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Colle di Sampeyre - dal vallone d'Elva PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 30 Luglio 2010 07:55

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Località di partenza:
SS. 22 della Val Maira, bv. ELVA, mt 930
Località di arrivo:
Colle di Sampeyre, mt. 2284
Lunghezza:
km. 16,400
Dislivello:
1354  mt
Pendenza media:
8,3 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Nel complesso buono (recenti tratti riasfaltati in occasione del giro d'Italia 2003). Il primo tratto che risale il vallone d'Elva è soggetto a scariche di pietre in caso di precipitazioni: prestare la massima attenzione, soprattutto - e ve lo sconsiglio - se percorso in discesa.
Eventuali suggerimenti per la visita:
Con un po' di calma si può spezzare in due la salita con una sosta a Serre d'Elva, dove si possono ammirare gli splendidi affreschi quattrocenteschi che decorano la chiesetta della piccola frazione
Data della ricognizione:
22 maggio 2003

La salita nel dettaglio

Il Giro d'Italia l'ha scoperta nel 2003: molti cicloamatori - tra i quali il sottoscritto - ne hanno saggiato le pendenze in una storica edizione della Gran Fondo "Fausto Coppi" nel 1997. Il verdetto è unanime: salita ostica, terribile, sicuramente la più difficile del cuneese. L'ambiente è selvaggio, primordiale: un tuffo nel passato tra panorami mozzafiato.....


Si risale per circa 27 chilometri la valle Maira da Dronero (mt. 622), ideale punto di partenza per un buon riscaldamento.  Tocchiamo dapprima  S.Damiano Macra e Lottulo, quindi superiamo  Stroppo  (da cui parte la strada più recente che porta al Colle) e dopo circa tre chilometri, nei pressi di un campeggio,  notiamo sulla destra un bivio solitario con un cartello recante le indicazioni per Elva: la salita inizia qui, ed  una prima rampa verticale al 15% ci porge subito il benvenuto.
Ci si addentra nel vallone d'Elva tra impressionanti pareti rocciose: la sede stradale è strettissima, intagliata nella roccia. Si superano numerose ma brevi gallerie tagliate nella roccia: se ne contano ben 10 durante l'ascesa, tutte concentrate nei primi 5,4 km.
Le pendenze di questo primo tratto sono alquanto discontinue: il grafico altimetrico non rende giustizia alla severità dell'ascesa, caratterizzata da  brevi attimi di respiro alternati a impressionanti rampe al 15%. Difficile trovare un buon ritmo, ed è facile andare subito fuori giri!
Usciti dal vallone gli spazi si aprono decisamente sulla vallata e la sede stradale si allarga. Al km. 6,7 affrontiamo il primo tornante. Inutile però illudersi: le pendenze rimangono sostenute salvo brevi interruzioni. Al km. 9 siamo a Serre d'Elva (mt. 1640), piccola e graziosa frazione che si  raggiunge deviando poche centinaia di metri dal percorso principale.  Qui è posta l'unica fontana che si incontra lungo l'ascesa.
Proseguendo in direzione del colle, la strada supera le piccole frazioncine di Grange e Gorio Subirano e dopo un breve tratto in un rado bosco di larici giungiamo al km. 12,5 al bivio per Stroppo: gli spazi ormai sono aperti e maestosi, si continua a salire tra magri pascoli con la sagoma del colle bene in vista, anche se mancano ancora 4 chilometri per raggiungerlo. E sono durissimi, estenuanti: pendenze costantemente assestate attorno al 9% e lunghi rettilinei a mezza costa, senza nemmeno l'ombra di un tornante. La conformazione geografica è tale per cui spesso il colle è avvolto nella nebbia: ma se avrete la fortuna di incappare in una bella giornata di sole godrete di un panorama maestoso ed avvincente, giusta ricompensa per una proverbiale sfacchinata.
Le alternative per la discesa sono due: si può infatti ritornare sui propri passi sino al bivio per Stroppo e raggiungere l'omonima località posta al fondovalle della Val Maira. E' un percorso avvincente ed interessante dal punto di vista paesaggistico ed una alternativa alla risalita del vallone d'Elva: mi riprometto di percorrerla al più presto.
Oppure si può scendere verso la Val Varaita: in tal caso raggiungeremo Sampeyre dopo circa 16 chilometri di discesa ripida e piuttosto sconnessa (vedi qui  relativa descrizione). Da qui per tornare a Dronero percorreremo la valle sino a Venasca per poi affrontare la facile ascesa del Colletto di Rossana

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Luglio 2010 09:30
 


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