginevro. In tutto fanno 210 chilometri ed oltre 4300 metri di dislivello: siete avvertiti....
Eventuali suggerimenti per la visita:
Ritornati sui propri passi a Bard Cenisio si devia sulla sinistra per raggiungere la famosa abbazia di Novalesa
Data della ricognizione:
23 giugno 2002 in occasione della Gran Fondo delle Alpi Olimpiche (ex Susa-Susa)

La salita nel dettaglio

Dicono che ci sia passato Annibale con i suoi elefanti, lanciato nella sua spedizione contro Roma: di certo lo hanno attraversato per secoli  migliaia di mercanti, pellegrini e turisti. Il Moncenisio è il più antico e frequentato valico delle Alpi, cerniera tra l’Italia, la Francia e l’Europa del Nord. Un luogo di passaggio, certo, ma anche di forti suggestioni paesaggistiche, favorite da una natura forte e selvaggia, che unisce l’aspetto severo delle montagne ai mutevoli riflessi delle acque di uno stupendo lago alpino:  anche noi oggi, moderni viandanti, ripercorriamo queste strade ricche di storia, e lo facciamo da entrambi i versanti: quello francese e quello italiano, ben più impegnativo...

Si parte dunque da Susa,  città romana ricca di storia (era la "Porta delle Alpi"), e si inizia subito a salire sulla SS25  con discreto impegno, inoltrandosi in Val Cenischia e toccando il ridente e soleggiato comune di Giaglione (km 4, mt 785) con le sue innumerevoli frazioni: la salita è lunga, estenuante, e richiede un attento dosaggio delle forze. La bassa quota di partenza e le correnti termiche sovente creano una forte cappa di umidità e di nuvole basse in piena estate, il che rende ancora più difficile la scalata.
La strada è larga, ben curata, e le pendenze sono molto regolari: pochi però i tratti in cui si può respirare. Il primo fra il km. 8 ed il km. 10, appena prima del piccolo borgo di Molaretto (km. 9,8, mt. 1169). Successivamente la pendenza ritorna a farsi sentire per i successivi 7 chilometri, dove si attesterà sempre attorno al 7-8% con punte anche superiori nei pressi di Bar Cenisio (km 13,9 mt1485): da segnalare, poco oltre Molaretto, un bivio sulla destra che porta al minuscolo borgo di Ferrera Moncenisio, uno dei più piccoli comuni italiani, dal quale si può poi raggiungere la famosissima abbazia benedettina  di Novalesa.
Ma torniamo alla nostra salita: al km. 17 (mt. 1720) un falsopiano di circa un chilometro ci consente di recuperare le forze prima dello sforzo finale: siamo proprio al posto di confine italo-francese e affianchiamo sulla sinistra una curiosa galleria paravalanghe che in realtà rappresenta i resti della ferrovia a cremagliera, in funzione sino alla fine del secolo scorso. Dobbiamo ora affrontare uno dei tratti più spettacolari e difficili della salita, ovvero le "scale del Moncenisio": si tratta di una ardita serie di tornanti  sovrapposti ed affiancati da caratteristici ed enormi paracarri in sasso, che consentono di superare l'ultimo balzo che ci divide dalla diga, nei pressi della Grand-Croix, ove un tempo era situata la dogana italo-francese.
La strada  aggira lo sbarramento della diga volgendo verso est per ricominciare poi a salire alta sopra il lago, con pendenze ora decisamente minori, offrendo splendide vedute che ricompensano ampiamente gli sforzi sin qui fatti. Il punto di massimo scollinamento è situato a quota 2100 metri, prima della discesa che conduce al  Plan des Fontainettes (km. 25,5), un'ampia radura con parcheggio e posti di ristoro: il colle geografico del Moncenisio è però ancora lontano e ci attendono ancora 4,5 chilometri ed alcuni saliscendi prima di giungere all'estremità settentrionale del lago, dove è posto un obelisco in marmo che segna appunto il punto di valico, appena prima di iniziare la discesa verso Lanslebourg
La storia del bacino artificiale del Moncenisio è relativamente recente e risale infatti agli anni '60, quando fu crato lo sbarramento artificiale che innalzò di oltre 50 metri il livello delle acque sommergendo il vecchio ospizio che si trovava ai bordi del lago preesistente. Numerose le fortificazioni militari nei dintorni, a testimonianza del recente passato bellico: visitando il sito di Roberto Chirio (seguendo il link  www.moncenisio.com)  potrete trovare altre splendide immagini e notizie utili sul Moncenisio e la sua storia.

 


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