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Cicogna - da Santino-Rovegro PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 21 Luglio 2010 08:34

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Località di partenza:
Bivio per Santino mt 275
Località di arrivo:
Cicogna, piazza chiesa mt 736
Lunghezza:
km. 11,7
Dislivello:
497
Pendenza media:
4,2% (al netto dei tratti in discesa)
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
10,5% nel tratto immediatamente successivo al Ponte Casletto al km 8,5
Stato del manto stradale:
Completamente rifatto (estate 2006) - segnalazione di Mauro Grassi - Verbania
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
La carrozzabile termina a Cicogna: occorre quindi ritornare a Santino, dove si aprono numerose possibilità di itinerari: vista la vicinanza si può salire all'Alpe Ompio, una delle più dure salite dell'entroterra verbanese, da cui si gode uno splendido panorama sul lago e la Val Grande

La salita nel dettaglio

L'area wilderness più vasta d'Italia ad appena cento chilometri da Milano e alle spalle delle ridenti sponde del Verbano. Cicogna è la capitale di questo piccolo paradiso, da poco assunto a Parco nazionale per le sue eccezionali valenze naturalistiche. Raggiungere questo piccolo borgo sperduto è - come vedremo - poca cosa dal punto di visto dell'impresa sportiva. Di ben altro valore invece l'esperienza naturalistica  che si ricava a risalire queste creste selvagge: andare a Cicogna, in fondo, equivale ad un viaggio indietro nel tempo. Tutto qui sembra essersi fermato..

La salita inizia al bivio per Santino-Rovegro sulla provinciale che collega Intra a San Bernardino Verbano: si può agevolmente raggiungere questo punto anche da Fondotoce via Bieno
Si affronta  un primo tratto di 800 mt assolutamente tranquilli che porta al centro di Santino, dove si stacca sulla sinistra il bivio per l'Alpe Ompio . Proseguendo invece lungo la strada principale affrontiamo un lungo falsopiano che risale il corso del torrente San Bernardino e che ci porta a Rovegro (km. 4 mt 371): sin qui di fatica ne abbiamo fatta davvero poca!!
Dopo Rovegro la strada si inoltra nella valle, pianeggiante ma molto stretta e tortuosa. I fianchi scoscesi della montagna precipitano sul torrente che alterna tratti schiumeggianti ad altri di quiete apparente, quasi interamente celato dalla fitta boscaglia. Ad un certo punto l'orizzonte si apre sull'ampia cresta valliva tra la Val Grande e la Val Pogallo: in alto ci appare, quasi come un miraggio, la nostra meta, con le case appollaiate sul pendio soleggiato della montagna. Ma la strada è ancora lunga, e la salita deve in pratica ancora iniziare: ce ne accorgiamo quando - dopo una breve e buia galleria in discesa di circa 200 mt in cui occorre prestare la massima attenzione a causa del fondo sconnesso - giungiamo al Ponte Casletto(km 8,5 mt 418): è questo in pratica il punto in cui si congiungono la Val Grande propriamente detta, che si inoltra aspra e profondamente incassata sulla sinistra, e la Val Pogallo che ci accingiamo a risalire.
Da questo punto inizia la vera salita: ci attendono 3,7 chilometri molto impegnativi, dove la pendenza raramente scende al di sotto del 10%. Si guadagna quota con 7 tornanti molto stretti, sino a giungere a Cicogna (km 11,7 mt 732) nel piazzale della piccola chiesa parrocchiale.
La recente istituzione del Parco Nazionale della Val Grande ha fornito un primo flebile impulso per la riscoperta di queste lande desolate ma di grande fascino.
Il paese di Cicogna è andato via via spopolandosi dopo l'ultimo dopoguerra, ma ha conosciuto negli anni venti un grande sviluppo grazie alle fiorenti attività di disboscamento operate in Val Grande. Il senso di pace e di tranquillità che si gode tra queste case è grande: la civiltà sembra lontana anni luce.... Il traffico automobilistico è scarso, pressochè assente nei giorni feriali dove praticamente anche a Cicogna non incontrerete anima viva...

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Luglio 2010 13:13
 


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