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Col de l'Izoard - da Guillestre PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 15 Agosto 2010 10:12

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Località di partenza:
Guillestre, mt.1266
Località di arrivo:
Col de Izoard, mt. 2361
Lunghezza:
km. 15,9
Dislivello:
mt. 1095
Pendenza media:
6,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10 %
Stato del manto stradale:
Discreto:
Data della ricognizione:
5 luglio 1998


E' arrivato finalmente il momento di puntare la bandierina sul mitico Col d'Izoard: superfluo ricordare le mitiche pagine di ciclismo che si sono scritte sulle rampe assolate della Casse Deserte. Scalare l'Izoard, al di là dell'impegno fisico - nemmeno poi così rilevante - significa percorrere la storia del ciclismo epico di Coppi, Bartali e Bobet. E significa anche scoprire un paesaggio meraviglioso ed affascinante: difficile descrivere l'impressione di meraviglia e di stupore all'apparire della mitica Casse Deserte, un angolo di luna trasportato sulle Alpi

La cronaca della scalata

Briançon è la base di partenza ideale per l'Izoard. La più alta città d'Europa - come recita pomposamente un tabellone pubblicitario - si raggiunge in poco più di due ore attraverso il Col du Montgenevre: lasciata la macchina nei pressi di Val de Près, nella Vallèe de la Clarèe esplorata nel recente Giro del Monginevro, ci aspettano 8 km di adeguato riscaldamento nella brezza mattutina per arrivare in centro a Briançon. Si attraversa la città e seguendo le indicazioni per Argentiere-Gap ci troviamo ben presto su una strada di grande comunicazione molto trafficata che dopo 15 km ed una serie di "mangia e bevi" giunge a l'Argentiere en Bessèe (976 mt.). Altri 16 km piuttosto noiosi per arrivare a Mont Dauphin (900 mt.) e finalmente si lascia la tangenziale per svoltare a sinistra in salita verso Guillestre (mt. 1000, km 35). Iniziamo a salire con decisione proprio in prossimità del bivio per il Col du Vars ed entriamo nel Parco del Queyras: qui il fiume Guil ha scavato nel corso dei secoli un impressionante canyon ed il paesaggio è veramente molto caratteristico, la pendenza cala notevolmente e ci consente di ammirarlo con calma. Attraversiamo alcune brevi gallerie e ad un certo punto la valle si apre subito dopo il piccolo centro di Beyer: si prosegue tranquilli con il "53" sino ad una nuova strozzatura della valle, ed è qui che inizia la salita vera. Dopo un chilometro infatti troviamo a sinistra il bivio per l'Izoard (proseguendo dritto si va verso Chateau Queyras ed il Colle dell'Agnello): i primi chilometri alternano qualche breve e deciso strappo a interminabili rettilinei assolutamente privi di ombra. Capiamo subito che sarà il sole il principale nemico: oggi fortunatamente è una giornata magnifica e ventilata, ma possiamo immaginare quale sia il supplizio di una infuocata giornata priva di brezza!!! Comunque si pedala agevolmente, circondati da prati verdissimi, sino ad Arvieux (1544 mt.), con il suo caratteristico campanile: indi tre chilometri interlocutori sino a Brunissard (1771 mt) e poi non ci sarà più scampo, la pendenza sarà sempre superiore all'8 % per i successivi 5 km, completamente esposti al sole. Si soffre, ma il panorama diventa via via più avvincente e ci lascia veramente a bocca aperta quando, dopo una curva, ci appare la mitica "Casse Deserte", un paesaggio lunare, fatto di guglie e di rocce completamente prive di vegetazione. La strada ora scende leggermente per qualche centinaio di metri, sino alla lapide che ricorda due nomi mitici del ciclismo: Coppi e Bobet (la foto qui è un obbligo!!!). Indi si riprende a salire con decisione, ma la meta è vicina, solo tre chilometri per scollinare al Col d'Izoard (mt 2360).

Una giornata indimenticabile, sole, grandi panorami, salite mitiche: cosa può pretendere di più un ciclista dalla vita?

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Agosto 2010 10:50
 


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