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Alpe Gabbio - da Intragna (Ponte Nivia) PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 22 Luglio 2010 10:25

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Località di partenza:
Ponte Nivia, Valle Intrasca (bivio Intragna-Aurano) mt. 402
Località di arrivo:
Piazzale Alpe Gabbio  mt. 1124
Lunghezza:
km. 7,24
Dislivello:
722 mt
Pendenza media:
9,7%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di ameno 100 mt):
16%
Stato del manto stradale:
Ottimo(segnalazione estate 2006): prestare attenzione alla presenza di  griglie di scolo dell'acqua negli ultimi due chilometri dell'ascesa
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Salita a fondo chiuso: chi non ne avesse abbastanza dopo questa bella faticaccia può abbinare la difficile  scalata all'Alpe Segletta ritornando al ponte Nivea e proseguendo per Aurano lungo la val Intrasca
Eventuali suggerimenti per la visita:
Ad Intragna il centro visite del Parco Nazionale della Valgrande racchiude un piccolo museo sulle razze animali notturne.

Nota del 18/10/2011: un doveroso ringraziamento all'amico Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. di Verbania che mi ha inviato i nuovi dati altimetrici della salita, che risulta più corta (e quindi più dura) rispetto ai miei rilievi generali.

La salita nel dettaglio

Seppur breve, questa salita rientra sicuramente tra le "hors categories" del Verbano: gli ultimi 4 chilometri riservano infatti pendenze costantemente superiori al 10% con pochissimi tratti di respiro.
Dal lungolago di Intra si seguono le indicazioni per Trobaso, che si raggiunge in lieve salita su strada stretta e molto trafficata. Giunti al quadrivio (rotonda) si prende a destra in salita per Cambiasca e Miazzina: un primo km. al 4% e siamo al bivio di Cambiasca, dove ci si addentra quasi in falsopiano nella selvaggia Val Intrasca. Superiamo   la frazioncina di Ramello  (bivio per Caprezzo e la Cappella Porta)con una pronunciata rampa e quindi continuiamo sulla provinciale che si restringe notevolmente correndo sul fianco della valle molto incassata e ricoperta da una rigogliosa vegetazione, a volte quasi opprimente. I paesi (Caprezzo,Intragna,Scareno ed Aurano) sono tutti in alto, sul versante esposto a mezzogiorno,e si sviluppano in verticale sul fianco della montagna, quasi a sembrare sospesi sul vuoto.
Giungiamo senza difficoltà alcuna al Ponte Nivia, con la sua antica osteria ora chiusa: da Trobaso abbiamo percorso 4,9 km con una pendenza media del 3%.
Subito dopo il ponte si stacca sulla sinistra il bivio per Intragna: la strada si impenna immediatamente inoltrandosi nel bosco con pendenze significative (sempre comprese tra l'8 e il 10%). Il manto stradale è in pessime condizioni a causa dei numerosi smottamenti: si affrontano numerosi tornantini sovrapposti e assai divertenti, sino a uscire dal bosco circondati da prati verdissimi. Dopo 3,5 km al 8,5% siamo ad Intragna (mt. 729): questo piccolo borgo, un tempo molto popolato nonostante l'ostilità geografica, ha visto un progressivo flusso migratorio verso valle, ed ora molte case sono abitate solo durante i fine settimana estivi. Un impulso allo sviluppo turistico di queste vallate potrà forse essere dato dal recente Parco Nazionale della Val Grande, che proprio ad Intragna ha il suo centro visite. Lasciate alle spalle le case di Intragna due brevi rettilinei dalla pendenza moderata fanno da preludio al tratto di salita più impegnativo che si sviluppa dopo la frazione di Cambiesso: la pendenza è sempre superiore al 10% con tratti superiori al 15%. Solo un breve attimo di respiro prima delle baite dell'Alpe Gabbio, quindi l'ultimo micidiale chilometro dove la pendenza è sempre superiore al 14%: con le poche forze rimaste si guadagna infine la meta, il piazzale asfaltato adibito a zona di ristoro e di parcheggio per gli escursionisti che si addentrano in Val Grande.
Il tempo di riprendere un po' di fiato e finalmente possiamo guardarci attorno: siamo su di un terrazzo naturale da cui si gode un panorama superbo sulla Valle e su Verbania in lontananza con il lago. Bisogna però fare i conti con la foschia che spesso avvolge questi monti nei mesi caldi, e per questo vi consiglio quest'itinerario nei mesi autunnali quando il cielo è bello terso. Tra l'altro gli ultimi chilometri allo scoperto possono mandare in crisi anche i più preparati se vengono affrontati nella canicola estiva....
Il ritorno avviene giocoforza per la medesima strada: attenzione ai primi chilometri per la presenza di alcune griglie di scolo dell'acqua che possono risultare pericolosissime viste le elevate velocità che si raggiungono in discesa

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2011 20:58
 


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