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Colle del Gran San Bernardo - da Aosta PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:04

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Località di partenza:
Aosta mt. 592 bivio SS26-SS27
Località di arrivo:
Colle del Gran S.Bernardo mt 2473 (ospizio in territorio svizzero)
Lunghezza:
km. 34,4
Dislivello:
mt. 1881
Pendenza media:
5,5 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10%
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
L'itinerario qui descritto prende l'avvio ad Aosta e segue integralmente il tracciato della SS27 che purtroppo è interessata da un traffico pesante diretto al Traforo. Molto più interessante dal punto di vista ciclistico è percorrere la seguente variante: da Aosta procedere per Roisan, indi prendere per Doues ed Allein ricongiungendosi con la SS27 nei pressi di Etroubles.
Data della ricognizione:
domenica 5 agosto 2001

La salita nel dettaglio

Nessun valico, nessun antico passaggio delle Alpi ha la storia e il fascino del Gran San Bernardo: frequentato  già ai tempi dei Celti e dei Romani ("Summus Pemminus" veniva chiamato), ha rappresentato per secoli una delle principali porte di comunicazione tra l'Europa del Nord e quella del Sud. Migliaia di pellegrini e viandanti hanno sfidato le intemperie e i rigori di un clima ostico, trovando rifugio nell'antico Ospizio agostiniano che ancora oggi domina - imponente - il paesaggio del colle. Anche per noi ciclisti e moderni viandanti la salita al Colle rappresenta una sfida imperdibile per chi ama  le alte vette: il paesaggio è insieme sublime e severo, l'estate si consuma in due o tre mesi e già ad ottobre le prime serie nevicate chiudono la strada....

La statale n. 27 del Gran San Bernardo, aperta nel 1905, esce da Aosta in direzione nord, percorrendo per un tratto la valle del Buthier. E' salita dalle pendenze dolci, con numerosi tratti di ampio respiro: il problema principale è costituito dal traffico, soprattutto dopo aver superato al km. 2 il nuovo svincolo di raccordo con l'autostrada A5. La carreggiata è comunque molto ampia e se si sceglie di affrontare la salita nelle prime ore della mattina l'impatto con i mezzi pesanti diretti al Traforo è  assai limitato.

Dopo aver superato la bella chiesetta di Signayes (loc. Prayes, km. 2,6) ed il bivio per la SR28 che si diparte a destra per la Valpelline, giungiamo nei pressi di Gignod dove possiamo optare per la via diretta che attraversa il paese oppure per la variante che con due ampi tornantoni aggira le strettoie del centro. Le due strade si ricongiungono nei pressi di Crè, dopodichè si continua a salire con pendenze mimime sino al bivio per Allein e per Doues: inizia poi un lungo falsopiano che ci porta ad Etroubles (km. 16, mt. 1277), ridente località turistica molto frequentata nei mesi estivi. Il rettilineo all'uscita del paese ci ricorda che tutto sommato siamo in salita: la pendenza per la prima volta tocca il 10%, ma il tratto è così breve che quasi non ce ne accorgiamo.
Superiamo così anche il borgo di St.Oyen (km. 17,5 mt 1373) e giungiamo all'imbocco del traforo autostradale (km. 20, mt. 1515) dove prendiamo a destra seguendo le indicazioni per St.Rhemy e per il Colle: di fatica sinora ne abbiamo fatta veramente poca, ma avremo tempo per rifarci.
Due tornanti ravvicinati ed un lungo rettilineo preludono l'ingresso al minuscolo borgo di St. Rhemy (km. 21,8 mt. 1619), l'ultimo centro abitato tutto l'anno: la sbarra all'uscita del paese si apre agli inizi di giugno quando la strada viene liberata dalla neve, ma in annate particolarmente nevose non è raro trovarla chiusa anche a fine giugno.
Dopo un breve tratto di falsopiano e l'attraversamento del torrente la strada entra in un fitto bosco di conifere: le pendenze sono regolari e  si attestano attorno al 6-7%. Porgendo lo sguardo in avanti si può notare in alto l'ardito tracciato della strada che tra poco dovremo affrontare: per un breve tratto procediamo affiancati alla superstrada del traforo, poi finalmente la salita assume i suoi connotati più belli e duri, entrando nella conca di Prà d'Arc (km. 27,5 mt 1968, locanda tipica)
Si inizia a soffrire un poco, alla vetta mancano ancora sette chilometri. Superiamo la prima bastionata rocciosa con alcuni tornanti intagliati nella roccia: è il tratto con le pendenze più dure, con alcuni passaggi al 10%. A complicare le cose spesso ci pensa il vento gelido che sferza la valle ostacolando la salita: un breve momento di tregua ci viene concesso nei pressi della cantoniera di Fonteinte (km. 30,5 mt. 2211, possibilità di ristoro), dopodichè la salita riprende aspra per superare l'ultimo bastione  che ci separa dal Colle: si entra in un breve paravalanghe (km. 33) e all'uscita dopo poche centinaia di metri ci accoglie il lago del Gran San Bernardo con i suoi colori turchesi. (km. 33,9 mt 2450).
Superiamo la dogana svizzera e in lieve ascesa raggiungiamo infine l'Ospizio, a quota 2473 metri, dove si può visitare il tesoro dei monaci ed il famoso canile.

In conclusione possiamo affermare che la salita è di quelle che si ricordano più per il fascino dell'ambiente alpino attraversato che per la durezza intrinseca: la notevole lunghezza invita però alla prudenza. Inoltre occorre sempre curare le previsioni meteo: la zona del San Bernardo è molto bizzosa e non è raro trovare bufere di vento e di neve anche in piena estate. Il nostro termometro, a mezzogiorno e in pieno agosto di una giornata magnifica ma ventosa, segnava al colle 10° C.....

 

 

 

 


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