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Cortaccio-Monti di Brissago da Brissago PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 16:49

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Località di partenza:
Brissago- Madonna di Ponte mt 214
Località di arrivo:
Cortaccio mt. 1067
Lunghezza:
km. 6,6
Dislivello in salita:
mt. 754 mt
Pendenza media:
12,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
20%
Stato del manto stradale:
Discreto

La salita nel dettaglio


La sponda svizzera del Lago Maggiore, a due passi dal confine italiano, riserva non poche sorprese ai salitomani in cerca di salite "toste": le coste di Brissago ne sono un esempio  sin troppo eclatante.
Ben difficilmente troverete ciclisti su questo percorso: le pendenze sono da brivido (basti dire che la media rasenta il 13%) e siamo di fronte ad una delle più crudeli salite mai affrontate, quella che porta a Cortaccio. Scoperta sul volume della Ediciclo dedicato alle salite svizzere, non poteva essere ignorata da chi fa della salita il proprio biglietto da visita ciclistica. Eccovela dunque raccontata, con la raccomandazione di pensarci per benino su prima di affrontarla..

L'imbocco della salita è posto a Madonna di Ponte, all'ingresso di Brissago proveniendo da sud (cioè dal confine di Cannobio): il bivio è sulla sinistra, si scorge appena il cartello con le indicazioni per Piodina. In ogni caso anche ai bivi successivi  occorre sempre seguire le indicazioni per il ristorante "Borei", posto lungo il percorso nella ominima località.
E' una salita MICIDIALE, si soffre dall'inizio alla fine, pochissimi gli attimi di tregua, in pratica un breve tratto di respiro lo si trova solo nei pressi di Piodina (tra il km. 1 ed il km 1,5 dove le pendenze toccano il 5-6%). Ma terminate le ultime case, sparse sul costone della collina a picco sul lago, si inizia a salire in maniera vertiginosa: il grafico altimetrico la dice lunga sulle difficoltà incontrate. 
Solo una adeguata scala di rapporti permette di vincere questa salita senza mettere il piede a terra: io l'ho affrontata con la specialissima "da salita" su cui ho montato un 30x23, salendo molto tranquillamente senza problemi,  ma non so se sarei riuscito a salire con un normale 39x26 o 28...
Queste salite micidiali vanno certamente affrontate con la massima calma e concentrazione, neanche a pensare di alzarsi sui pedali e scattare sperando in una breve tregua della difficoltà. Ad ogni tornante sembra anzi che la pendenza aumenti, e non sono rari i passaggi superiori al 20% (punta massima raggiunta 20% tra il km. 2,5 e il km 3): solo la relativa brevità del percorso impedisce di classificare questa salita ai vertici assoluti quanto a difficoltà.
La sede stradale è piuttosto stretta dopo Piodina, ma il fondo è buono e solo nell'ultimo chilometro presenta qualche irregolarità: la salita è quasi completamente in ombra, se si esclude il tratto iniziale. Si pedala (o per meglio dire si soffre..) in mezzo ai castagni: numerose le fontanelle disseminate lungo il tracciato.
L'arrivo a Cortaccio è preceduto da un'ultima rampa mozzafiato al 20%: nella piccola località troviamo numerose baite riadattate  e un luogo di ristoro, chiuso però durante i giorni infrasettimanali. Nelle belle giornate di brezza il panorama verso il lago Maggiore - nel suo estremo ramo superiore- è stupendo: difficile però riscontrare queste condizioni in piena estate, dove spesso la foschia e le nubi di convezione che risalgono dal lago precludono la vista. Sicuramente l'autunno è il periodo migliore per affrontare la scalata.

 

 

 


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