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MTB: Devero-Minigiro Grande Est PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 16 Giugno 2012 21:26

Devero-Alpe Forno

Località di partenza e arrivo:
Alpe Devero - mt 1630
Lunghezza:
km. 17 ca
Dislivello in salita:
mt. 860 ca
Quota max:
mt. 2213 - Alpe Forno Inf.
Durata:
5h ca
Avvertenze:
Cartografia:
CNS 1:25.000 fgl. 1290-Helsenhorn
Riferimenti Bibliografici:
L.Bonavia - Mountain Bike in Valdossola - Grossi ed.
Scarica la traccia GPS

Prima vera giornata estiva, alla faccia del calendario... La festeggiamo con un'uscita classica e di sicuro successo all'Alpe Devero. Doveva essere "giro del Grande Est", in realtà ne è uscito solo un "minigiro" a causa della tanta neve che abbiamo trovato in quota e che ci ha fatto penare non poco. Nonostante ciò  escursione grandiosa e di grande impatto paesaggistico: sicuramente in Ossola il percorso all mountain più affascinante che si possa affrontare....

A Devero in bici ci sono stato poche volte: strano, direte voi, visto che in questo sito le gite in zona non mancano... In realtà mancava solo l'occasione giusta, che è capitata  sfruttando l'invito degli amici "Cinghiali" (http://www.wildpigs.it), gruppo mountain bike borgomanerese. Partiamo da Devero, quindi il dislivello totale della giornata non sarà eccessivo: però le difficoltà non mancano, conosco bene ogni metro di strada che faremo e so già che ci sarà da soffrire in alcuni tratti. Manco a dirlo sono il vecchietto del gruppo, però mi trovo bene insieme ai ragazzi del team, qualcuno ha la metà dei miei anni, ma a livello di entusiasmo il mio quoziente anagrafico è pari al loro...
Così chiaccherando placidamente eccoci a Crampiolo, poi lungo la dura salita verso Codelago si chiacchera un po' di meno e naturalmente si spinge per qualche tratto viste le pendenze: una volta vinta l'erta salita eccola lì davanti  l'Arbola - ancora rilucente di tanta bella  neve -  a guidare il nostro cammino lungo la placida trattorabile che costeggia dall'alto il bacino di Codelago. Sarò passato qualche centinaia di volte su questi sentieri, avevo vent'anni quando si veniva quassù in tenda a pescare,  eppure ogni volta è sempre una grande emozione ritrovare questi luoghi a me tanto cari: l'erta rampa del Canaleccio mi riporta alla realtà, si scende ancora dalla bici ma ora  una sosta è d'obbligo per contemplare nel suo massimo splendore  il grande lago di Devero e la cerchia di montagne che lo circonda. Proseguiamo alla volta dell'Alpe Forno lungo la placida valletta delle Marmotte, così chiamata per la numerosa colonia dei simpatici roditori, e cominciamo a trovare la prima neve, nonostante la quota e la stagione:  così comincia un lungo susseguirsi di nevai da attraversare faticosamente e che dilatano notevolmente i tempi di percorrenza. La situazione salendo lungo l'erta gippabile ovviamente non migliora, ma verso la fine si riesce a pedalare un buon tratto nonostante le pendenze siano importanti: giungiamo abbastanza affaticati all'Alpe Forno, il fornale è ancora completamente innevato e solo qualche chiazza di terreno segnala il disgelo in atto. La facile attraversata in falsopiano dei laghetti della Satta in queste condizioni diventa molto faticosa, e probabilmente siamo i primi escursionisti stagionali, vista la totale assenza di tracce: i laghetti cominciano appena ora ad apparire, seminascosti dalla neve, e lo spettacolo invita alla pausa pranzo. Con molti tratti da percorrere a piedi sui nevai giungiamo infine al bordo del pianoro della Satta, e qui comincia l'avventura: il sentiero che corre a fianco del ripido torrente - gonfio di acque impetuose - è completamente nascosto dai residui di valanga,  e quindi ci dobbiamo inventare un paio di guadi per niente banali con le bici in spalla. Ma tutto si risolve per il meglio, ed ora finalmente comincia la bella discesa in mezzacosta verso l'Alpe Valle lungo un trail godurioso e divertente a picco sul lago, purtroppo a volte interrotto dagli onnipresenti nevai. Giunti all'Alpe Valle e vista l'ora ormai tarda decidiamo di abbandonare l'idea originaria di proseguire verso l'Alpe  Sangiatto lungo il classico itinerario del "Grande Est" e così ci fiondiamo lungo la tecnica discesa che ci riporta sulla sterrata di Codelago. Da qui in un lampo eccoci a Crampiolo e quindi a Devero, lungo la bella variante di Corte d'Ardui.
Nonostante il dislivello limitato è stata una gita faticosa, che ci ha comunque pienamente soddisfatti. Devero non delude mai........

Ecco il video girato da Alfredo che ben documenta la giornata......

Dim lights

 

Ultimo aggiornamento Sabato 30 Giugno 2012 21:58
 


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