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Mottarone - da Armeno PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 07 Luglio 2010 09:49

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Località di partenza:
Armeno, piazza centrale mt 535
Località di arrivo:
Mottarone, piazzale sterrato partenza skilift mt. 1455
Lunghezza:
km. 12,100
Dislivello:
920
Pendenza media:
7,6%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
14% (tornante di Cheggino)
Stato del manto stradale:
Ottimo
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Ritornati sui propri passi, nei pressi del tornante (monumento alla memoria dei ciclisti borgomaneresi Formara e Piemontesi), si prende a sinistra la "Borromea", strada privata che conduce a Gignese. Da qui si può agevolmente ritornare ad Armeno attraverso la SP 39 dell'Alto Vergante, seguendo la valle del torrente Agogna
Eventuali suggerimenti per la visita:
A Gignese si può visitare il curioso Museo dell'Ombrello

 

Per i ciclisti novaresi il Mottarone è un "must", e rappresenta un pò il luogo di iniziazione per generazioni intere di ciclisti: doverosa dunque questa pagina di presentazione per una salita di tutto rispetto che ha visto anche il passaggio della carovana del Giro d'Italia 1997, nella tappa Verrés-Borgomanero. Vi voglio presentare il versante "difficile" di questa panoramicissima montagna, ovvero quello cusiano: la salita vera e propria inizia ad Armeno, raggiungibile da Omegna, da Orta oppure da Gozzano via Vacciago-Ameno. In tutti e tre i casi occorre già affrontare un discreto "anticipo" di salita. Infatti:
Omegna - Armeno 8,3 km al 3%
Orta - Armeno 4,5 km al 4,7%
Gozzano -Ameno - Armeno 10,7 km al 2% di media (ma alcuni strappi al 10% prima di Vacciago e di Ameno)

 

La salita nel dettaglio

Punto di partenza classico dell'ascesa al Mottarone è il paese di Armeno (mt. 535), bella località turistica posta su un pianoro dominante il bacino del Cusio. Dalla piazza principale del paese si seguono le evidenti indicazioni per il Mottarone attraversando una strettoia e dirigendosi a sinistra al primo bivio. Appena usciti dal paese ci aspetta la parte più difficile della salita, quella che porta alla frazione di Cheggino (km 1,500): particolarmente ostico il tratto che precede il tornante nei pressi della frazione stessa, ove le pendenza raggiungono in alcuni tratti il 14%. Si prosegue sino a Pian Di Sole (km 2 -mt 711) e poi nuovamente ci aspetta un altro tratto assai impegnativo di due chilometri sino al Santuario della Madonna di Luciago: la pendenza media è attorno al 8-8,5%, ma vi sono rampe assai più ostiche da prendere con le molle. Superata Luciago (km 4,500 - mt 924) inizia un tratto di respiro sino all'Alpe Cortano (km 6,500 - mt 1039): la strada esce dalla fitta faggeta in cui eravamo sinora immersi e si apre in una visione panoramicissima sulle alture del Vergante da una parte e quelle del Cusio dall'altra, con lo sfondo incomparabile del Monte Rosa. Giusto il tempo di recuperare un pò di energie e si ricomincia a salire in maniera decisa: al km 8,00 nei pressi di un tornante la pendenza ridiventa significativa, attestandosi attorno all'8% sino alla vetta. Qui è fondamentale dosare le forze, non vi sono strappi improvvisi e la strada sale molto regolare. Incomparabile il panorama, ora aperto sui due laghi: ci fa quasi dimenticare la fatica di pedalare!! Al km. 11 siamo nei pressi del bivio per la Borromea (la strada che sale da Stresa), ove è posto anche il monumento a ricordo dei due grandi ciclisti novaresi Fornara e Piemontesi: ci aspettano 500 mt all'11,6%, si stringono i denti perchè la fatica comincia a farsi sentire. Infine, al km 12,100 siamo giunti in vetta, al piazzale di partenza degli skilift. Guardando i dati riepilogativi è facile farsi ingannare: anche se la pendenza media non è elevata questa salita merita il massimo rispetto, e per la lunghezza e per la presenza di numerosi strappi nella sua parte iniziale che possono mandare in crisi chiunque. Tanta fatica sarà comunque ripagata, lo ripeto, da un panorama superbo: nelle giornate terse di primavera dalla vetta (raggiungibile a piedi in pochi minuti dal piazzale degli skilift) si domina l'intera Pianura Padana con lo scenario incantevole del Lago Maggiore.


 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Luglio 2010 09:54
 


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