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Passo di Neggia- da Vira Gambarogno PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 13:28

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Salita Vira- Passo di Neggia

12,3 km al 9,66 %
Salita Armio-Passo Forcora
2 km al 14,15%
Totale km. percorsi:
100
Dislivello complessivo:
1471 mt
Percorso effettuato il
28 settembre 1997

 

Siamo alle ultime cartucce della stagione: le forze stanno calando, e anche psicologicamente ci si sente ormai stanchi. Ma la tentazione di aggiungere altri due Colli al proprio palma res è troppo forte e così, in una splendida e calda giornata di fine settembre eccoci di nuovo in sella per scalare il Passo di Neggia, nel territorio svizzero del Gambarogno, sul Lago Maggiore, ed il Passo della Fòrcora, nella vicina e verdissima Val Veddasca. Due salite di tutto rispetto: la prima è in pratica un Mini Mortirolo, con 1188 metri di dislivello in 12 km (vale a dire 9,6% di pendenza media!!!), mentre invece la seconda, seppur breve (circa 2 km) ha una pendenza media del 14% !!!

La cronaca della scalata

Partenza da Laveno, per un adeguato riscaldamento di circa 40 km. lungo la sponda orientale del Lago Maggiore, che tocca, in un susseguirsi di saliscendi, Porto Val Travaglia, Luino, Maccagno e Zenna, posto di confine: si entra in Svizzera e dopo pochi chilometri si raggiunge il piccolo centro di Vira, dove si devia a destra seguendo le indicazioni per Alpe di Neggia-Indemini. La salita comincia subito a ridosso del paese, e la strada si alza decisa a ridosso dello specchio del lago: numerosi balconi naturali ci consentono di godere di questo stupendo paesaggio. Superate numerose belle villette il paesaggio si fa decisamente più selvaggio: si entra in un fitto bosco al riparo della calura, la pendenza è sempre sostenuta e costante (salgo col 21 alternandolo al 23 per alcuni tratti, più per tirare un po’ il fiato che per vera necessità), e le sensazioni della pealata sono discrete. Nella parte centrale della ascesa alcuni rettilinei a mezza costa consentono di tirare il fiato, e meno male, perché gli ultimi chilometri sono veramente micidiali, una serie di tornanti sempre attorno al 10-11% sino al Valico, nascosto sempre alla vista (lo si scopre solo dopo l’ultima curva, e a dire il vero non è che il panorama sia un gran che....). Finita la prima sfacchinata, ci si butta in discesa verso Indemini, ove rientriamo in Italia, e più precisamente nella verdissima Val Veddasca: un posto veramente tranquillo, grandi silenzi e piccoli paesini d’antan ove è facile ritrovare pace e tranquillità. Alcuni saliscendi e si giunge ad Armio, centro principale (si fa per dire...) della vallata. Appena passato il paese si diparte a destra la strada che porta al Passo della Fòrcora: due km. da sudare le proverbiali sette camicie, oltre 14% di pendenza! Ci attende sul valico una graziosa chiesetta: il tempo di indossare la mantellina e di nuovo a capofitto ritorniamo ad Armio e imbocchiamo la lunga discesa verso il lago (belli gli scorci panoramici..), che raggiungiamo a Maccagno: ritorno a Laveno per la stessa via dell’andata, oppure in alternativa a Luino prendendo le indicazioni per la Valcuvia.

 

 

 


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Ultimo aggiornamento Sabato 14 Agosto 2010 13:52
 


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