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Nei dintorni del Piccolo San Bernardo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Lunedì 02 Agosto 2010 14:55

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Località di partenza:
La Thuile (AO), mt 1441
Località di arrivo:
Colle Piccolo San Bernardo mt 2188
Lunghezza:
km. 13,2
Dislivello in salita:
mt. 748
Pendenza media:
5,67 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
9 %
Stato del manto stradale:
Ottimo

La salita nel dettaglio


In una splendida giornata di agosto ho scalato due colli valdostani di grande fascino e dalla faccia diversa: crudele il primo, dolce e vellutato il secondo. Sto parlando del Colle San Carlo e del Piccolo San Bernardo, riunibili in un unico tour da un ciclista dotato di buon fondo e propensione alla fatica. Il Colle San Carlo (mt.1971) incute rispetto solo a menzionarne i dati caratteristici: da Morgex (mt. 921) lo si raggiunge in 10km e 400mt di aspra salita, la cui pendenza media è del 10 per cento, ovvero poco meno del tanto blasonato Mortirolo. E’ una salita che più che aggredita viene subita: io l’ho affrontata all’inizio con un po’ di "timore reverenziale", spingendo al max il 39x23, ma devo dire che non ho fatto particolare fatica, forse anche per le condizioni di forma ottimali in cui mi trovo in questo periodo. Va detto inoltre che è una salita estremamente costante, priva cioè di quei picchi velenosi al 15% e anche più di altri mostri sacri come appunto il Mortirolo: quindi una volta trovato il proprio passo si procede senza particolari problemi, e solo alla fine può affiorare la stanchezza. Di tutt’altra pasta il Piccolo San Bernardo (mt. 2189), salita lunga (13,5 Km dal centro di La Thuile), ma facilmente abbordabile e sulla quale si possono spingere rapporti "duri" (io ho usato quasi costantemente il 39x17-19) che consentono di salire tranquillamente a 15 all’ora in un paesaggio di incredibile suggestione, soprattutto nella parte conclusiva immersa nel vallone omonimo e al cospetto del valico con il bel laghetto di Verney

La cronaca della scalata

Viste le caratteristiche del San Carlo, è caldamente raccomandabile effettuare un adeguato riscaldamento di 15-20 km: io ho lasciato la macchina a Villeneuve, subito dopo Aosta, ove tra l’altro merita una visita il castello medioevale molto suggestivo. Superato un primo tratto di due km. di salita che conducono ad Arvier sulla statale del Monte Bianco, si raggiunge agevolmente Morgex superando lunghi rettilinei in leggera salita. Dopo l’incrocio con l’uscita autostradale prestare attenzione al primo bivio a sinistra con le indicazioni "ARPY": qui si lascia la statale e si raggiunge il bel centro storico di Morgex. L’ascesa al Colle san Carlo inizia subito dopo il ponte sulla Dora, e le prime rampe danno subito l’idea sulla fatica che ci attenderà per i prossimi 10,4 km (per inciso, la salita è risultata essere di oltre un chilometro più lunga di quanto riportato sulle carte del Touring...). Innestato il 23 non lo si abbandona che per pochi tratti di qualche decina di metri che consentono un breve recupero: si sale prevalentemente all’ombra ed il panorama si fa via via più maestoso, con l’intero gruppo del Bianco in primo piano. La velocità si attesta sui 9-10 km/h e la frequenza cardiaca appena al di sotto della soglia, ma non faccio particolare fatica, probabilmente sono in giornata di grazia... Raggiunto la bella frazione di Arpy la salita continua ancora per tre chilometri ormai allo scoperto, prima di raggiungere l’agognata meta: il valico è incassato entro due ripide vallette boschive, a destra la Tète d’Arpy e a sinistra la strada che conduce al Lago d’Arpy. Molto traffico sul valico, macchine parcheggiate ovunque ai lati della strada e quindi conviene subito picchiare verso La Thuile: la discesa è molto bella e recentemente riasfaltata, per cui si raggiungono buone velocità. Di fronte a noi l’imponente mole del ghiacciaio del Ruitor e dello Chaz Dura: a La Thuile, centro turistico di prim’ordine, attacchiamo il Piccolo San Bernardo. L’ascesa è lunga 14 km, ma consente di spingere a fondo senza particolari problemi, la pendenza media è circa del 6 per cento salvo alcune rampe al 9 per cento nella parte iniziale: salgo col 39x17, alternandolo al 19 in alcuni tratti. Il traffico automobilistico qui è abbastanza sostenuto, mentre sul San Carlo abbiamo incrociato solo alcune macchine. Il panorama è superbo, tutto da ammirare: a destra il gruppo del Bianco, d fronte a noi il vallone del Piccolo San Bernardo coi suoi dolci declivi prativi. Sul valico, a destra ammiriamo il bel laghetto di Verney e a sinistra il giardino botanico Chanousia: in fondo l’Ospizio in territorio francese. Dopo una breve sosta per rifocillarsi, rientriamo in tutta tranquillità a La Thuile e a Prè St.Didier (21 km. di discesa), dove risbuchiamo sulla statale del Monte Bianco per compiere gli ultimi 20 km sino a Villeneuve, ostacolati da un forte vento contrario che riduce notevolmente la velocità di marcia.

Il percorso misura 93 km:  mi sento caldamente di consigliarlo a tutti i salitomani.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 15:06
 


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