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Rucas di Montoso - da Bagnolo Piemonte PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 30 Luglio 2010 12:58

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Località di partenza:
Bagnolo Piemonte, mt 367
Località di arrivo:
Montoso-Rucas, mt. 1521
Lunghezza:
km. 15,9
Dislivello:
1192  mt
Pendenza media:
7,5 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Buono fino a Montoso,
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Montoso, arroccato sulle pendici della Punta d'Ostanetta (2375), e dominato dalla cima del monte Frioland (2720), è l'unica stazione invernale della piccolissima valle Infernotto, che divide il territorio comunale di Bagnolo Piemonte da quello di Barge. Data la sua posizione si trova un po' isolato da altre possibili mete ciclistiche. L' unica deviazione possibile si trova ad avvio salita, poco oltre la partenza da Bagnolo Piemonte: si abbandona la strada per Montoso e si prende a sinistra per Prà d'Mill. Si tratta di un'ascesa di circa 10 Km, estremamente regolare (quasi sempre pendenze del 6%, tranne 500 mt. a 1,5 Km dall'arrivo dove la pendenza supera il 10%), che nulla ha a che spartire con la sorella maggiore Rucas, ma che permette di pedalare in totale tranquillità (personalmente mi è capitato in più di un occasione di non incontrare auto durante tutta l'ascesa), fino a raggiungere quota 893 mt. Gli ultimi 1000 mt. sono purtroppo in sterrato ed in leggera discesa, e conducono ad un Monastero di frati, meta durante il periodo estivo di soggiorni di meditazione.

La salita nel dettaglio

La quota d'arrivo non è certo impressionante, ma l'estrema e costante durezza delle rampe che da Bagnolo portano a Rucas, fanno considerare questa una delle salite più impegnative dell'intera provincia di Cuneo. La posizione non felicissima in cui si trova (a metà strada tra la Val Pellice e la Val Po) l'ha tagliata un po' fuori dalla ribalta ciclistica (si ricorda solo una tappa del Trofeo dello Scalatore di qualche anno fa, conclusasi a Montoso, con la vittoria di Piepoli), ma chiunque deciderà di affrontarla, non potrà che riportarne un indimenticabile ricordo...

Premettiamo che il versante cunnese scelto per scalare Rucas, è molto battuto durante i giorni lavorativi da camion che fanno la spola tra le cave di pietra poste in vetta e le fabbriche di lavorazione, poste in pianura; ciò può risultare pericoloso oltre che fastidioso, e si consiglia quindi di affrontare questa ascesa in giorni festivi, o in piena estate, quando il traffico è praticamente inesistente. Bagnolo Piemonte, scelto come base di partenza, dispone di ottime aree di parcheggio in cui lasciare l'auto; una volta montati in sella, non sarebbe male scaldare un poco i muscoli con una veloce sgambata verso Bibiana e Cavour, con ritorno a Bagnolo. Da Bagnolo, non ci si può sbagliare: seguendo le indicazioni per Montoso e/o Rucas-ski (il nome della stazione sciistica posta in vetta), si lasciano le ultime case e ci si inoltra nella valle Infernotto, inizialmente su strada molto ampia e poco ripida. Ma è solo un illusione; alla fine di un lungo rettilineo si scorge un altro gruppo di abitazioni dominate da una Chiesa: è la frazione di Villar Bagnolo, che segna la fine della prima parte di ascesa facile (circa 3 Km al 5-6 %), e l'inizio del terrificante troncone centrale. Usciti da Villar, infatti, dopo poche centinaia di metri praticamente pianeggianti, davanti ai nostri occhi si rivela un vero e proprio muro: rampe che per circa 7 Km non scendono mai sotto il 10 %, e spesso e volentieri arrivano al 15%. Oltre a non concedere mai respiro, questa fase della salita mette a dura prova chi la affronta anche da un punto di vista psicologico: i primi 3 Km presentano infatti dei lunghissimi rettilinei che sembrano non finire mai; fortunatamente poco prima del bivio per Madonna della Neve, la strada si restringe e alcuni tornanti consentono di recuperare un po' lo sforzo profuso nei tratti precedenti. Poco dopo, un cartello che indica la pendenza del 16% è il preludio al durissimo troncone interno al boschetto: in apnea si sale sperando che ogni semicurva sia l'ultima, e dopo circa dieci chilometri di ascesa si giunge a Montoso. La quota qui è di 1248, ci sono ancora circa 300 mt da scalare, ma il più è fatto: infatti l'attraversamento di Montoso è estremamente dolce (pendenze intorno al 3-4%), ed è consigliabile riempire le borracce alla fontana che si incontra sulla piazza, dato che più avanti non se ne troveranno più. Gli ultimi 5 Km, anche se da percorrere su un manto stradale in pessime condizioni, sono certamente i più belli paesaggisticamente: scompaiono sia le case che la vegetazione arborea, e, se la giornata è bella, si gode di una straordinaria vista sulla pianura piemontese. Peccato soltanto per la gigantesca cava che deturpa non poco la vista... ma questo è il prezzo da pagare perché l'economia di un centro montano come Montoso possa continuare a vivere, dopo il fallimento del lancio turistico...
In vetta vi è ben poca cosa: la strada termina su una piazza da cui partono gli impianti sciistici, contraddistinta da due giganteschi palazzoni, ormai piuttosto trasandati, ricordo dei tempi in cui Rucas aspirava a divenire stazione invernale di prima grandezza. Per la verità la strada continuerebbe, scollinando e scendendo in Val Pellice, ma purtroppo è sterrata e perciò assolutamente non percorribile dalla specialissima.

Scendendo, vi è la possibilità di mutare il tragitto: tornati a Montoso, si prende a sinistra e si scende verso Bibiana, da cui poi in breve tempo si risale verso Bagnolo dove si recupera l'auto. Se si decide di affrontare la discesa da quest'ultimo versante occorre prestare molta attenzione, visto che la sede stradale è molto stretta e tortuosa, e presenta un manto bituminoso in degrado.


Contributo di Gianluca Fenoglio- Pinerolo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 

 

 


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