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Alpe Camoscio - da Feriolo PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 10 Luglio 2010 09:12

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Località di partenza:
Feriolo di Baveno, SS. 33 in località Cantonaccio - mt. 203
Località di arrivo:
Cava Monte Camoscio (termine asfalto) mt 745
Lunghezza:
km. 4,33
Dislivello:
mt. 542
Pendenza media:
12,5 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
30 %
Stato del manto stradale:
Considerando il fatto che si tratta di una strada privata di servizio ad una cava il manto asfaltato è più che discreto: non mancano certamente buche e qualche breve tratto sterrato (facilmente superabile). Attenzione al fitto manto di foglie e ricci di castagne che ricopre la sede stradala in autunno, pericolosissimo in discesa in caso di strada viscida....
Eventuali deviazioni che si possono compiere:

Eventuali suggerimenti per la visita:
N.B. - La strada di accesso alla cava è di proprietà privata, ed il cancello di accesso talvolta può essere chiuso. Io l'ho percorsa di domenica, quando i lavori sono ovviamente fermi: ritengo che durante le normali giornate lavorative la strada sia percorsa dai mezzi d'opera che trasportano  a valle i blocchi di granito, e quindi sarebbe buona cosa informarsi sulla percorribilità presso gli uffici a valle della cava, in prossimità della prima sbarra.

Data della ricognizione:
12 ottobre 2002

La salita nel dettaglio

Il tam tam dei salitomani ha recentemente scoperto questa salita "impossibile" alle falde del Mottarone: una vera sfida per palati forti. Se volete farvi del male non vi resta che avventurarvi su queste rampe, ma prestate bene attenzione poichè l'onta del piede a terra è in agguato, visto che le pendenze in alcuni tratti rasentano il 30%. Io non ho voluto rischiare la mia "reputazione", e così ho affrontato la salita in sella alla mia MTB in una calda e luminosa giornata di ottobre.

L'inizio della salita è posto sulla SS33 del Sempione nel tratto che collega Feriolo di Baveno a Gravellona Toce, esattamente al km. 90,800. Come punto di riferimento, provenendo da Feriolo, prestate attenzione sulla sinistra alla concessionaria Mercedes Autolaghi: poche decine di metri ed ecco Via Cantonaccio, dove iniziamo i rilievi altimetrici.
Si sale subito, senza molti preamboli: dopo nemmeno 200 metri si supera un cancello privato ed un cartello che indica l'inizio della strada privata del   Monte Camoscio.
La salita si fa subito inesorabile, in particolare tra il km. 0,5 ed il km. 1 dove superiamo una rampa vertiginosa di 200 metri al 21% di media, con punte max. del 30%. Inutile dire che senza adeguati rapporti è impossibile rimanere in sella! Superato questo trampolino un breve tratto di respiro precede la curiosa statuetta della Madonna di Granito (km. 1,08), posta evidentemente a protezione del duro lavoro dei cavatori. La salita prosegue in un susseguirsi di dure rampe e tornantini, immersa in un fitto bosco di castagni che nella stagione autunnale semina sull'asfalto un tappeto di foglie  e ricci: in caso di pioggia le forti pendenze rendono problematica l'aderenza delle ruote che slittano inesorabilmente!
Giunti al km 1,770 -mt 422 superiamo una nuova sbarra che impedisce l'accesso alle auto: ora la strada, disegnata sul costone granitico della montagna, regala belle vedute sulla piana di Gravellona  ed i Corni di Nibbio, che delimitano il confine del parco Nazionale della Valgrande. Giungiamo in breve alla cava del Rio Poma (km. 2,3 mt 494), dove si supera un ponticello affrontando un breve tratto sterrato di circa 50 metri: belle in questo punto le vedute sulle pendici boscose del Mottarone. La salita procede poi inesorabile nel fitto sottobosco sino al km. 3, dove ci attende un breve tratto di respiro (circa 250 metri al 6,5%) veramente provvidenziale per recuperare un po' le forze in vista dell'arrampicata finale: ora procediamo a ridosso di imponenti blocchi di granito e le pendenze diventano nuovamente impietose, spesso superiori al 20%.
Un cartello indica "Cava Monte Camoscio": ancora una secca curva a destra e il supplizio finisce. Passiamo il fabbricato dei guardiani della cava e l'asfalto finisce al km. 4,33, a 745 metri di quota. Con la dovuta precauzione (i cartelli indicano possibili spari di mine....) si può proseguire ancora su sterrato  per un breve tratto di circa 300 metri arrampicandosi sino al bordo della grande cava di granito.
Da qui il panorama verso il lago di Mergozzo ed il Montorfano è molto suggestivo, adeguata ricompensa a tanta fatica: anche questa sfida è vinta, ma che faticaccia!
La discesa è di quelle che si ricordano per la estrema pericolosità in caso di asfalto viscido: occorre prestare la massima attenzione!!

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Luglio 2010 09:25
 


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