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Passo Lavazè - da Cavalese PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Lunedì 09 Agosto 2010 12:00

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Località di partenza:
Cavalese - bivio Passo Lavazè mt. 1010
Località di arrivo:
Passo Lavazè  mt 1808
Lunghezza:
km. 10,5
Dislivello:
798 mt
Pendenza media:
7,6 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
12%
Stato del manto stradale:
Buono (alcuni tratti in porfido dissestati nell'attraversamento di Varena)


La salita nel dettaglio

Appena defilato dall’area dolomitica "classica" (quella, per intenderci, al cospetto del gruppo del Sella e delle vallate ladine), il Passo di Lavazè rappresenta, a mio parere, una delle più difficili salite della zona.

Vi racconterò la cronaca della scalata al passo effettuata martedì 4 giugno 1999, in una giornata ben poco estiva e minacciata da fosche nubi temporalesche. Partiamo dunque da Cavalese attraversando il centro storico dalla bellissima pavimentazione in porfido, e svoltiamo a destra (km. 0 - mt. 1010) seguendo le chiare indicazioni per il Passo: affrontiamo subito due ampi tornantoni con ampia veduta sulla val di Fiemme ed il Cermis. Superiamo il bivio per Daiano e Carano: la pendenza qui non è ancora proibitiva, addirittura un breve tratto in discesa ci porta a Varena (km. 2,8 - mt. 1170) , dove troviamo il primo strappo superiore al 10% proprio al centro del paese. Superate le ultime case di questo piccolo borgo dalle strette viuzze entriamo nel bosco guadagnando quota con alcuni tornanti di media difficoltà sino a raggiungere, nei pressi dell'Osteria Alla Chiusa, un lungo rettilineo quasi in falsopiano che prelude agli ultimi durissimi chilometri. Infatti subito dopo il bivio per Stava-Pampeago (km.7 mt.1440) inizia la parte clou dell’ascesa: ci attendono infatti 3,5 km con pendenze costantemente attorno al 12-15%. Lunghi rettilinei ed un solo tornante prima di scollinare sul passo: un vero calvario! Quest'ultimo tratto si sviluppa per intero nel fitto bosco di conifere, regalando un po' di sicuro sollievo nelle giornate soleggiate!

Giunti al Passo di Lavazè (km. 10,5 mt. 1805) si può facilmente conquistare un altro colle, il Passo di Occlini, svoltando subito a sinistra e proseguendo in moderata ascesa (5,2% la pendenza media per 3,5 km): dal Passo di Occlini (km. 14 mt.1989) il panorama è ancora più bello, anche se deturpato dagli impianti di risalita. Da segnalare che qui parte una bellissima strada forestale che arriva sino a Fontanefredde, sulla strada che da Ora conduce al Passo di S.Lugano e Cavalese: necessaria però una MTB!!

Ripercorrendo a ritroso la strada che ci riporta al Passo Lavazè le nuvole si aprono improvvisamente, giusto per farci ammirare lo spettacolo delle guglie dolomitiche del Latemar. Giunti sul Passo le possibilità di chiudere l'itinerario su Cavalese sono molteplici: si può scendere in direzione di Bolzano attraverso la Val d'Ega sino a Ponte Nova e quindi scalare il Passo di Costalunga e ritornare in Val di Fassa via Vigo, Moena e Predazzo. E' un itinerario classico ma molto gratificante dal punto di vista paesaggistico, al cospetto dei gruppi del Latemar e del Rosengarten.

Purtroppo oggi però il tempo non ci è amico e le prime gocce d'acqua ci costringono ad un mesto ritorno sulla strada appena percorsa: al bivio per Stava si svolta a sinistra e senza alcuna difficoltà si valica il Passo di Pramadiccio (mt. 1431) per poi picchiare in forte discesa sulla SP che da Tesero porta all’Alpe di Pampeago.

La salita dell’Alpe di Pampeago non ha certo bisogno di presentazioni, essendo stata finale di tappa delle ultime due edizioni del Giro d’Italia: ma non è il caso di farsi prendere dalla foga agonistica, perché anche qui le pendenze sono a due cifre: noi optiamo per un rapido rientro a Cavalese attraverso Stava e Tesero, sotto una pioggia gelida e battente.

Decisamente quest'estate non vuole proprio decollare!!


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