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Colle dell'Agnello - da Pontechianale PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 30 Luglio 2010 08:08

  Clicca per vedere l'altimetria

Località di partenza:
Casteldelfino, mt 1280
Località di arrivo:
Colle dell'Agnello, mt. 2744
Lunghezza:
km. 22,4
Dislivello:
1464  mt
Pendenza media:
6,5 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
14 %
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Difficile  inserire l'Agnello in un percorso circolare, l'unica possibilità è   rappresentata dal vecchio percorso della Gran Fondo Fausto Coppi di Cuneo (in pratica dopo l'Agnello si scende sul versante francese sino a Guillestre per affrontare il Col de Vars, indi si cala  nella valle dell'Ubaye e quindi si rientra in Italia attraverso il facile Col de Larche: l'intero circuito sviluppa quasi 240 km ed è quindi riservato solo ai ciclisti più preparati). Tornati invece sui propri passi si possono affrontare numerose  salite laterali della Val Varaita: la più famosa - ed anche la più dura- è quella del  colle di Sampeyre che troverete descritta su questo sito seguendo questo link.
Data della ricognizione:
21 giugno 2003

La salita nel dettaglio

L'asfalto è calato sulla strada per il Colle dell'Agnello solo negli anni settanta: da allora questa salita è diventata giustamente terreno di caccia per tutti gli amanti delle grandi sfide alpine. E non poteva essere diversamente, visto che ci troviamo di fronte ad un vero mostro sacro, che per la quota (appena qualche metro inferiore allo Stelvio e all'Iseran) e per la estrema difficoltà del tratto conclusivo può a ben ragione essere considerata una delle salite più dure dell'arco alpino...

Per un adeguato riscaldamento consiglio di partire dal fondovalle: un buon punto logistico è rappresentato da Venasca, dove c'è un comodo parcheggio turistico proprio lungo la strada principale. SI ha così modo di percorrere quasi interamente la valle Varaita, detta anche Smeraldina. I primi 20 chilometri sino a Sampeyre filano via velocemente senza problemi, lunghi falsopiani e solo qualche breve strappettino. Anche dopo aver superato Sampeyre, centro principale della vallata (qui a sinistra si diparte la strada per il colle di Sampeyre), le pendenze si mantengono modeste e assai discontinue. I primi quattro tornanti, con pendenze significative attorno al 7-8% si trovano subito dopo la frazione di Torrette e ci portano a Casteldelfino, altro centro importante della valle. Qui, in maniera del tutto arbitraria, decidiamo di iniziare i rilievi altimetrici.
All'uscita dell'abitato (seguire le indicazioni per Pontechianale, la diramazione di sinistra ci porta nella valle del Bellino) si affrontano alcuni tornanti  piuttosto impegnativi che precedono la frazione di Rabioux. Indi le pendenze si fanno nuovamente dolci sino a Castello, alla testata del bacino artificiale che costeggiamo su strada pianeggiante per circa due chilometri. Lambiamo le case di   Pontechianale e si procede sulla strada principale che presenta alcune brevi e discontinue rampe  sino a Chianale (km. 12, mt 1800), ultimo paese prima del colle, ove un tempo era situata la dogana italo-francese (qui si è anche conclusa la tappa del Giro d'Italia 2003). Conviene deviare dalla strada principale per riempire le borracce, in quanto non esistono altre possibilità di rifornimento lungo la salita.
La dogana segna l'inizio del temibile tratto conclusivo dell'ascesa: se finora si è trattato tutto sommato di una piacevole passeggiata, ora lo scenario cambia decisamente: ci attendono infatti 10 km di salita alla considerevole pendenza media del 9,3%, con numerosi tratti superiori al 12-14% (come recita uno scoraggiante cartello stradale che incontreremo durante la scalata). Ai maniaci del cronometro segnalo che nei pressi della dogana abbandonata è posto il punto di punzonatura per il cronometraggio ufficiale (maggiori informazioni sul sito www.rampignado.com) .
La strada compie subito un tornante  verso sinistra e si impenna   inesorabilmente: la pendenza è già superiore al 10% e si manterrà tale - senza alcun tratto di riposo - sino al colle. L'ombra è un lontano ricordo, ormai lo scenario è quello tipico dei pascoli alpini di alta quota: i radi larici sono troppo lontani per garantire protezione dai raggi del sole. Nessuna possibilità di ristoro e rifornimento idrico sino al colle: le uniche costruzioni incontrate sono quelle delle Granges del Ru, nei pressi di un bellissimo vallone che superiamo con numerosi e sinuosi tornanti.
I panorami - inutile dirlo - si fanno via via più ampi e maestosi man mano che si sale: è il fascino tipico delle grandi salite alpine, delle praterie di alta quota, degli spazi aperti,  linfa vitale per noi salitomani. Superiamo un piccolo laghetto glaciale posto a circa 2 km dal colle, poi le pendenze sembrano farsi meno ostiche. La meta è vicina, un ultimo tornante sulla sinistra ed un lungo rettilineo dove si può scalare agevolmente rapporto e siamo sul colle dell'Agnello, a quota 2744 metri, il secondo valico stradale italiano, il terzo in Europa dopo l'Iseran e lo Stelvio.

In vetta non vi è alcuna possibilità di rifugio: solo una pietra miliare a segnare il confine italo-francese. Il punto di ristoro più vicino (Refuge Agnel, posto tappa GTA) è in territorio francese, circa due chilometri dopo il colle. Non resta che indossare la mantellina e ripercorrere in un tuffo vertiginoso la strada appena percorsa.

Inutile raccomandare la massima prudenza nell'affrontare questa salita: consultare sempre le previsioni meteo (ormai molto affidabili, per la zona un buon sito è www.nimbus.it/italiameteo/previpiemonte.htm) e se possibile evitare le domeniche estive di luglio e agosto quando il traffico automobilistico può essere molto fastidioso.

 

 

 

 


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