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Rima (Val Sermenza) - da Balmuccia PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Martedì 20 Luglio 2010 16:21

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Località di partenza:
Balmuccia, bivio Statale 299 della Valsesia mt. 560
Località di arrivo:
Rima - piazza chiesa Parrocchiale mt. 1411
Lunghezza:
km. 17,8
Dislivello in salita:
mt. 867 mt
Pendenza media:
4,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
11%
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Salita a fondo cieco, ma che può facilmente essere abbinata a quella che porta a Carcoforo: ritornati sui propri passi sino a Rimasco basta seguire il bivio per Ferrate-Carcoforo percorrendo così la Val d'Egua sino alla sua testata. Il tratto Rimasco-Carcoforo misura 7,7 km ed è complessivamente meno difficile di quello che abbiamo appena percorso sino a Rima. Prossimamente qui potrete trovare la recensione anche di questa salita....
Eventuali suggerimenti per la visita:
A Rima si può visitare l'interessante Museo Dellavedova contenente una collezione di gessi dello scultore al quale è intitolato

La salita nel dettaglio


Si è presi quasi da un senso di solitudine a percorrere questa ed altre salite laterali della Valsesia: nei giorni feriali è difficile incontrare anima viva lungo queste strade, ed i paesi sembrano disabitati. Ed è un vero peccato, perchè le attrattive naturali e culturali non mancano certamente: le prime sono costituite dal Parco Naturale Regionale dell'Alta Valsesia, che offre splendidi percorsi escursionistici ai piedi del Monte Rosa, le seconde da una miriade di chiese, oratori e cappelle votive di grande valore sparse lungo la strada e nei piccoli centri e frazioni, opere di insigni artisti valsesiani. Le difficoltà ciclistiche sono minime, e dunque anche il più accanito dei salitomani troverà il modo di gustare appieno il selvaggio ambiente naturale che lo circonda

Varallo Sesia è la base ideale di partenza per l'esplorazione dell'alta valle: si risale infatti agevolmente lungo la statale della Valsesia sino a Balmuccia, dove svoltiamo a destra seguendo le chiare indicazioni per Rimasco e la Val Sermenza. Il primo tratto di salita non desta alcuna preoccupazione e risale gradualmente  la valle attraversando al km 3 il caratteristico paese di Boccioleto, dominato dalla caratteristica mole della Torre delle Giavine, un monolito di gneiss alto 75 mt: tutto il territorio comunale è ricco di edifici di notevole pregio artistico ed architettonico e merita senza dubbio una visita. Quindi dopo una brusca impennata nei pressi del km 4,5 (pendenze dell'8%) si procede prevalentemente in falsopiano lungo un tratto a ridosso del torrente a fianco di ripide pareti rocciose che garantiscono ottima ombra. Incontriamo anche un tratto di lieve discesa (circa un chilometro) prima di affrontare un nuovo strappetto che ci porta a Rimasco (km 10,5 mt 910).
Centro nevralgico della valle, Rimasco sorge alla confluenza dei due torrenti Sermenza ed Egua che danno il nome alle rispettive valli: è un tranquillo paesino dominato da un laghetto artificiale che serve la sottostante centrale elettrica: proprio a ridosso della chiesa parrocchiale troviamo il bivio per Rima sulla sinistra (procedendo diritto si entra invece in Val d'Egua in direzione di Carcoforo). Dopo aver passato gli impianti sportivi comunali la salita comincia a diventare costante,anche se le pendenze non sono mai proibitive: l'ambiente naturale è molto selvaggio ed è difficile incontrare anima viva, specie durante i giorni feriali. Al km 14 si raggiunge la frazione di  Rima San Giuseppe (mt. 1118), dove inizia il tratto più difficile della scalata, annunciato da una pronunciata rampa rettilinea. Nel tratto conclusivo che precede l'ingresso a Rima si superano alcuni tornanti molto stretti, fiancheggiati da prati verdissimi. Le nostre fatiche terminano al km 17,8 proprio nella piazza principale di Rima, dopo aver attraversato le strette viuzze lastricate chiuse al traffico (le auto si fermano nel grande parcheggio sottostante)
Rima è paese di origine walser con belle e signorili case ad ampie balconate e loggie spaziose in legno, posate su basi in muratura. E' dominata da un'imponente cerchia di monti, primo fra tutti il Tagliaferro (mt. 2964)

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Luglio 2010 16:54
 


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