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Passo Duran - da Agordo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 06 Agosto 2010 13:11

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Località di partenza:
Agordo mt 609
Località di arrivo:
Passo Duran mt. 1601
Lunghezza:
km. 12,5
Dislivello:
mt. 992
Pendenza media:
7,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
13-14 %
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Il Passo Duran può essere inserito in un bellissimo anello attorno al Monte Civetta: scesi a Dont si scala la Forcella Staulanza con superbe vedute del Civetta e del Pelmo, indi si scende in Val Fiorentina a Selva di Cadore per affrontare la breve salita di Colle Santa Lucia che ci riporta poi nella valle del Cordevole attraverso Caprile, Alleghe, Cencenighe ed Agordo. L'anello è lungo 78 km e prevede circa 2000 metri di dislivello.
Eventuali suggerimenti per la visita:
La bellezza della salita risiedono tutte nello splendido ambiente naturale in cui si svolge, con la superba vista della parete sud della Moiazza che ci accompagna negli ultimi chilometri che precedono il passo.
Data della ricognizione:
mercoledì  13 giugno 2001

La salita nel dettaglio

E' sicuramente una delle salite più difficili delle Dolomiti: il Passo Duran - il nome la dice lunga... - è duro ma in una maniera tradizionale, come capita a quelle strade antiche dal percorso sinuoso, dal tracciato stretto e malagevole, dalle pendenze impegnative ma mai proibitive. Quando raggiungerete la meta a quota 1601 metri, tra le pareti della Moiazza e del Tamer, potrete veramente considerarvi soddisfatti di aver conquistato un luogo così speciale e quasi appartato, lontano dai grandi flussi turistici e frequentato solo dagli amanti della montagna...

Dal centro di Agordo, dopo aver oltrepassato il ponte sul torrente Rova, si imbocca la SS347 del Passo Duran che nel primo tratto attraversa le piccole frazioni di Veran, Gaidon, La Valle Agordina. Le pendenze in questo tratto sono modeste, anche se non manca qualche strappettino impegnativo.
Lasciata quest'ultima località la strada cambia radicalmente aspetto: ci attende un tratto di grande impegno  in cui le pendenze oscilleranno sempre attorno al 10% per circa 6 chilometri. Pochissimi i tornanti da superare, in pratica non si fa altro che risalire per lunghi rettilinei e semicurve che lasciano i segni sui nostri muscoli
Si entra nel bosco, ma l'ampia sede stradale non concede tregua ai raggi del sole: solo in alcuni punti, dove la strada ricalca il vecchio tracciato stretto e sinuoso, ci si può riparare dalla calura estiva.
Oltrepassiamo numerosi tabià, vecchi fienili in legno testimoni della persistenza di un'attività silvo-pastorale ancora sentita tra la popolazione locale: man mano che si sale, nei tratti fuori del bosco cominciamo a scoprire le fantastiche vette dolomitiche che fanno da corona al passo, in particolare la Moiazza che incombe severa sopra le nostre teste. Al km 8,4 siamo alla baita Cesen: ci attende il tratto più difficile della salita, con pendenze superiori al 12-13%, ma con un ultimo sforzo superiamo anche quest'ultima asperità.
Già, perchè improvvisamente attorno al km 10 la pendenza si riduce di colpo e, all'uscita dal bosco, ci attende la parte più bella e godibile della salita: percorriamo ora un tratto di falsopiano circondato da pareti rocciose, con splendide viste sulla Moiazza. Le ridotte pendenze ci danno finalmente modo di ammirare lo scenario naturale: la strada aggira il costone della montagna per entrare ancora per un breve tratto nel bosco. Ma la nostra meta è ormai vicina, e raggiungiamo il Passo in assoluta scioltezza. Un accogliente rifugio consente di rifocillarsi ed eventualmente ripararsi in caso di cattivo tempo.

  

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Agosto 2010 13:15
 


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