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La Penudria -da Gravesano ad Arosio PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 19:44

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Località di partenza:
Grumo di Gravesano, nei pressi del bar "Marisa", mt. 330
Località di arrivo:
Arosio, mt 840
Lunghezza:
km. 4,3
Dislivello:
mt. 510 mt
Pendenza media:
11,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
22%
Stato del manto stradale:
Buono

La salita nel dettaglio

La salita che porta ad Arosio è  meglio conosciuta dai ciclisti lombardi e locali con il nome di "Penodria": il percorso è breve, ma di estrema difficoltà, tanto che questa ascesa rientra tra le più impegnative dell'intera regione Ticinese. L'amico Gigi Giacomini l'ha recentemente percorsa e mi ha gentilmente inviato la sua relazione tecnica

Partenza da Pino, sulla sponda lombarda del lago Maggiore, appena prima del confine con la Svizzera, per opportuno riscaldamento di 35 km.Dopo essere passati per Maccagno e Colmegna, da Luino una tranquilla salita conduce al valico di Fornasette dove si entra in territorio elvetico. Proseguimento per Ponte Tresa, poi direzione nord sulla statale per Bellinzona. Dopo Lugano-Agno si passa Manno, e successivamente alla rotonda si gira a sinistra dove comincia una leggera salita che conduce all’ abitato di Gravesano.

La salita per Arosio arriva inaspettata, parte subito molto dura dallo spiazzo dove c’e’ il Bar Marisa. Pur essendo piuttosto corta e’ una di quelle salite che mettono soggezione per la loro durezza. Disponendo come rapporto piu' corto "solo" di un 39x25 non ho avuto scelta che prenderla lentamente, preparandomi a percorrerla prevalentemente in piedi sui pedali. Peraltro, consiglio caldamente di utilizzare un rapporto che sia almeno il 20-25% piu’ corto, per esempio un 35x28.
La pendenza e’ davvero tosta e non molla mai. Non avendo un altimetro o un inclinometro non ho potuto misurare personalmente la pendenza, ma in base alle altimetrie ufficiali vi sono vari tratti al 13% e la pendenza massima raggiunge il 22.5%!!!

L’ unico punto dove e’ possibile (se necessario) fare qualche giretto "prendifiato" e’ lo spiazzo antistante la chiesetta di Cimaronco che pero’ e’ posta ancor prima di meta’ salita.Le poche macchine che ho incontrato (per maggiore tranquillita’ sono salito alle 9 di mattina) a volte sono costrette ad ingranare la prima uscendo a destra dai tornanti che sono in totale una ventina. I pochi altri ciclisti incontrati erano tutti saliti dal versante Broggio-Cademario, salita nettamente piu' morbida in quanto presenta lo stesso dislivello ma su una distanza piu' che doppia.

A differenza per esempio dello Stelvio dove spesso tra un tornante e l' altro viene offerto un breve "spiatto tira-il-fiato", qui i tornanti sono sempre tesi ed alcuni specialmente a destra davvero micidiali, con micropendenze localmente ben superiori al 35%, dove in piedi sui pedali si rischia di fare slittare la ruota posteriore.Lo spazio comunque consente - ma attenzione alle auto in discesa ed ai rametti al bordo della strada - di "allargare" i tornanti a destra, altro vantaggio questo consentito dal percorrere la salita in orari con minor traffico.
Da Arosio per tornare tornare a Pino ho optato per una lunga e rilassante pedalata attraverso il Malcantone, costeggiando il Monte Lema e passando per Mugena, Vezio, Fescoggia, Breno, Miglieglia, Novaggio, Astano, Sessa, Suino.
Rientro in Italia dal valico di Palone/Monteggio, poi Dumenza e discesa a Colmegna sul lago Maggiore, da dove pochi chilometri di lungolago riportano a Pino.

Totale distanza percorsa circa 74km.

Il fondo stradale e’ ottimo sul tratto di salita, solo disturbato qua e la’ da qualche sassolino o rametto.

Da Arosio fino al confine il fondo e’ ancora abbastanza buono, mentre peggiora decisamente per sconnessioni e rotture dopo il rientro in Italia nella discesa verso Colmegna.

Buona pedalata a tutti.

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