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Bosco Gurin - da Cevio PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 20:26

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Località di partenza:
Cevio (val Maggia), mt 418
Località di arrivo:
Bosco Gurin, mt. 1503
Lunghezza:
km. 15,9
Dislivello:
1085  mt
Pendenza media:
6,8 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
13-14 %
Stato del manto stradale:
Buono - ottimo
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Al bivio di Cerentino si può risalire la val Rovana sino alla sua testata a Cimalmotto, con difficoltà decisamente minori.
Oppure da Cevio, si puo' proseguire lungo la Vallemaggia per un' altra diecina di chilometri, fino a Fusio di Mogno dove e' stata eretta la discussa chiesa a pianta ellittica progettata dall' architetto Botta, dopo che la precedente fu distrutta nel 1986 da una valanga. Continuando oltre Fusio, verso la diga del Sambuco si può  abbinare alla salita di Bosco Gurin quella, tostissima, ai laghi di Naret
Data della ricognizione:
6 giugno 2003

La salita nel dettaglio

La salita che porta a Bosco Gurin, comunità walser della Valle Maggia, è sicuramente tra le più ostiche della zona: l'ha percorsa recentemente l'amico Gigi Giacomini che mi ha gentilmente inviato la sua relazione sulla scalata.

Bosco Gurin e' il piu' alto comune del Canton Ticino, e l' unico dove si parla un dialetto di origine tedesca portato dai Walser. Un buon punto di partenza per questo itinerario e' Locarno posto allo sbocco della Vallemaggia, dove il torrente Maggia apre il suo delta per tuffarsi nel lago Maggiore in quella piccola penisola semicircolare tra Locarno ed Ascona. Per la precisione inizio la pedalata a Minusio, antico borgo di pescatori ora centro turistico lacustre attiguo a Locarno. Seguendo le indicazioni per Vallemaggia, ci si ritrova in breve al Ponte Brolla nei pressi della stazione ferroviaria dove iniziano verso ovest Centovalli (che dopo il confine italiano assume il nome di Val Vigezzo) e Vallemaggia in direzione nord. Da qui mi aspettano circa 25km di falsopiano fino ad arrivare Cevio. La strada e' purtroppo abbastanza trafficata, fatto peraltro prevedibile vista l' ora di rientro dei pendolari, ma non mi impedisce di godermi il bel panorama di boschi di castagni e prati che circondano le chiare e fresche acque del Maggia. Nei primi chilometri si nota come il torrente segua un percorso tortuoso, scavato dall' azione erosiva  dell' acqua nel corso dei millenni, tra scoscese rive, enormi massi bianchi, e limpide pozze color smeraldo. Piu' a monte, il letto del Maggia si distende aprendosi in ampie spiagge. Continuo a salire sul falsopiano, e il traffico inizia a ridursi mentre passo in rapida successione alcuni paesi. Lo sguardo spazia ora sugli strapiombi altissimi che fanno da cornice alla valle. Raggiungo rapidamente Cevio (420m), dove si passa davanti al pretorio, con la sua bella facciata decorata con i 24 stemmi dei Landvogten, cioe' i commissari che dopo il 1500 governarono il baliaggio della Vallemaggia. Qui inizia la salita vera e propria dell' escursione.

Abbandonato quasi completamente il traffico automobilistico inizia verso ovest la valle che mi condurra' a Bosco Gurin. Una rapida successione di una diecina di tornanti mi fa rapidamente acquistare quota sopra Cevio che rimane sempre in vista durante i primi chilometri. La pendenza e' attorno al 7% con qualche breve ma deciso strappo piu' ripido. Dopo qualche passaggio nel bosco si raggiunge Linescio a quota 670m, superato il quale e dopo una breve discesa si inizia a salire verso Cerentino. Numerosi ripidi strappi attorno al 10% si intercalano con tratti in falsopiano che diluiscono lo sforzo. A Cerentino lascio sulla sinistra il bivio per Cimalmotto, e dopo poche centinaia di metri inizio l' ultimo tratto, il piu' ostico della salita. Negli ultimi 4-5km la pendenza non scende mai sotto il 10%, e spesso va oltre fino ad arrivare in alcuni tratti al 15-16% (valori stimati). Sono chilometri duri che non concedono tregua, non ci sono tornanti ne' tratti in falsopiano dove poter tirare un po' il fiato. Il 39x25 mi costringe a percorrere questo tratto quasi sempre in fuorisella, e l' unico conforto e' l' odometro del computer che inesorabilmente segnala l' avvicinarsi della meta. La salita termina al passaggio del cartello che indica l' arrivo a Bosco Gurin, nei pressi dell' hotel Walser.

Bosco Gurin e' un paesino di origine Walser, cioe' fondato dalle comunita' originarie dell' alto Vallese, che durante il Medio Evo valicarono le alpi e si stabilirono in una vasta zona subalpina che va dalla Francia all' Austria. L' ora non mi consente purtroppo di visitare il museo presso la Walserhaus. Dopo un' occhiata fugace agli acciottolati e alle caratteristiche strade di pietra, non mi resta che iniziare la lunga discesa. Dopo avere riattraversato Cevio, faccio ritorno a Locarno sul lungo e veloce falsopiano in discesa oramai quasi sgombro di auto, dove l' andatura viene in parte ostacolata da una sostenuta brezza valliva.

La distanza totale pedalata e' di circa 90km, decisamente una bella passeggiata a tratti impegnativa.

Il fondo stradale e’ quasi sempre buono, rovinato solo qua e la' in qualche breve tratto, mentre si fa piuttosto ruvido durante la parte terminale della salita verso Bosco, rendendola ancor piu' dura.

Buone pedalate a tutti.

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