Home
MTB:Traversata Alpe Pescia - Trontano PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 25 Settembre 2011 20:06

Alpe Pescia

Località di partenza e arrivo:
Masera - mt 310
Lunghezza:
km. 30 ca
Dislivello in salita:
mt. 1300 ca
Quota max:
mt. 1450 (Alpe Pescia)
Durata:
4h ca
Avvertenze:

Cartografia:
CNS fgl 1:50.000 - Domodossola-Valle Antigorio
Riferimenti Bibliografici:
Mountain Bike in Valdossola- Loris e Luca Bonavia, Grossi ed. - Domodossola - it.N.46

Scarica la traccia GPS

Nonostante il clima ancora estivo oggi è prevista nuvolosità accentuata in mattinata, con miglioramento dal pomeriggio. Inutile fare grandi progetti per poi ritrovarsi in mezzo alle nuvole: ecco allora che dal cilindro magico salta fuori un giretto pomeridiano in Ossola, che tocca l'Alpe Pescia per poi planare in Vigezzo verso Coimo ed infine Trontano. Non mi sono divertito, lo dico subito: salita troppo faticosa su asfalto e discesa su sentieri che una volta erano anche belli, ora quasi scomparsi a favore delle famigerate strade agro-silvo-pastorali che tutto distruggono....

La salita all'Alpe Pescia, sopra Masera, è una vecchia conoscenza (vedi relazione qui...  ). La percorsi con la bici da corsa nel lontano 2004: da allora sono passati sette anni, svariati chili in più (della bici e soprattutto del ciclista) ed il risultato è scontato: mega sudata e consumo spropositato di acido lattico per conquistare il bell'alpeggio. Nonostante il calendario la giornata estiva, con umidità a valori tropicali ha rappresentato il cosiddetto carico da 11, così giungo alla chiesetta dell'Alpe Pescia decisamente provato.  Durante la precedente esperienza non ero salito sin quassù, in quanto la strada era ancora sterrata: ora invece l'asfalto purtroppo si è mangiato un altro pezzo di sentiero. Certo che la radura dell'alpe è di una bellezza assoluta, così come le numerose baite disseminate qua e là e perfettamente ristrutturate secondo i canoni ossolani, quindi con grande impiego di sasso e beole. Dopo un doveroso riposino per ritemprare le forze, sono pronto per la discesa: si superano le ultime baite dell'alpe per imboccare un largo sentiero in discesa con le indicazioni per l'alpe Travello. Purtroppo dopo poche centinaia di metri il sentiero scompare, fagocitato da una strada asfaltata (credo di recente) che porta all'Alpe Travello: fortunatamente qualche vecchio spezzone di sentiero è rimasto, tra un tornante e l'altro, ma versa in condizioni di abbandono ed è molto sporco. Dopo aver superato la bella radura di Corte dell'Ariola si arriva infine ai prati superiori dell'Alpe Travello: purtroppo la nuvolosità bassa impedisce la visuale verso le montagne vigezzine, che sicuramente credo meriti la sosta. Una scassatissima carrareccia perde quota verso i corti inferiori dell'alpe: da evitare, meglio tagliare diritti in mezzo ai prati, anche se le sorprese sono in agguato e così - complice l'erba alta ed una buca non vista - eccomi in volo carpiato anteriore, con atterraggio sul ginocchio. Mi rialzo, constatando l'assenza di danni fisici e meccanici, e proseguo per uno stretto sentierino inerbito che plana verso valle: seguo le indicazioni per Mozzio, abbastanza confusionarie a dire il vero, ma il mio fido GPS mi conferma che sono sulla traccia giusta. E' il tratto più bello e divertente della discesa, nel fitto bosco di faggi: peccato duri troppo poco, e così in breve sono a Mozzio, dove con un ulteriore e ripida discesa molto tecnica (leggi: sono sceso più volte dalla bici.....) si arriva direttamente alla statale della val Vigezzo nei pressi di Ca' Turbin: poco prima della nuova galleria si devia a sinistra e si attraversa il Melezzo su un caratteristico ponte in sasso. Da qui comincia una estenuante serie di saliscendi lungo una sterrata molto rovinata e sassosa, che portano alla periferia di Trontano: una deviazione a mio parere poco interessante, anche perchè il panorama è praticamente nullo, offuscato com'è dalla fitta vegetazione. A Trontano sbaglio anche strada, ed anzichè scendere per la vecchia mulattiera (ora asfaltata) che porterebbe direttamente alle porte di Masera, imbocco la nuova strada che così mi costringe, una volta a valle, ad un surplus di asfalto per recuperare l'auto.
Insomma, dopo tanti giri estivi entusiasmanti, è arrivata anche la famigerata "minchiagita": non me ne vogliano gli amici vigezzini, ma se i progetti di valorizzazione della montagna sono un alibi per asfaltare tutte le strade possibili al fine di raggiungere più facilmente in auto le proprie baite, siamo lontani anni luce dal mio modo di pensare ...

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Ottobre 2011 22:08
 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla video tutorials hosting Valid XHTML and CSS.

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookies necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Cliccando su AGREE, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'uso dei cookie consulta la privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information