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MTB: Mottarone Spring-Alpe della Volpe PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 01 Ottobre 2011 20:00

Località di partenza e arrivo:
Gignese - mt 660
Lunghezza:
km. 27 ca
Dislivello in salita:
mt. 750 ca
Quota max:
mt. 1108 (Alpe della Volpe)
Durata:
3h ca
Avvertenze:

Cartografia:
Carta Turistica "Terra tra due Laghi" 1:25.000 ed. Legenda
Riferimenti Bibliografici:
Scarica la traccia GPS

Oggi pomeriggio, visto il poco tempo a disposizione, mi sono concesso un breve ma intenso tour a ridosso del Mottarone: ho seguito a grandi linee, cercando di ricordarmelo, il tracciato della gran fondo che si correva sino a qualche anno fa. Giro sempre splendido, molto remunerativo sotto tutti gli aspetti: massimo risultato con il minimo sforzo ... (si fa per dire, non me lo ricordavo così duro!!!)

Si parte da Gignese, nei pressi dell'area attrezzata vicino al Golf Alpino: una breve discesa e si imbocca a sinistra, su asfalto, la bella strada per Levo che corre sinuosa accanto a grandi faggi secolari: giunti a Levo si segue la strada panoramica che porta ai Monti di Levo,con splendide vedute sul golfo Borromeo. La strada diviene sterrata e risale dolcemente le pendici della montagna, tra ampi pascoli e radure: al primo evidente bivio per il Monte Zuccaro si devia a sinistra in salita e dopo un lungo ed ombreggiato traverso si incontra una sterrata a destra chiusa da una sbarra. Bisogna salire di lì, con alcuni brevi ma ripidi strappi, sino ad incrociare il bivio a sinistra che porta ai ramponi dello spring dopo un bellissimo trail nel fitto bosco. Le mitiche  rampe dello spring! Ai tempi riuscivo a farle tutte in sella, ora a metà della prima sono già costretto a scendere e a spingere! Però la seconda, con un impeto di orgoglio, la supero tutta in sella: ormai in preda a visioni mistiche arrivo al pilone della funivia e recupero i tre chili di acido lattico accumulati. Ora ci si diverte con una bella discesa che porta ad una pozza perenne dalla quale in breve si scende ad incrociare la provinciale che sale da Gignese poco prima della casetta del pedaggio: è il tratto più bello del percorso, in un ambiente boschivo di grande fascino. Giunti all'asfalto si attraversa la strada e si continua diritto per una poco evidente sterrata che ad certo punto va abbandonata per scendere sul pianoro sottostante: un tempo c'era un sentiero, ora quasi interamente fagocitato dalla rigogliosa vegetazione, però se ne intuiscono le tracce e prestando attenzione ai rovi si scende (riguardando la carta, questa deviazione si può evitare scendendo per un tratto sull'asfalto e poi prendendo la prima sterrata che si incontra sulla destra). Ben presto si arriva alla cosiddetta zona delle "radici": il sentiero si snoda in una fitta pineta che filtra a malapena la luce solare ed in leggera salita diventa un gioco di equilibrismo districarsi tra la miriade di radici, ma anche questo tratto è molto piacevole.  A seguire la breve discesa sino al guado dell'Airola: da qui inizia la lunga risalita verso l'Alpe della Volpe. Il sentiero purtroppo è molto rovinato e soffre di una evidente mancanza di manutenzione: difficile riuscire a rimanere in sella nel primo tratto molto scavato, poi fortunatamente la situazione migliora e si sbuca infine nuovamente sulla strada per il Mottarone, che si segue per poco più di un chilometro in forte pendenza. Alla sinistra i ruderi dell'Alpe Calandro indicano che è ora di abbandonare l'odiato bitume: un bel sentiero corre sinuoso in saliscendi, tocca l'Alpe della Volpe  e passa sotto ai muraglioni del tornante di Cortano. Qui si può proseguire su un bel toboga alla volta del Monte Falò e di Coiromonte: è la zona delle tre montagnette, molto divertente: avendola percorsa svariate volte, opto invece per la deviazione verso l'Alpe di Marta. Il sentiero si dimostra molto divertente da guidare e giunge dopo lunghi tratti nel fitto bosco a una sterrata di servizio agli alpeggi di Marta: imboccata nel senso della discesa si arriva alle porte di Gignese a conclusione di un classico giro cross country che lascia il segno nelle gambe...

Per chi volesse ripercorrere l'itinerario, consiglio di seguire la traccia GPS allegata: molti bivi non sono segnalati e se non si conosce la zona si corre il rischio di perdersi e di girovagare per ore lungo la miriade di stradine e sentieri della zona......
PS- Niente foto, dimenticata a casa la macchina fotografica! I posti meritano, fidatevi.....

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Ottobre 2011 16:55
 


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