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Passo Cereda - da Fiera di Primiero PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 06 Agosto 2010 13:43

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Località di partenza:
Fiera di Primiero - bv. SS 347 mt. 736
Località di arrivo:
Passo Cereda mt. 1369
Lunghezza:
km. 8
Dislivello:
mt. 633
Pendenza media:
7,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Difficile inserire il Passo Cereda in itinerari circolari alla portata di tutti: l'anello che vi suggerisco, ma che richiede un grande impegno, prevede la discesa su Agordo (con la breve asperità di Forcelle Aurine nel mezzo), indi la risalita verso Cencenighe, Caprile, Passo Valles, Passo Rolle, San Martino di Castrozza ed infine Fiera di Primiero. Sono circa 100 km per un dislivello complessivo di 2800 metri.
Fatica a parte, godrete di paesaggi straordinari...
Eventuali suggerimenti per la visita:
La Val Canali, che si imbocca al km. 3,3 della salita proseguendo diritto al tornante è un paesaggio di straordinaria bellezza caratterizzato dai pascoli di Piereni, situati a oltre 1200 metri sul pendio occidentale della valle. La Cima Canali, al calar del giorno, si trasforma in una parete frastagliata di colore grigio con striature rosso-ruggine.
A vigilare tutta la valle, eretto su un’inaccessibile baionetta di roccia spezzata dai fulmini e dall’acqua, c’è la rovina del Castel Pietra. Costruita nel XIII secolo, la rocca è stata testimone di guerre, rivolte ed assedi. L’incendio del 1675 la ridusse in tal stato che i Welsperg furono costretti ad abbandonarlo. La sua sembianza arcigna e l’atmosfera suggestiva che lo circonda ne fece un frequentato luogo di attrazione per viaggiatori.
Data della ricognizione:
martedì 12 giugno 2001

La salita nel dettaglio

E' salita aspra quella del passo Cereda: uno dei cosiddetti "valichi minori" delle Dolomiti, che sa però regalare paesaggi stupendi in un ambiente naturale incontaminato, ai margini del parco Naturale delle Dolomiti Bellunesi da un lato e del parco di Paneveggio-Pale di San Martino dall'altro. Una prima parte di sofferenza pura, con tratti non brevi superiori al 10%, poi la parte conclusiva più rilassante, tra il verde dei prati che fanno da degno contraltare alle cime dolomitiche del gruppo del Cimonega. Difficilmente troverete ciclisti su questa salita, attratti come sono da altri passi più blasonati delle vicinanze (Rolle, Valles, San Pellegrino) di cui le Dolomiti sono giustamente famose: proprio per queto motivo mi sembra giusto presentarvela....

Fiera di Primiero è un borgo antico situato dove la Val Cismon incontra la Val Canali per poi cominciare la discesa verso Mezzano e Imer. Il nome Fiera, in tedesco Mark, deriva dalla tradizione del mercato che si teneva in questa località.
Si parte da Primiero, imboccando la SS347 che per un primo tratto pianeggiante, sino a Tonadico, corre a fianco del torrente Canali. Superato il torrente ha inizio la parte più difficile della salita: due ripidi tornanti e la strada risale nel rado bosco, dal quale si intravedono i ruderi imponenti della rocca di   Castelpietra. Sino al bivio per Val Canali (km 3,3 nei pressi di un tornante) le pendenze superano abbondantemente il 10%, poi fortunatamente calano assestandosi attorno al 8-9%: la strada è però inesorabialmente esposta al sole e questo può rappresentare un grave ostacolo nelle assolate giornate estive.
Dopo aver superato il rifugio "Baita del Vecio" (km 4,8 mt 1108) e l'edificio in disuso della Colonia Ferrarese, ci attende ancora un chilometro molto difficile con pendenze superiori al 9%. Superiamo un ponticello ed affrontiamo la parte conclusiva: ci attendono 6 tornanti sinuosi, dove le pendenze diventano decisamente abbordabili. E' questa la parte più bella dell'ascesa poichè la valle si apre all'improvviso, punteggiata da belle malghe e pascoli curatissimi ai margini di una fittissima pineta che ricopre le pendici della montagna: senza eccessive difficoltà giungiamo infine al valico (km. 8 mt. 1369) dove sorge un accogliente rifugio.
Da segnalare la mancanza di fontanelle: il traffico automobilistico è scarso anche nel pieno afflusso turistico, la qual cosa rende questa salita particolarmente appetibile.

Procedendo lungo il versante opposto il panorama è ancora più esaltante e si aprono bellissime vedute sulle vette dolomitiche dell'Agordino: un territorio di grande bellezza e poco conosciuto, che per questo ha saputo conservare antiche tradizioni.
Il  primo tratto di discesa è molto ripido e la strada è piuttosto stretta: giunti a Mis  si affrontano diversi tratti in contropendenza prima di Gosaldo da cui si attacca il facile valico di Forcelle Aurine (mt. 1297) dal quale si può con una veloce discesa planare ad Agordo sul fondovalle.


 

 

 

 


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