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MTB-Traversata della Valsessera PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 20 Maggio 2011 22:45

Valsessera - Ponte della Babbiera

Località di partenza e arrivo:
Trivero-Centro Zegna mt 605
Lunghezza:
km. 46
Dislivello in salita:
mt. 1200 ca
Quota max:
mt. 1496 (Bielmonte)
Durata:
5 h ca
Avvertenze:
Il tratto di sentiero F6 tra la diga delle Mischie e l'Alpe Collette è disagevole e in alcuni tratti esposto e scivoloso: prestare la massima attenzione
Cartografia:
Carta dei sentieri Biellese Nord-orientale - 1:25.000 . ATL Biella
Riferimenti Bibliografici:
Scarica la traccia GPS

La Valsessera ha un fascino particolare: ambiente selvaggio ed aspro a due passi dalla pianura, eppure di grande fascino. Per carità, nulla a che vedere con la Valgrande, se non altro per l'impegno infaticabile degli industriali Zegna di Trivero, che da molti anni hanno creato l'omonima oasi, raro esempio di conservazione privata e lungimirante dell'ambiente naturale...

Si parte dal centro Zegna di Trivero, direzione Castagnea: pochi minuti di asfalto ed eccoci a percorrere in falsopiano l'ampia ed ombrosa strada sterrata che dopo 3,5 km porta al santuario della Novareia (746 mt), uno dei tanti edificati in zona e dedicati alla Vergine. Qui un cartello di divieto di accesso per lavori in corso mi fa dubitare non poco sulla prosecuzione, ma alla fine decido di proseguire confortato anche dalle indicazioni di un gentile signore (al massimo, mi dico, ritorno indietro). La strada ora scende con decisione a  mezzacosta e giunge dopo qualche chilometro alla centrale elettrica del Piancone, edificata negli anni dell'industrializzazione per servire i numerosi stabilimenti della lana. Si supera il Sessera e si continua a risalirne il corso, dapprima in dolce ascesa, poi via via con rampe impegnative: il fondo è perfetto, e dei fantomatici lavori in corso nemmeno l'ombra, solo qualche mezzo d'opera fermo a bordo strada. Bah!! Si arriva al delizioso ponte ad arco in sasso della Babbiera 692 mt, un tempo utilizzato dai pastori biellesi che transumavano verso la Valsesia: poco oltre, in un piccolo slargo, si trova la lapide che ricorda cinque inglesi qui fucilati nel 44 dai nazifascisti. La strada si fa meno ripida dopo aver superato una piccola sella e si addentra con percorso quasi pianeggiante sino a giungere alle baite dell'Oro della Lamma (905mt): un cancello sbarra l'accesso alle auto, ma in bici si supera agevolmente per giungere dopo qualche centinaio di metri alla diga delle Mischie (910mt), sbarramento artificiale che raccoglie le acque del Sessera e del Dolca. La sensazione di isolamento è totale: non ho incontrato anima viva, ed anche la diga pare incustodita.

ATTENZIONE! Segnalazione giuntami in data 22 agosto 2018. Il sentiero F6 che dalla diga delle Mischie porta all'Alpe Collette è in stato di definitivo abbandono e non più praticabile. Sono stati apposti anche cartelli indicanti la presenza di numerose vipere. Tenetene conto!!!!

Ora però viene il bello: infatti si deve imboccare un malagevole sentiero (F6, molto mal segnalato ma per fortuna sufficientemente battuto), che si alza con alcuni ripidi gradini proprio alla destra del piccolo bacino. La bici si porta in spalla, qualche volta si riesce ad accompagnarla al fianco, per pochi tratti si riesce a pedalare: si continua così per quasi un'ora, guadando alcuni piccoli impluvi nel fitto del bosco e di una vegetazione ormai opprimente (mi sono beccato anche diverse zecche, attenzione!). L'ultimo tratto di sentiero fortunatamente è più agevole, ma i segnavia scarseggiano e per fortuna ho la traccia GPS che mi consente di non sbagliare strada e di raggiungere, fradicio di sudore, l'Alpe Collette: ricordo un alpeggio fiorente e ben curato, ora invece la desolazione regna sovrana, erbacce ovunque! La buona notizia comunque è che ora si torna in sella: un breve e ripido tratto in discesa porta al ponte dei Lavaggi, dove troviamo un'ampia carrabile che risale con alcuni tratti ripidi il versante opposto del Dolca, toccando alcuni alpeggi ben curati. RImanendo sul percorso principale ed ignorando tutti i bivi laterali si incrocia infine, dopo un ultima e faticosa rampa, il tracciato della pista proveniente dalla Boschetta della Boscarola e da Mera: ora il percorso si fa elementare, con alcuni saliscendi si arriva al Selletto Grande (edificio forestale) e poi in falsopiano si giunge alla Casa del pescatore, dove si supera il ponte sul Sessera. Comincia ora un tratto di salita che permette di superare i 200 metri di dislivello che ci separano dal Bocchetto Sessera mt 1382, ove finisce la nostra cavalcata. Per tornare a Trivero  non ci resta che percorrere la bellissima Panoramica Zegna: ancora un breve tratto di ascesa per arrivare al piazzale degli impianti di Bielmonte e poi è una lunga e facile discesa abbellita dalle stupende fioriture di rododendri a bordo strada.
A onor del vero va detto che si può continuare su sterrato sino al Bocchetto della Luvera, stando sul versante settentrionale del moncerchio, ma oggi francamente andava bene così, sarà per un'altra volta, magari in autunno quando la vegetazione ed il caldo sono meno opprimenti.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Agosto 2018 14:58
 


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