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MTB- Traversata Alpe Sacchi-laghi di Nonio PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 15 Maggio 2011 20:46

Alle pendici del Monte Vesso, balconata sul Cusio

Località di partenza e arrivo:
S.Maurizio d'Opaglio mt 373
Lunghezza:
km. 33
Dislivello in salita:
mt. 1000 ca 
Quota max:
mt. 1256 (Colma di Novesso)
Durata:
4 h ca
Avvertenze:

Cartografia:
Riferimenti Bibliografici:

Scarica la traccia GPS

All'alpe Sacchi ci ero stato diversi anni fa, durante il lavoro di recensione delle salite del VCO-Valsesia (clicca qui). Il progetto di arivarci in MTB salendo da Arola per poi scendere verso i laghetti di Nonio era rimasto nel cassetto delle cose da fare: era giunto il momento di rispolverarlo sfruttando una bella giornata primaverile...

Per comodità scelgo di partire da San Maurizio d'Opaglio, giusto per fare qualche chilometro di riscaldamento prima di affrontare la salita verso la Colma di Arola: ieri il tempo è stato inclemente, con violenti temporali, però con l'arrivo del vento da nord la giornata è magnifica, cielo blu ed aria frizzante  invogliano a pedalare per scaldare i muscoli. Giusto il tempo di riempire la borraccia nella piazzetta di Alzo, dalla cui terrazza si gode un panorama incomparabile sul Cusio e l'isola di San Giulio, ed eccomi a risalire dolcemente la strada verso Arola: ci sarò passato migliaia di volte, però ignoravo che  all'altezza della piccola centralina elettrica sul Pellino esistesse un vecchio sentiero per Arola. E che sentiero!! Si tratta di un'ampia strada in ciottolato, purtroppo in forte degrado, che risale sinuosa nel fitto del bosco di castagni con pendenze accentuate che mi costringono a scendere dalla bici, anche per via del fondo sconnesso. Si passano alcune cappellette votive per giungere infine ad Arola, dove si ritorna sull'asfalto che porta verso il Passo della Colma. Lo strappo del tornante su cui si affaccia la graziosa chiesetta dell'Annunziata invita ad una sosta, anche qui condita da uno splendido panorama sul Cusio:  un paio di chilometri di onesta salita ed ecco - in prossimità del km 5,100 - il bivio che dobbiamo seguire alla nostra destra, senza alcuna segnalazione purtroppo. Imbocchiamo ora una larga gippabile dal fondo argilloso che risale un primo tratto boscoso  devastato da un incendio: le pendenze aumentano con decisione, in corrispondenza di un tratto asfaltato, ed il bosco di faggi prende il sopravvento. Bisognerebbe scrivere un elogio per questa pianta: io quando mi trovo nel folto di una faggeta entro in una specie di dimensione mistica, e ritrovo una pace interiore che mi riappacifica con il mondo...... E' con questo animo conciliante che pedalo e sudo sino al bell'alpeggio abitato di Trevigno: la strada è sempre ampia e si segue la direzione principale ad un primo bivio per poi deviare a sinistra (tornante) al successivo, dove il faggio lascia il posto all'abete (breve considerazione: la segnaletica CAI è inesistente o molto carente in tutta la zona, regolarsi di conseguenza...). L'odore della resina entra nei polmoni affannati d'ossigeno, ma eccoci ad uno slargo panoramico che si affaccia a balcone sul Cusio: che spettacolo, la natura in questo periodo è nel massimo splendore, e là sotto lontanissime ecco le case di Nonio, dove arriverò al termine di questa giornata....
Ma la strada è ancora lunga e costellata di insidie: il fondo infatti peggiora e diventa molto pietroso, così la salita si trasforma in calvario, pedalo a velocità ridicole sino a giungere al culmine del Monte Vesso: il fondo migliora, grazie ai recenti lavori di disboscamento, e dopo una breve ripida discesa raggiungo il nastro d'asfalto che sale da Varallo-Morondo alla volta dell'Alpe Sacchi. Ancora un po' di discesa e siamo a Pleviano mt 1220, splendido alpeggio affacciato verso il Cusio: la sosta è d'obbligo prima di riprendere la breve salita che porta alla Colma di Novesso, punto culminante della nosta ascesa.
L'alpe Sacchi si raggiunge in falsopiano dopo circa un chilometro: diciamo la verità, dal punto di vista architettonico lascia molto a desiderare (sembra un anonimo capannone industriale..), però sorge in un luogo di rara bellezza, anche qui vista lago. Una esile traccia inerbita scende sul prato sottostante e si addentra nel bosco: è ora di gustarsi il piacere della discesa, e che discesa!! Un lungo e facile single trail nella faggeta, anche qui perdo la cognizione del luogo e del tempo! Semplicemente fantastico pedalare in queste condizioni: si trova un primo bivio a destra che dopo una breve discesa porta all'alpe Soliva, mentre invece il nostro trail prosegue diritto (qui finalmente ritroviamo qualche segno di sentiero CAI sugli alberi, ma la traccia è sempre ben evidente...). Quando finisce la faggeta  mi ritrovo con un sorriso ebete stampigliato in fronte: ma il divertimento non è finito, ci sono ancora 5 chilometri di veloce sterrata in trincea (per la forte erosione del terreno e la natura argillosa del terreno), con guadi ed un grazioso ponticello di tronchi che ci portano ai laghetti di Nonio. Da qui si potrebbe tornare a Cesara e ad Alzo per vie traverse evitando la provinciale, ma per oggi basta così, l'esplorazione è rimandata ad una prossima uscita..... 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Maggio 2011 10:27
 


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