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MTB:Valmeriana - Chatillon PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 29 Luglio 2012 21:30

Valmeriana

Località di partenza e arrivo:
Chatillon (AO) - mt 445
Lunghezza:
km. 27 ca
Dislivello in salita:
mt. 1420 ca
Quota max:
mt. 1856 
Durata:
5h ca
Avvertenze:

Cartografia:
Comunità Montana Monte Cervino - fgl 3-Fondovalle - 1:25.000
Riferimenti Bibliografici:
M.Giglio- In valle d'Aosta con la mountain bike - CDA ed. Torino (itin. n 29)
Ringraziamenti:
Scarica la traccia GPS

Una storica guida di percorsi in Mtb, una torrida mattina di luglio e il sempre innato spirito esplorativo: da questo connubio di ingredienti è nata la gita di oggi, nello sperduto vallone di Valmeriana alle spalle del Monte Barbeston: un angolo dimenticato e affascinante di Valle d'Aosta ...

Come nello scialpinismo, i versanti nord sono sempre forieri di soddisfazioni: a luglio niente powder, ovviamente, ma ombra in abbondanza, e in una giornata come quella di oggi, con il termometro abbondantemente oltre i 30° C, la cosa è particolarmente gradita.
Il vallone di Valmeriana fa parte di quella serie oscura di vallate valdostane situate alla destra orografica della Dora Baltea, e si estende alle spalle di Chatillon, ricoperto da una fitta boscaglia e chiuso in alto dalle arcigne pareti rocciose della Cima Nera e del Barbeston. Poco o nulla frequentato (io non ho incontrato anima viva lungo tutto l'itinerario) riserva al visitatore angoli incontaminati e antiche testimonianze archeologiche, le famose macine ricavate dalla roccia (leggi qui..)

E dopo il cappello introduttivo, due note di cronaca: logistica semplicissima, uscita dall'autostrada a Chatillon, poche centinaia di metri e si parcheggia nei pressi della stazione ferroviaria. Si attraversa la Dora e si risale a Pontey, su asfalto, lungo la cosiddetta strada dell'Envers, tranquilla e poco trafficata: si prosegue verso Chambave sino ad incontrare, dopo un duro strappo, il bivio a sinistra indicante le frazioni alte di Cloutra e Verthuy. La salita prosegue ben ombreggiata, con pendenze decise, sino a Cloutra mt 1050, bellissima frazione con ampie vedute verso il fondovalle: qui finisce l'asfalto e inizia l'interpoderale verso Valmeriana, che risale placidamente il fitto versante boscoso con lunghi traversi e pochi tornanti . Il fondo è perfetto ma le pendenze sono notevoli: dopo 7 chilometri di onesta fatica eccoci alle porte dell'alpeggio di Valmeriana mt 1780, preannunciato da un cancello per il bestiame. L'ampia radura spalanca grandiose vedute verso la valle del Cervino, anche se purtroppo una fitta nuvolaglia impedisce una visuale ottimale. Appena prima dell'alpeggio sulla sinistra una palina segnaletica indica la direzione da prendere: il sentiero per Bellecombe è il N.3, inizialmente ciclabile e pianeggiante, poi le pendenze costringono a scendere dalla bici per un breve tratto sino a raggiungere quota 1850 metri. Da qui si inizia a scendere: siamo all'interno di un bellissimo bosco, ed il sentiero nella prima parte è semplicemente favoloso e guidabilissimo: in breve si raggiunge l'alpeggio abbandonato di Salè, dove comincia una sezione più problematica a causa del fondo molto sconnesso e dell'erba alta che impedisce una visuale ottimale degli ostacoli, occorre prestare massima attenzione per evitare improvvisi impuntamenti dell'anteriore.
Si raggiunge comunque agevolmente l'alpeggio abbandonato di Pra Garin mt 1535, con le sue baite fatiscenti ed il grande fornale invaso dalla vegetazione che ispirano tanta tristezza: qui vi sono due alternative, quella più semplice (recensita anche nel volume di Matteo Giglio) prevede di individuare una traccia sulla destra che dovrebbe essere in gran parte pedalabile e giungere alle baite di Mont Ros, dove si scende poi a valle lungo una ripida interpoderale. Ovviamente io scelgo la più complicata, e rimango sul sentiero 3, vagamente segnalato (prestare attenzione a non perdere i bolli gialli)
Beh,  diciamo che è un sentiero "per intenditori", scarsamente ciclabile per via del fondo troppo sconnesso e discontinuo. Brevi tratti scorrevoli mi illudono e lasciano il posto ad altri molto dissestati, altamente trialistici: saggiamente proseguo a piedi, non è il caso di fare i supereroi in un luogo così poco frequentato, e comunque l'ambiente boschivo è talmente bello e fresco che è quasi piacevole portarsi a spasso la bici. Dopo lunghi tratti di portage ed un avventuroso attraversamento di un torrente su una instabile passerella crollata si sbuca sulla interpoderale proveniente da Mont Ros: mai ho agognato così tanto di percorrere una strada sterrata!!! La si imbocca in discesa raggiungendo in breve la bella frazione di Bellecombe mt 1013. Ritrovo la civiltà umana, dopo una full immersion con me stesso: non ne sono molto entusiasta, gli ominidi sbraitano e si agitano attorno a tavoli imbanditi, e così abbandono immantinente il sito. E qui comincia il bello: pochi metri di asfalto e appena lasciate le case della frazione, sulla destra alcuni sbiaditi  bolli gialli segnalano il sentiero 1 per Chatillon. Si tratta della vecchia mulattiera che raggiungeva Bellecombe prima della costruzione della strada: perfettamente agibile e ben mantenuta, riserva al biker un divertimento assoluto con facili tornantini e sezioni selciate. Un vero spasso ed un gioco da ragazzi guidarla, dopo la tanta fatica fatta oggi! Dopo aver intersecato più volte la strada asfaltata, il sentiero sbuca proprio a fianco della Dora, alle spalle della stazione ferroviaria di Chatillon dove abbiamo iniziato questo splendido e consigliabilissimo giro.

Se volete ripetere questo itinerario, sconsiglio di avventurarvi sul sentiero 3 e di seguire invece, una volta giunti all'alpeggio di Prà Garin, le tracce che portano a Mont Ros: arriverete più freschi e riposati per gustarvi appieno la splendida mulattiera finale ....

Ah, dimenticavo, delle famose macine scolpite nella pietra manco una ne ho vista... e comunque di pietre oggi ne avevo abbastanza!

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Luglio 2012 21:11
 


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