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MTB:Alto Vergante, Monte Falò PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 16 Maggio 2012 15:54

Sass del Piz

Località di partenza e arrivo:
Fosseno- mt 612
Lunghezza:
km. 30 ca
Dislivello in salita:
mt. 1000 ca
Quota max:
mt. 1081 (Monte Falò)
Durata:
4h ca
Avvertenze:
La zona toccata dall'itinerario è molto complessa ed interessata da una miriade di strade e sentieri per i quali ci si perde facilmente: vi consiglio di seguire la traccia GPS allegata o di procuravi la carta dei sentieri sotto indicata, disponibile presso gli uffici turistici della zona
Cartografia:
Terra tra due Laghi - Legenda ed. 1:25.000
Riferimenti Bibliografici:

Scarica la traccia GPS

Giornata ventosa e decisamente fresca: ideale per andare a caccia di panorami al Monte Falò, anche detto "Le tre montagnette" per le sue tre piccole cime erbose che si elevano a ridosso del Mottarone in splendida posizione panoramica....

Premessa: le previsioni per il week end sono pessime, tanto per cambiare... Anticipo i tempi concedendomi un pomeriggio di ferie da dedicare alla bici, sono troppo in ritardo con la preparazione e corro il rischio di arrivare impreparato ai grandi appuntamenti alpini dell'estate.
Dicevo del Monte Falò: dei tanti modi possibili per raggiungerne la cima oggi credo di aver scelto il più scomodo: volevo però fare un bel giro allenante tra Vergante e Mottarone, approfittando appunto della splendida giornata. Così eccomi pronto alla partenza al lavatoio di Fosseno, dove si segue un breve tratto di strada asfaltata prima di guadagnare l'ampia e rilassante sterrata che porta al Poggio Radioso. E' lo stesso percorso seguito qualche giorno fa in occasione della gita al Cornaggia (leggi qui): oggi però anzichè deviare verso la dorsale proseguo sino al quadrivio dell'alpe Canà, dal quale seguendo le chiare indicazioni del sentiero "V" per Gignese si passa per l'Alpe Camoscio prima di calare su un bel single trail sulla strada provinciale "delle due riviere" che collega Gignese ad Armeno, appena oltre il ponte sul torrente Erno.
Poche centinaia di metri su asfalto e nei pressi di un gruppo di case devio a destra: ricordavo questa strada, l'avevo percorsa lo scorso autunno in discesa (leggi qui), però un conto è scendere e l'altro è salire, soprattutto dopo un periodo di forti pioggie che hanno devastato la carreggiata disseminandola di macigni di ogni genere: il risultato è sin troppo logico, devo spingere e risalire a piedi... Dopo aver incrociato il metanodotto la situazione migliora, ma non di molto poichè ci si deve innalzare seguendone la traccia per quella che dovrebbe essere una strada di servizio dello stesso, chiusa da una sbarra. Un bivio finalmente segna la fine delle sofferenze presso l'Alpe di Marta: chiedo informazioni  a degli operai intenti a lavori sul metanodotto e scopro che a questo bivio ci potevo arrivare comodamente da Gignese su una placida sterrata che partiva poco prima di quella che ho appena risalito!!! Dopo qualche smoccolo però la calma ha il sopravvento e segna l'inizio della parte ludica della giornata: sono in una splendida radura prativa, la giornata ventosa contribuisce a rendere il verde dei prati ed il blu del cielo ancora più intensi. Verrebbe voglia di schiacciare un pisolino, ma la strada è ancora lunga.....
Ora vengono in aiuto i bollini bianco-rossi del CAI e ci si alza, per un breve tratto ancora a piedi, all'interno del bosco: ricordavo bene  questo trail nella faggeta, secondo me è uno dei più belli dell'intera zona del Mottarone! Dopo aver raggiunto i ruderi dell'Alpe Plè la faggeta diventa ancora più suggestiva e buia: il rumore del vento che agita i rami rende ancora più surreale l'ambiente: bello, bello e ancora di più...
Si esce allo scoperto presso la località Il Termine, segnalata da un  cartello CAI: qui si devia a sinistra e dopo aver raggiunto l'agglomerato di baite dell'Alpe Nuovo in splendida posizione eccomi sull'ampia sterrata che conduce verso il Falò. Sono completamente allo scoperto in balia del vento che soffia impetuoso e freddo consigliandomi  di muovermi con una certa rapidità, per quanto mi è possibile: però una salita in vetta al Falò non me la faccio mancare, e del resto questa era la meta di oggi, peccato non poter restare con un po' di calma a godersi il panorama che spazia a 360° sui laghi, il vicino Mottarone e la lontana cerchia di monti sui quali si addensa una bella bufera..
Bella la discesa freeride dalla cima, in mezzo ai prati, sino ad intercettare la sterrata che scende a Coiromonte: divertimento puro, salti, contropendenze e soprattutto vista spaziale. E' una delle strade più belle che conosca nella nostra zona ma è meglio non farsi prendere la mano! A Coiromonte ci arrivo fuori tempo massimo rispetto alla mia tabella di marcia: devo sbrigarmi, ma non mi faccio mancare il bel tratto boscoso che si diparte appena fuori del piccolo centro (seguire le indicazioni del sentiero per Gignese): non mancano anche qui alcuni strappi notevoli in salita, ma quando le ruote puntano con decisione verso il basso c'è da leccarsi i baffi tuffandosi a capofitto sulla sterrata che scende sulla SP delle due Riviere. Con una dolce ascesa su asfalto verso Gignese si tocca la località Cascinone, dove si scende a superare l'Agogna per risalire sull'altro versante verso l'alpe Canà: un breve tratto di asfalto cede il posto ad un'ampia sterrata che in forte pendenza arriva a guadagnare la dorsale "V" appena prima dell'Alpe Canà. Ora seguo le chiare indicazioni per Invorio e dopo qualche tratto di salita impegnativa eccomi al Giogo del Cornaggia: le fatiche sono quasi finite, il succulento menu prevede ancora però un ricco dessert, la salita al Sass del Pizz (dal Giogo si seguono le indicazioni per il sentiero F7 e al successivo bivio F5).
Il Sass del Pizz è un altro posto meraviglioso, uno splendido balcone a picco sul lago Maggiore: le panchine invitano ad una sosta contemplativa, ma è tardissimo e senza indugi imbocco lo splendido sentierino che scende a Fosseno, un vero spasso!! Non mi resta che ripercorrere il breve tratto di asfalto sino al lavatoio: guardo il GPS e scopro di aver superato la fatidica soglia dei 1000 metri di dislivello, alla faccia del giretto pomeridiano!!!

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2012 20:44
 


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