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Passo del Gottardo - da Airolo (Val Tremola) PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 17:39

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Località di partenza:
Airolo mt. 1159
Località di arrivo:
Passo del San Gottardo, mt 2091 (Ospizio)
Lunghezza:
km. 12,7
Dislivello:
mt. 932
Pendenza media:
7,4 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
12 %
Stato del manto stradale:
Definire buone le condizioni di una strada per gran parte lastricata in pavè può sembrare un eufemismo: in realtà il fascino di questa salita è rappresentato proprio dal pavè che si incontra lungo la Val Tremola. La bici sobbalza continuamente, le braccia sono sottoposte a continue vibrazioni, eppure il fascino di questa esperienza vale senz'altro le piccole sofferenze che inevitabilmente bisogna patire.....
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Il Passo del Gottardo può essere inserito in uno spettacolare anello che prevede la scalata di altri due grandi passi svizzeri, il Furka ed il Nufenen: percorso in senso antiorario è un circuito molto impegnativo poichè si deve affrontare il temibile Nufenen dal suo versante più difficile, quello di Ulrichen. L'anello misura circa 100 chilometri e presenta un dislivello di 3200 metri.
Data della ricognizione:
sabato 11 agosto 2001

La salita nel dettaglio

La Parigi Roubaix delle Alpi: questa - in sintesi - la salita della Val Tremola che conduce al passo del San Gottardo. Un'esperienza insolita, pedalare in montagna sul pavè,  che non può mancare nel bagaglio di un salitomane: una strada spettacolare per la sua unicità, per il paesaggio e per la quasi totale assenza di traffico, deviato sulla vicina superstrada. Anche se alla sera avrete un po' di mal di schiena ricorderete per sempre questa salita...

La salita al Passo del Gottardo inizia ad Airolo, centro nevralgico del turismo (e del traffico...) ticinese, poichè qui si imbocca la galleria del Gottardo. Chi vuole salire al passo evitando il traforo invece può usufruire della nuova superstrada (costruita negli anni settanta) oppure percorrere la vecchia strada della Val Tremola: fortunatamente per noi ciclisti non tutti sanno che quest'ultima via è ancora perfettamente agibile ed in ottime condizioni. La strada carrozzabile fu iniziata nel 1819 ed ebbe un ruolo importante per lo scambio di merci con il centro Europa: il pavè con cui era originariamente lastricata la strada è stato a tratti sostituito dall'asfalto e dal cemento, soprattutto nel primo tratto dopo Airolo, ma fortunatamente gran parte della pavimentazione è rimasta, specie nella seconda parte dell'ascesa, con gli spettacolari tornanti della Val Tremola.

Partenza dunque dal centro di Airolo, facendo bene attenzione a non seguire le indicazioni in verde per la superstrada: un primo tratto piuttosto ripido ci porta ben presto all'uscita del paese, poi la pendenza si addolcisce notevolmente permettendo di godere di ottime viste sulla città ai nostri piedi. Al km. 2 incontriamo un primo  bivio per la superstrada che ignoriamo tenendo sempre la destra: ben presto incontriamo i primi tratti in pavè, talvolta frammisto all'asfalto: le nostre ruote cercano le esili lingue di asfalto per sfuggire alle terribili vibrazioni che il pavè trasmette al telaio, e la velocità si riduce sensibilmente.
Passiamo alcune costruzioni militari e giunti nei pressi del Motto Bartola (km. 5,4 mt. 1527) incrociamo nuovamente la superstrada: inizia qui la Val Tremola, come indicato dai cartelli, ed è sicuramente il tratto più spettacolare ed impegnativo della salita. Affrontiamo un lungo rettilineo prima di volgere decisamente ad ovest lungo una valle apparentemente invalicabile: comincia il pavè, regolare ed uniforme, in perfette condizioni di manutenzione, e dopo un ponticello ci apprestiamo ad affrontare una magnifica scalinata di tornanti  ravvicinati. La strada è un vero capolavoro di ingegneria, e percorrerla incute grandi sensazioni, quasi non si avvertono più le vibrazioni talmente siamo assorti nella nostra fatica: l'ascesa è solitaria, anche in pieno agosto rarissime sono le vetture che si avventurano lungo questa strada. In alto scorgiamo i viadotti della superstrada, ferite aperte nel fianco della montagna: noi proseguiamo invece lungo gli innumerevoli tornanti guadagnando rapidamente quota con pendenze regolari, anche se non mancano tratti decisamente impegnativi, come quello compreso tra i km. 8,8 e 9,3 dove la pendenza media è dell' 11 per cento.

Estremamente perfido l'ultimo rettilineo finale che conduce al passo, spesso battuto dal vento: giunti in vetta l'incanto della scalata solitaria svanisce ben presto, il traffico è caotico, opprimente, e non vale la pena spendere molto più del tempo necessario per rifocillarsi e per prepararsi alla discesa.

Per rientrare ad Airolo converrebbe decisamente imboccare la superstrada (il pavè in discesa a velocità sostenute è una vera tortura ed è estremamente pericoloso in caso di pioggia), anche se i cartelli recitano che è vietata al traffico ciclistico. A quanto mi risulta so di ciclisti multati in maniera spropositata per aver infranto il divieto, quindi prestate bene attenzione....
Chi invece intende scendere sull'altro versante per affrontare la salita del Furka, puàò tranquillamente percorrere la veloce superstrada che in un batter d'occhio conduce ad Hospental, dove troviamo il bivio per Realp e per Andermatt.

 

 

 

 

 


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