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Passo del Sempione - da Varzo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 24 Luglio 2010 17:14

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Località di partenza:
Varzo, mt  532
Località di arrivo:
Passo del Sempione mt 2005
Lunghezza:
km. 27,7
Dislivello in salita:
mt. 1473
Pendenza media:
5,3 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
10%
Stato del manto stradale:
Buono
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Difficile chiudere un itinerario ad anello, l'unica possibilità dunque è quella di scendere a Briga ed affrontare il Sempione anche da questo versante. Se proprio volete soffrire invece si può abbinare la scalata del Sempione a quella del Passo Furggu: a Gondo si deve deviare a sinistra lungo la Zwischbergental per affrontare una salita di circa 12 chilometri decisamente impegnativi: qui potrete trovare la relativa descrizione...
Eventuali suggerimenti per la visita:
Sul Passo può risultare interessante la visita all'Antico Ospizio-Rifugio, risalente al periodo napoleonico. Lo si trova sulla destra poco prima del Passo, nei pressi di un piccolo laghetto

La salita nel dettaglio

Con i suoi 2005 metri il valico del Sempione costituisce da molti secoli una delle principali vie di transito tra l'Italia e l'Europa Centro-occidentale, collegando l'Ossola e la Val di Vedro con il Vallese. E' una delle salite più lunghe dell'arco alpino (da Domodossola sono circa 41 chilometri, anche se i primi 13 sino a Varzo non riservano particolari difficoltà), e quindi non deve essere sottovalutata, anche se il dato della pendenza media può trarre in inganno: i numerosi tratti in galleria e la quasi totale assenza di tornanti rendono in alcuni tratti estenuante l'ascesa.

Da Domodossola si segue la strada statale del Sempione in direzione di Crevoladossola-Varzo: un unico tratto impegnativo lo si trova alle porte di Crevoladossola, dove dobbiamo affrontare una pronunciata rampa che culmina con un tornante in porfido in prossimità del bivio per le valli Antigorio-Formazza. Segue poi un tratto di falsopiano che in leggera ascesa conduce a Varzo, ridente ed operoso paese della Val Divedro. Dopo una breve rampa all'uscita del paese ci attende un tratto di discesa (1 km circa) che ci porta a costeggiare le sponde del torrente Diveria sino ad Iselle, ove è posta la dogana italiana: è questa una zona  molto tormentata e in caso di cattivo tempo non è raro che la strada venga addirittura chiusa per i continui smottamenti e frane che precipitano dalle ripide pareti rocciose. Solo dopo essere entrati in territorio svizzero la situazione migliora (quando si dice l'efficienza elvetica...): infatti dopo aver passato la dogana a Gondo (km. 9, mt 840), minuscolo paesino che vive del commercio di frontiera, la strada diventa larga e ben tenuta.
Stiamo ora per affrontare le spettacolari gole di Gondo, con  ripidissime pareti rocciose che ci sovrastano da entrambi i lati: è questo uno dei tratti più temuti dai viaggiatori del passato, e la strada ora corre quasi costantemente entro gallerie paravalanghe, efficaci ma certamente poco attraenti per il ciclista, costretto a respirare il fumo di scarico degli automezzi di passaggio. La pendenza è comunque molto regolare (si attesta sempre attorno al 6-7%) e consente dunque di spingere un buon rapporto.
Dopo aver superato Gabi (km. 15, mt 1185) la strada con un sinuoso tornante entra nuovamente in un paravalanghe per sbucare finalmente in territorio aperto nei pressi del ridente paesino di Simplon Dorf (km. 19 - mt 1447), che merita senza dubbio una deviazione, magari al ritorno: case dai tetti in sasso, ampi pascoli e una tranquillità assoluta fanno di questo minuscolo borgo un piccolo eden.
La strada principale corre lontana dal paese, e in alcuni tratti raggiunge pendenze del 10%: lo scenario si apre ora su ampie praterie alpine con grandi panorami: un altro tratto particolarmente impegnativo si trova al km 24, poco prima di Engeloch: ma ormai la nostra meta è vicina, e l'ampia sella del valico viene raggiunta senza altri problemi.
Spettacolare la veduta dal passo sui ghiacciai del Monte Leone (a destra) e del Fletschorn (alle spalle): di fronte a noi la Valle del Rodano e  le Albi dell'Oberland Bernese. Spesso il valico è spazzato dal vento e di conseguenza il tempo può variare con molta rapidità: regolarsi di conseguenza per l'abbigliamento.

La discesa è una vera libidine: si toccano velocità paurose, prossime ai 100 km/h,  ma attenzione a non farsi prendere troppo la mano!! Il traffico nei giorni feriali è solitamente scarso, mentre durante i week end e nel pieno della stagione estiva può essere fastidioso. Prestare attenzione soprattutto ai numerosi tratti entro i paravalanghe

 

 

 


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