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Passo San Marco da Olmo al Brembo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 04 Agosto 2010 16:39

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Località di partenza:
Olmo al Brembo (BG) mt. 556
Località di arrivo:
Passo San Marco mt. 1985
Lunghezza:
km. 19,8
Dislivello:
mt. 1429
Pendenza media:
7,2 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
14 %
Stato del manto stradale:
Buono
Data della ricognizione:
sabato 30 giugno 2001

La salita nel dettaglio

Sicuramente una delle salite più difficili della Lombardia, il Passo San Marco regge tranquillamente il confronto con gli altri "mostri sacri" della zona (Gavia, Bernina, Stelvio): non è molto conosciuto, ed è un peccato perchè si tratta di una salita bellissima e poco trafficata che mette in comunicazione le province di Bergamo e di Sondrio: si risale la stretta Valle di Mezzoldo, bagnata dal Brembo Occidentale, percorrendo l'antico tracciato della "Via Priula", costituita nel XVI secolo dal podesta' di Bergamo Alvise Priuli, per permettere alla Repubblica Veneta di intrattenere rapporti commerciali con la Svizzera e la Germania.

Partiamo da San Pellegrino Terme, in modo da effettuare un buon riscaldamento prima di affrontare la salita vera e propria: il tratto che ci porta ad Olmo al Brembo - transitando per S.Giovanni Bianco, Lenna e Piazza Brembana - è molto trafficato e caratterizzato da numerose gallerie che però possono essere evitate tansitando sulla destra lungo l'antico tracciato della strada.
Giungiamo così ad Olmo al Brembo (mt. 556), piccolo centro dell'Alta Val Brembana, dove la strada inizia a salire con pendenze significative: in realtà i primi cinque chilometri della salita sono estremamente facili (pendenze mai superiori al 6%) e consentono un adeguato approccio al tratto impegnativo che coincide con l'ingresso nell'abitato di Mezzoldo (km. 6,5 mt. 864).Qui la salita si fa aspra: la strada disegna numerosi tornanti nel fitto bosco di conifere dove la pendenza si attesta tra l'8 e il 10 per cento. Particolarmente impegnativo il tratto che precede la centrale elettrica: si raggiungono punte del 13 per cento, ma per fortuna l'ombra del bosco contribuisce ad alleviare le nostre sofferenze.

Un brevissimo tratto di respiro di circa un chilometro ci viene concesso tra la centrale elettrica ed il bivio per Madonna delle Nevi: è il preludio al tratto più difficile della salita, ci aspetta  un chilometro e mezzo all'11,5 %. L'ambiente è ormai quello tipico dei pascoli alpini, di ombra neanche a parlarne sino alla cima: la strada disegna ampi tornanti e si arrampica sui costoni della montagna dove placide mandrie pascolano indisturbate sui ripidi declivi. Si passano i piccoli agglomerati di baite di Castello e Fraccia (km. 14 mt. 1502), dopodichè l'ambiente si fa solitario e selvaggio sino al passo: le pendenze in questo tratto sono regolari ma comunque sostenute (sempre attorno all' 8-9%). Al km 17,7 ci appare sulla destra la sagoma del nuovo rifugio San Marco 2000: poche centinaia di metri e buttando l'occhio sulla sinistra si vede la vecchia e gloriosa costruzione dell'antico rifugio - ospizio di Cà San Marco, che reca ben visibili le insegne della Serenissima. Per raggiungerlo si devono percorrere circa 500 metri di strada pianeggiante.
La nostra meta è ormai vicina, dopo un ultimo ripido strappo la strada compie un tornante a sinistra e procede con pendenze modeste nell'ultimo chilometro sino al Passo, che si raggiunge in curva. 
La bellezza del posto è purtroppo deturpata dalla presenza di numerosi tralicci elettrici: sul passo numerosi ciclisti ma nessuna costruzione o rifugio. In caso di cattivo tempo occorre scendere in fretta e rifocillarsi al Rifugio S.Marco 2000.

Sul versante opposto una lunghissima discesa (27 chilometri) ci porta a Morbegno, in Valtellina.

 


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