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Passo delle Erbe(Wurzjoch) - da Funes PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 13 Agosto 2010 10:25

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Località di partenza:
Bivio sulla SS 12 del Brennero, mt 542
Località di arrivo:
Passo delle Erbe (Wurzjoch), mt 2004
Lunghezza:
km. 25,6
Dislivello in salita:
mt. 1558 (al netto del tratto di discesa intermedio)
Pendenza media:
6,5 %  (effettiva di salita)
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Ottimo
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Al km. 8,6 della salita, anzichè entrare nel centro di San Pietro in Funes, si può proseguire alla volta di S.Maddalena e Malga Zannes, percorrendo così completamente la splendida Val di Funes sino alla sua testata. In tutto sono circa 8 km di salita (dura nel tratto conclusivo prima di Malga Zannes) che portano il ciclista nel cuore del massiccio dolomitico delle Odle: a Malga Zannes l'asfalto termina nei pressi del centro informazioni del Parco naturale Puez-Odle. Inutile aggiungere che il panorama è a cinque stelle:provare per credere!!
Eventuali suggerimenti per la visita:
Dal piazzale del Passo si dipartono numerosi sentieri ed escursioni nel cuore del parco Naturale delle Puez-Odle: vale senza dubbio la pena, trovandosi in zona, rinunciare ad un giorno di bici per esplorare a piedi il meraviglioso mondo dolomitico...

La salita nel dettaglio


Questo racconto comincia da lontano, dalla Val Badia per la precisione, dove si affronta la dura scalata al Passo delle Erbe: giunti sul passo la tentazione di risalirlo anche dal versante opposto era troppo forte, e così eccoci qui in discesa a raccontarvi di una valle sperduta e meravigliosa: la Val di Funes...

Dal Passo delle Erbe si inizia la discesa verso la Val di Funes e dopo circa 3 km occorre prestare attenzione ad un bivio sulla destra che riporta le indicazioni Luson: lo seguiamo ed entriamo così nella stretta valletta del Rio Lasanca, pedalando su una stradina forestale (asfaltata solo pochi anni or sono) che corre parallela al torrente. Il fondo non è dei migliori, soprattutto per la presenza di numerose canaline di scolo delle acque, e si transita su numerosi e caratteristici ponticelli in legno da una parte all'altra del torrente: siamo in una splendida foresta di pino cembro, la quiete ed il silenzio sembrano irreali, il traffico - manco a dirlo - inesistente (pochi conoscono l'esistenza di questa strada).
In breve giungiamo nel caratteristico paesino di Luson (981 mt) dove si diparte la durissima salita alle Alpi di Rodengo (ma per oggi ve la risparmio!!!). Proseguiamo invece in discesa  verso Bressanone, affrontando prima due ampi tornanti e poi un tratto fastidioso di mezza costa che sembra discesa ma in effetti risale lievemente. Solo gli ultimi quattro chilometri picchiano decisamente alla volta di Bressanone, che attraversiamo velocemente, sommersi da un traffico a dir poco caotico, immettendoci sulla SS 12 del Brennero in direzione di Bolzano.
Questi pochi chilometri sono in realtà un vero calvario, assediati dal traffico e da un forte vento che risale la valle Isarco: fortunatamente solo 4 km ci separano dal bivio per la Val di Funes, posto nei pressi del casello autostradale di Bressanone.
Lasciata dunque la statale del Brennero riprendiamo a salire, è quasi mezzogiorno ed il sole picchia implacabile rendendo l'asfalto rovente: le pendenze di questo primo tratto di salita sono molto discontinue, mai eccessive, ma si devono comunque affrontare alcuni strappetti decisi, alternati per fortuna a lunghi tratti di ampio respiro.
Dopo un primo tratto molto incassato tra ripide pareti di roccia la valle di Funes   lentamente va aprendosi in uno scenario di ameni pascoli punteggiati dai caratteristici profili dei masi altoatesini: superato il bivio per S.Maddalena si raggiunge al km 9 il borgo di San Pietro in Funes (mt. 1140) che in pratica è il centro più importante della valle. Da questo punto in poi inizia un autentico calvario per le nostre gambe già affaticate: le forti pendenze e la calura del mezzogiorno si rivelano un cocktail micidiale molto duro a digerirsi.  E' un peccato che le difficoltà della salita non consentano di apprezzare appieno il maestoso panorama offerto dalle Odle che pian pian si offrono alla nostra vista alzandoci di quota.
La strada, interamente allo scoperto, risale per circa 5 km tra verdissimi prati e pascoli con pendenze sempre superiori al 10%: la ciliegina sulla torta è rappresentato dallo strappo nei pressi dell'albergo Schopplhof attorno al km. 14: qui la pendenza rasenta il 15-16%!!
Il punto di massimo sforzo fortunatamente coincide anche con la fine del tratto più impegnativo: infatti improvvisamente la strada spiana (si fa per dire....) nel momento in cui entra  nel bosco. Si raggiunge così agevolmente il bivio con la strada che sale da Bressanone (km. 17,2 mt. 1735) e  successivamente si scollina il passo di Eores (km. 20,78 mt. 1735), nei pressi di alcune baite e di una Gasthause: ci attende ora una breve discesa di circa 1,5 km prima di iniziare il tratto conclusivo di salita che conduce al Passo. Superiamo il bivio per Luson, dove abbiamo deviato stamane,  e raggiungiamo senza ulteriori difficoltà il Passo delle Erbe (km. 25,6 mt 2004): qui vi consiglio di abbandonare un attimo la bici e salire al vicino rifugio Utjia de Bors  per divorare (è questo il termine più adatto dopo tanta fatica) una gigantesca porzione di apfelstrudel con salsa di vaniglia. Ve lo siete proprio meritato!!
La discesa verso la Val Badia è un sogno: tenete però qualche briciolo di energia per l'ultimo strappo di salita che divide Antermoia da S. Martino in Badia. Certo che la vita per noi ciclisti è proprio dura!!!!

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Agosto 2010 10:31
 


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