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MTB: Cesara-Alpe Soliva PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 25 Novembre 2012 21:34

Alpe Soliva

Località di partenza e arrivo:
Cesara - mt 485
Lunghezza:
km. 15 ca
Dislivello in salita:
mt. 750 ca
Quota max:
mt. 1100 
Durata:
3h ca
Avvertenze:

Cartografia:
Lago d'Orta-Cartine Zanetti Fgl. 52 sc. 1:30.000

Riferimenti Bibliografici:
Scarica la traccia GPS

Ancora in bici... Del resto è una splendida giornata autunnale, a dispetto del calendario, e così si può ancora salire a quote medio collinari senza patire troppo freddo. La gita di oggi è nata per la voglia di esplorare un territorio, quello alle spalle di Cesara, che mi aveva sempre incuriosito e che mai avevo calcato. Nonostante la totale assenza di segnaletica, ho scovato un sentiero molto bello e divertente, che ovviamente ho percorso nel senso sbagliato....

L'avevo scritto in qualche precedente articolo di queste pagine: il fatto è che quando mi ritrovo a pedalare tra i boschi mi ritrovo in uno stato di grazia tale da farmi dimenticare qualsiasi preoccupazione. Oggi le faggete che ricoprono le boscose pendici del Monte Mazzone, alle spalle di Cesara, sono state le protagoniste assolute di una gita breve ma tutt'altro che rilassante: una gita al contrario....
Ma partiamo dall'inizio: a Cesara non sperate di trovare indicazioni di sentieri o itinerari escursionistici, la zona è inspiegabilmente ignorata dalla toponomastica ufficiale del CAI. Ci si deve dunque arrangiare districandosi tra le strette strade del centro sino ad imboccare Via delle Alpi: questa in breve porta fuori dal borgo arrampicandosi (è il termine più appropriato...) con decisione verso ovest, inizialmente ancora ben asfaltata. Le pendenze sono micidiali e rimanere in sella è un puro esercizio di equilibrismo, per cui in alcuni tratti non esito a procedere a piedi: il territorio mi è ignoto e non sapendo cosa mi aspetta preferisco non sfiancarmi. Con alterna fortuna e tratti via via più pedalabili ma dal fondo sempre più sconnesso si arriva all'Alpe Ranghera, bell'agglomerato di baite adagiate in una splendida e soleggiata radura circondata da boschi rigogliosi.
Incontro un gruppo di cacciatori dai quali ho due notizie: una buona (sono sulla strada giusta) e l'altra un po' meno (la strada finisce poco oltre e diventa poi un sentiero non pedalabile). Proseguo, l'altimetro mi dice che nella peggiore delle ipotesi mi dovrò fare 200 metri a piedi, che sarà mai.... e poi è tutto allenamento! Si abbandona così la larga strada principale (che porta ad un altro alpeggio poco lontano) e si supera una sbarra per imboccare una gippabile dal fondo molto sconnesso che si inoltra in uno splendido faggeto sino a  terminare improvvisamente in corrispondenza di un edificio di presa dell'acquedotto.
Da qui in poi il nulla, nessun segno: mi guardo attorno e cerco di indovinare dove potrebbe salire il sentiero, supero un piccolo rio guadandolo e ben presto riesco ad intravedere un esile traccia completamente ricoperta di foglie. E' quella da seguire, e tanto per cambiare... si spinge! Le pendenze però non sono mai eccessive e procedendo si riesce anche a fare qualche tratto in sella: il bosco in cui mi trovo è di rara bellezza, bisogna solo prestare la massima attenzione a non perdere il sentiero, che disegna alcuni tornanti  sino a lambire un grosso edificio ormai in rovina. Qualche tratto più pedalabile e si giunge infine ad una selletta che sancisce la fine delle mie fatiche e che porta ad una splendida radura boschiva dove convergono alcune strade forestali. Miracolo, compare anche qualche bollo rosso sugli alberi, sono sulla retta via....
La tentazione di gettarmi a capofitto in discesa lungo lo splendido sentiero appena percorso è tanta, ma decido di rispettare la mia tabella di marcia, sarà per la prossima volta..... Dopo una doverosa sosta per ammirare in santa pace e tranquillità la bellezza del luogo proseguo verso l'alpe Soliva, che già si intravede lontana tra i faggi: seguo l'ampia sterrata verso sinistra che con qualche saliscendi  porta in breve all'ampia radura che ospita le baite dell'Alpe Soliva, da cui si gode una bella vista verso il bacino del Cusio. Da qui in poi è un copione già visto (leggi qui) e percorso più volte durante le mie precedenti esplorazioni verso l'Alpe Sacchi: la strada rientra nel bosco, raggiunge il bivio per l'Alpe Sacchi e discende nella faggeta (ad un certo punto troverete un'indicazione per il "faggio dell'ombrello", una splendida pianta monumentale che merita una visita....). Ben presto si allarga per divenire un'ampia sterrata che con percorso divertente  porterà sino ai Laghetti di Nonio. Da qui per sentieri alternativi che permettono di evitare un po' di asfalto si raggiunge il centro di Nonio: si raggiunge il piccolo cimitero e da qui si imbocca la vecchia mulattiera per Cesara che si raggiunge con qualche divertente  saliscendi.
Una gita breve ma intensa, che ovviamente vi consiglio di percorrere al contrario, magari salendo prima all'Alpe Sacchi dal classico percorso di Arola-Trevigno (leggi qui...)

Una raccomandazione nel caso decidiate di percorrere questo itinerario: data la mancanza di indicazioni è facile perdersi tra questi boschi. Pertanto è altamente raccomandabile seguire la traccia GPS da me percorsa.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Novembre 2012 09:37
 


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