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Passo del Furggu - da Gondo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 12:34

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Località di partenza:
Gondo (CH) - ponte sul torrente Diveria mt. 832
Località di arrivo:
Passo del Furggu mt. 1872
Lunghezza:
km. 11,9
Dislivello in salita:
mt. 1040
Pendenza media:
8,7 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
12,5%
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Recentemente scoperta, la salita all'Alpe Waira: tornati nei pressi del lago artificiale di Sera si percorre l'opposto versante della valle in direzione del Passo del Monscera (la strada è sconnessa ma percorribile con la dovuta  attenzione anche alle bici da strada..)
Eventuali suggerimenti per la visita:
Vi consiglio di eseguire un buon riscaldamento prima della salita:si può iniziare l'itinerario a Domodossola (m.270) e risalire la SS del Sempione sino a Varzo, Iselle e la dogana di Gondo (m 855). Sono in tutto 22 km in leggera ascesa (pendenza media 2,7%), con l'unico fastidio del traffico che nel periodo estivo può essere notevole

NB - Il tratto di strada tra il km. 2 ed il km 5 (prima della diga di Sera) è soggetto a caduta di frane e sassi: un semaforo lampeggiante segnala il pericolo. Evitare in ogni caso di percorrere questo itinerario in caso o dopo forti piogge...

La salita nel dettaglio

Un'ascesa ai più sconosciuta in territorio elvetico, a due passi dal confine ossolano. Si tratta del Passo del Furggu, che ho scalato nell'estate del 1997, esattamente nella giornata di ferragosto: avevo puntato l'indice della mia carta Kompass su di una strada laterale al Passo del Sempione, che si inoltrava in una valle dal nome impronunciabile, e così, mi sono detto, dovevo assolutamente andare in esplorazione... Mai idea fu più azzeccata: giornata indimenticabile (così come la fatica della scalata, adatta ai veri salitomani). Ho ancora negli occhi le splendide immagini di una valle fuori dal tempo ove tutto scorre ai ritmi secolari della natura: vi invito dunque a scoprire con me la Zwischbergental...
Aggiornamento del 18 maggio 2004 - A distanza di 4 anni dalla devastante frana che nell'ottobre 2000 ha quasi del tutto distrutto le case di Gondo le ferite si stanno lentamente rimarginando: anche il secolare palazzo signorile è stato ricostruito ed ora ospita un elegante albergo, copia fedele dell'originale andato devastato. Ed è nuovamente percorribile senza problemi anche la strada che porta al Furggu: amici salitomani, non vi resta che andare alla scoperta di questi luoghi incantati.....

Molti cicloturisti novaresi e non si saranno senz'altro confrontati con il Passo del Sempione, salita lunga e spettacolare ma certamente non impegnativa: pochi sanno però che esiste, incassata tra le impressionanti gole di Gondo, una valle quasi dimenticata dal tempo. E' la Zwischbergental: anticamente chiamata Val Vaira, fu oggetto di innumerevoli contese tra le popolazioni vallesane e le nobili famiglie novaresi, sino a divenire territorio della Confederazione Elvetica sin dal 1495. E' una valle molto stretta,  incassata tra impressionanti forre che formano nella sua parte terminale la bella cascata di Grosswasser, visibile da Gondo, posto di frontiera elvetica, buttando l'occhio sulla sinistra del torrente Diveria. E' da questo punto che iniziano le danze: una ripidissima strada asfaltata  si arrampica per la montagna con pendenze elevatissime, inoltrandosi nella Zwischbergental: la pendenza nei primi due chilometri di salita, in cui affrontiamo numerosi e stretti tornanti,  è costantemente sopra il 10% (con un breve passaggio al 18% tra il km 1,5 ed il km. 1,6),   ma lo spettacolo naturale che stiamo scoprendo quasi ci fa dimenticare la fatica. La valle infatti è quasi del tutto disabitata, per cui il traffico turistico è pressochè nullo (io in tutta la giornata non ho incontrato una macchina...). La strada per contro è ottimamente asfaltata e tenuta con la tipica meticolosità svizzera: in un alternarsi di rampe molto dure e brevi tratti  più rilassanti si passano alcuni paravalanghe e  al km 4,7  si raggiunge il minuscolo laghetto artificiale di Serra (mt. 1282) con le sue acque color turchese. Lo costeggiamo per poche centinaia di metri  e poco dopo prendiamo a destra nuovamente in salita (ottimi i cartelli segnaletici per gli escursionisti). Le pendenze tornano a farsi sentire attorno al km 5,5 (passaggi al 12%) sino a sbucare nel breve pianoro ove è situato il piccolo borgo di Bord (km 5,9 mt 1364). Qui si trova un'ottima fontana ed una piccola locanda, unico punto di ristoro della salita.
La salita prosegue inoltrandosi pian piano nel bosco di larici (ma l'ombra è scarsa): è questo un tratto estenuante, si procede a mezzacosta con alcune brevi semicurve che non danno alcun sollievo alle pendenze, nuovamente superiori al 10%. Solo nei pressi dell'unico tornante posto al km 7,8 la salita concede un po' di tregua, inoltrandosi ora in senso opposto verso il passo, di cui incominciamo ad intravedere la sagoma.
E' questo un tratto molto divertente, anche se la sede stradale è stretta: si intravedono i primi pascoli alti della valle e si comincia a sentire il classico suono dei campanacci delle mandrie al pascolo (attenzione perché può capitare di imbattersi in qualche mucca vagante in mezzo alla strada..)
Gli ultimi due chilometri sono di ampio respiro, siamo al limite della vegetazione ed il passo è ormai chiaramente visibile: sul valico non c'è assolutamente nulla a deturpare la dolcezza del luogo (ma non è questo il sogno di ogni ciclista?): solo un cartello segnaletico dei sentieri ed una fontana di acqua freschissima. Inutile dire che il panorama è superbo, si intravedono le cime della Weissmies e del Fletschorn con i loro ghiacciai 

Ma le sorprese non finiscono qui: la strada infatti prosegue oltre il valico, e la curiosità è troppa: non sarà che scende sino al fondovalle (in lontananza si scorge infatti il villaggio del Simplon Dorf e la strada del Sempione)??. Così mi avventuro con la segreta speranza di "scoprire" un nuovo itinerario: illusione, dopo circa tre chilometri di discesa la strada termina improvvisamente nei pressi di un alpeggio.. non mi resta così che fare dietro front e sciropparmi il gradito supplemento di salita. La discesa verso Gondo va affrontata con la massima prudenza poiché la strada è priva di protezioni ed è facile farsi prendere la mano dalla velocità. A Gondo si riprendono i contatti con la civiltà e con il baccano dei vacanzieri automobilisti: il sogno è finito...

 


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Ultimo aggiornamento Sabato 14 Agosto 2010 13:27
 


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