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Stelvio e Umbrail Pass con il G.S. Agrate C. PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 04 Agosto 2010 16:34

8 agosto 1997

Lo Stelvio è per un ciclista una consacrazione d’obbligo, come la Mecca per i mussulmani almeno una volta nella vita va conquistato. Puntare la bandierina sul Passo più alto d’Europa è sempre una bella impresa, anche se le difficoltà dell’ascesa, soprattutto se affrontata dal versante di Bormio, sono ben poca cosa: uniche insidie sono infatti la lunghezza e l’altitudine, che rende le condizioni meteorologiche estremamente variabili (si può partire da Bormio col sole e trovare la neve sul Passo...). Il tour da noi affrontato, che ha visto la scalata successiva dell’Umbrail Pass (mt. 2503), si è dimostrato molto impegnativo, con i suoi 3223 mt. di dislivello globale, ma assolutamente appagante per la bellezza e la maestosità dei paesaggi incontrati.

La cronaca della scalata

Punto di partenza dello Stelvio è per antonomasia Bormio, più precisamente il piazzale delle Terme. Qui azzeriamo il contachilometri ed iniziamo la cronoscalata, perché come tale noi la intendiamo. I primi chilometri passano senza quasi accorgersene, si pedala a 16-17 all’ora con frequenze prossime alla soglia. Seguo come un’ombra Fraccaro che fa andatura regolare sino alle gallerie dopo la prima cantoniera. All’approssimarsi della Centrale elettrica, al km. 11, la pendenza si fa ostica per circa un km. ed il povero Fraccaro scoppia. Comincia qui il "mio" Stelvio, in solitaria fino alla cima con un occhio al cardio ed uno ai panorami della valle del Braulio tanto noti quanto esaltanti. La scalinata di tornanti di Spondalunga consente ottime andature col 39x17, poi il valico della Bocca del Braulio ed il tratto pianeggiante dopo l’oratorio di Ranieri, dove si spara a tutta con il 53. Un tratto di respiro che serve a recuperare un po’ di forze prima dell’ultima scalinata di tre chilometri dopo il bivio per l’Umbrail Pass. Qui ho qualche momento di crisi, dovuta forse alla quota (mi gira leggermente la testa), ma si prosegue comunque di buona lena: gli ultimi tornanti sono un misto di sofferenza e di esaltazione per la meta ormai vicina. Scollino sul Passo col tempo di 1h 28min e 15sec, alla rispettabile  VAM pari a 1050 m/h): dopo pochi minuti arriva Alessio Pastore, nostro agonista e punta di diamante, col tempo di 1h 19 min, poi Davide Vecchio (1h 27min) e quindi Fraccaro (1h 37min), Castellazzi e Alberici. Sul Passo la temperatura è gradevole, sole a sprazzi e poco vento: dopo le foto di rito e la vestizione (d’obbligo copriscarpe, mantellina e guanti invernali) affrontiamo la vertiginosa picchiata verso Trafoi, al cospetto delle pareti dell’Ortles cariche di neve. Nei pressi di Trafoi purtroppo ci sorprende un bell’acquazzone che ci accompagnerà per oltre 10-15 min di marcia, ma in fondovalle a Prato allo Stelvio sbuca il sole. In leggero falsopiano raggiungiamo Glorenza e quindi il bivio per Tubre e la MüsterTal: la strada qui sale abbastanza decisa con un lungo rettilineo sino a Tubre, dove aspetto Rino e lascio i due ragazzi a sfogare le proprie velleità. Superato il confine svizzero un nuovo violento acquazzone ci costringe a ripararci sotto un porticato, ma dopo circa un quarto d’ora ritorna il sole e raggiungiamo così il grazioso centro di S.Maria (m. 1375), dove inizia l’ascesa verso l’Ümbrail Pass (detto anche Giogo di S.Maria). La salita si presenta subito aspra con una serie di stretti tornanti di pendenza elevata (attorno al 10%): Rino è in evidente difficoltà e così lo lascio avanzare al suo passo e proseguo da solo la scalata, che si dimostra ben presto assai più ostica del previsto: ad un certo punto l’asfalto lascia il posto allo sterrato (ottimo a dire il vero, non è certo quello spezzaschiena del Gavia). L’ambiente naturale è estremamente selvaggio ed affascinante e soprattutto il traffico automobilistico è pressoché nullo: ciò contribuisce a rendere ancora più emozionante la scalata, soprattutto nei suoi km. finali, quando, usciti dalla vegetazione, si pedala in un vallone dove si affrontano dei lunghi ed interminabili rettilinei che mettono a dura prova le nostre forze residue. Unica compagnia al nostro sudore e fatica è il fischio delle numerosissime marmotte che popolano le pietraie ai lati della strada: Davide è in netta crisi, lo supero a qualche centinaio di metri dal Passo, ed insieme ci rifocilliamo al posto di frontiera poco sotto (bivio per lo Stelvio). Di Rino non v’è traccia, arriverà dopo una buona mezz’ora letteralmente distrutto... Una velocissima picchiata verso Bormio conclude questa bella giornata e, perché no, la nostra piccola impresa..

Le cifre la dicono lunga sulle difficoltà: abbiamo affrontato un dislivello in salita di 3223 mt (per una lunghezza complessiva di 50 km). La mia prova è stata decisamente positiva, soprattutto sullo Stelvio sono andato veramente bene senza mai cadere in affanno: devo dire che sull’Umbrail Pass me la sono presa comoda, godendo più dei panorami stupendi e senza mai guardare il cardio. Non ho mai usato il 26 per tutta la giornata, solo sullo Stelvio ho innestato il 23 per alcuni chilometri. Al prossimo anno, questa volta per domare lo Stelvio dal suo versante più duro, quello di Trafoi...

I dati tecnici

Bormio - Passo dello Stelvio: 22km - dislivello 1541 mt - P.Media 7%
Glorenza-S.Maria im Mustertal: 15 km - dislivello 455 mt - P.media 4%
S.Maria im Mustertal-Umbrail Pass: 16 km - Dislivello 1127 mt - P.Media 8%

L'intero itinerario da Bormio a Bormio misura 104 km per 3223 mt di dislivello in salita- I km. di salita complessiva sono circa 51
 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Agosto 2010 17:10
 


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