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Alpe San Bernardo (Bognanco) - da Domodossola PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 24 Luglio 2010 16:25

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Località di partenza:
Domodossola, mt. 270
Località di arrivo:
Oratorio Alpe di San Bernardo, mt. 1628
Lunghezza:
km. 18,4
Dislivello in salita:
mt. 1358
Pendenza media:
7,4%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
10 %
Stato del manto stradale:
Discreto sino a Graniga: la parte conclusiva presenta invece delle fastidiose canalette di scolo dell'acqua disposte trasversalmente alla carreggiata che possono creare problemi in discesa
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Salita a fondo cieco che non consente itinerari circolari: occorre ritornare a Domodossola per affrontare, nelle immediate vicinanze, la salita a Domobianca-Alpe Lusentino, anch'essa facente parte dei Brevetti Ossolani.
Eventuali suggerimenti per la visita:
Bognanco è località molto rinomata per le sue acque, già conosciute per le loro proprietà terapeutiche sin dal secolo scorso: a Bognanco Fonti è quindi d'obbligo una visita agli stabilimenti termali.

La salita nel dettaglio


Potremmo definirla come la "hors categorie" dell'Ossola: ed in effetti l'ascesa all'Alpe di San Bernardo, nella verdissima Val Bognanco a due passi da Domodossola, è da considerarsi di sicuro impegno, sia per la lunghezza sia per il crescendo di difficoltà che riserva.
Partiamo dunque dalla centralissima Piazza Tebaldi di Domodossola  (mt. 270) e seguiamo le chiare indicazioni per Bognanco: la strada sale subito impercettibilmente, anche se la salita vera e propria inizia al km. 1,4  nei pressi del ponte di Mocogna che lasciamo alla nostra destra. La carrozzabile entra nella stretta valle innalzandosi sulla sponda destra del torrente Bogna, con pendenze molto modeste sino ad incontrare un viadotto, dopo il quale si comincia a risalire con maggiore pendenza sino alle porte di Bognanco. Proprio attraversando il centro di Bognanco Fonti(km. 7,2 mt. 651), ove sono concentrati gli alberghi e lo stabilimento delle Terme, troviamo il tratto più ripido dell'intera salita, attorno al 12-13%. Proseguendo ci si lascia ben presto alle spalle il piccolo centro termale per cominciare la seconda parte della salita, quella ben più impegnativa che porta a San Lorenzo. Incontriamo alcuni tornanti immersi nel verde, cosa graditissima nelle calde giornate estive: la pendenza è sempre sostenuta, attorno al 10% all'uscita di Bognanco e nei pressi di Possetto (km 8,6 - mt. 783), poi cala leggermente subito dopo aver superato Camisanca (km. 9,8 - mt. 909).

Al km 11,2 siamo a San Lorenzo, a 986 mt. Qui l'orizzonte si allarga su tutta la conca ossolana con splendidi panorami che si lasciano maggiormente apprezzare nelle mezze stagioni (in piena estate è frequente il fenomeno della foschia sul fondovalle). Una breve occhiata alla splendida chiesa parrocchiale ed al suo campanile e subito proseguiamo alla volta di Graniga (km. 12,5 - mt. 1108): da qui in poi la strada diventa decisamente angusta e risale la valletta del Rio Acquamorta con pendenze sostenute (9%). Un attimo di tregua al km 13,5 dopo il bivio per l'Alpe Gomba: superiamo infatti un ardito viadotto e cominciamo quindi il durissimo tratto finale dove le pendenze sono costantemente attorno al 10% senza alcun attimo di respiro: la strada si arrampica sulla costa del monte con svolte e tornanti secchi, superando l'agglomerato di baite dell'Alpe Vercengio (km. 14,8 - mt 1319) e dell'Alpe Cimalora. Dopo un durissimo strappo finale abbondantemente sopra il 10% un breve tratto di falsopiano ci porta infine alla meta, l'oratorio di San Bernardo (km. 18,4 - mt. 1628), su un'ampia sella prativa disseminata di larici. L'asfalto termina qui, esiste un unico punto di ristoro poco più avanti, che si raggiunge con una certa attenzione superando un tratto sterrato di circa 200 mt.
Il panorama è veramente molto bello, specie verso l'alta valle ed il Passo di Monscera, che mette in comunicazione la Val Bognanco e la Svizzera attraverso la Zwischbergental (un percorso esaltante, affrontabile però solo con una MTB).
Da segnalare che la strada che prosegue verso Arza ritorna asfaltata poche centinaia di metri dopo il bivio per il ristoro alpino: in pratica una volta raggiunto in discesa il Rio Resiga è possibile continuare su asfalto con numerosi e stretti tornantini in forte pendenza sino al nuovo Rifugio Al Dosso

La discesa a valle richiede molta attenzione nel primo tratto sino a Graniga, poichè non vi sono protezioni: il traffico è quasi del tutto assente durante i giorni feriali, mentre diventa quasi opprimente nei week end estivi: nessun problema invece dopo Graniga, dove l'ampia carreggiata consente di raggiungere velocità elevate in tutta sicurezza.

 

 

 


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