Home Cicloturismo
Mont Ventoux - versante sud da Bedoin PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 15 Agosto 2010 19:52

   Clicca per vedere l'altimetria 

Località di partenza:
Bedoin, mt. 300
Località di arrivo:
Mont Ventoux, mt. 1909
Lunghezza:
km. 21,5
Dislivello:
mt. 1610
Pendenza media:
7,5%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10 %
Stato del manto stradale:
Discreto:
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Scendendo a Malaucene, sull'opposto versante, si può affrontare poi la salita anche da questo lato (vedi descrizione..)
Data della ricognizione:
14 giugno 2002 (prima ascensione Brevetto Cinglés du Mont Ventoux)

La salita nel dettaglio

Delle tre vie di ascesa al Mont Ventoux quella dal versante sud resta sicuramente la più conosciuta, nonchè la più antica e spettacolare. Questa strada, costruita nel 1882, parte dal villaggio di Bedoin per raggiungere, dopo 21,5 km, la sommità del Ventoux a 1909 metri: il Tour de France la affronterà anche quest'anno, in una tappa che senza dubbio lascerà il segno, come quella del 2000 quando Pantani si impose su Armstrong, decisamente in vena di regali....

Si parte dunque da Bedoin in leggera e comoda ascesa, accompagnati da ordinati vigneti. Sfiliamo i piccoli villaggi di Baux, Sainte Colombe e les Bruns sino ad arrivare al famoso "virage" di Saint Esteve (km 5,7 mt 547): segnatevi bene quel tornante, perchè rappresenta l'inizio delle sofferenze. Da qui sino al bivio di Chalet Reynard infatti occorre affrontare un tratto di salita molto ostico, 9,5 km alla pendenza media del 9%: la strada entra nel bosco, e l'ombra è garantita a tratti, soprattutto nelle prime ore del mattino. Suggestiva la vegetazione: chi è abituato a pedalare sulle grandi salite alpine si sorprenderà alquanto di trovarsi immerso in una fitta foresta di cedri, lecci, pini silvestri e faggi. Questo tratto di salita va affrontato con la dovuta concentrazione dosando bene lo sforzo fisico: nessun tornante ad alleviare le sofferenze, la strada si arrampica verso l'alto con lunghi rettilinei e semicurve che sembrano vanificare i nostri sforzi.
Giunti a Chalet Reynard (km. 15,2 mt 1417), in prossimità del bivio con la D164 che sale da Sault (vedi qui la relativa descrizione) , un altro mondo ci attende. La vegetazione sparisce improvvisamente, e ci troviamo ad affrontare il tratto conclusivo dell'ascesa, quello più spettacolare, insolito e per certi versi terribile: il vero Mont Ventoux comincia qui, quando la strada si inerpica tra aspre pietraie arse dal sole cocente e battute dal "mistral". Il caldo ed il vento sono i veri nemici da sconfiggere, a fronte di pendenze nemmeno troppo ardue: negli assolati pomeriggi di luglio e agosto il vento a volte soffia ad oltre 100 km/h, e pedalare in queste condizioni è praticamente impossibile. Non è il caso di oggi, solo una leggera brezza soffia in direzione trasversale contribuendo anzi ad alleviare la calura: la meta - rappresentata da quell'orribile torre-osservatorio visibile a decine di chilometri di distanza - sembra lì a portata di mano, eppure mancano ancora 6 chilometri!
A 1500 metri dalla vetta, sulla destra, seminascosta tra le pietre, una piccola stele ricorda il luogo dove morì - durante il Tour de France del 1965 - l'inglese Tom Simpson: è riconoscibile più che altro per la particolare usanza che si è andata via via affermando di lasciare un piccolo ricordo alla sua base: vi si trova di tutto, borracce, copertoni, lattine, uno spettacolo decisamente triste ed indecoroso....
Ma la vetta a questo punto è ormai vicinissima: un ultimo rettifilo al 10% ed ecco il tornante finale che si arrampica sino alla base della stazione televisiva.Il Mont Ventoux è vinto: dopo aver ripreso fiato basta guardarsi attorno e contemplare un panorama maestoso, ai nostri piedi i dolci rilievi della Provenza, più lontano le cime delle Alpi ancora innevate: e appena sotto di noi la desolante vista sul Col des Tempetes e sull'ultimo tratto di salita appena percorso, un paesaggio lunare, irreale, decisamente suggestivo.


Non resta che indossare la mantellina e fiondarsi a velocità supersoniche (attenti alle condizioni del manto stradale, pessime in alcuni tratti) sul versante opposto sino ad arrivare a Malaucene, dove comincia la seconda ascesa del Mont Ventoux. Continua qui... 


JavaScript deve essere attivo per utilizzare Google Maps.
Sembra infatti che JavaScript sia disabilitato o non supportato dal tuo browser.
Per visualizzare le Google Maps, attiva JavaScript modificando le opzioni del tuo browser e poi riprova.

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Agosto 2010 21:28
 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla video tutorials hosting Valid XHTML and CSS.

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Cliccando su AGREE, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'uso dei cookie consulta la privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information