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MTB: Cervinia,Laghi di Cime Bianche PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Lunedì 20 Agosto 2012 22:04

Lago Goillet

Località di partenza e arrivo:
Breuil Cervinia (AO) - mt 2006
Lunghezza:
km. 26 ca
Dislivello in salita:
mt. 1250 ca
Quota max:
mt. 2820 - Lago Sup. di Cime Bianche
Durata:
5h ca
Avvertenze:

Cartografia:
IGC- fgl 108: Cervino 1:25.000
Riferimenti Bibliografici:
Mountain Bike in Valle d'Aosta-Versante Sud- AA.VV

Scarica la traccia GPS

Una piacevole sorpresa: Cervinia, diciamolo francamente, non mi è mai piaciuta dal punto di vista sciistico, però in estate ci sono stato ben poche volte e così oggi, per sfuggire alla calura insopportabile, eccomi qui ai piedi del Cervino. Sarà la giornata limpida, ia visione del Cervino sempre sgombro di nuvole, comunque mi è sembrata meno brutta del solito ...

La giornata si preannuncia subito torrida: appena qualche colpo di pedale e sono già in un bagno di sudore... La salita al Rifugio Lo Riondè (o Duca degli Abruzzi come si chiamava sino a pochi anni orsono) si svolge su una bella strada sterrata che sale defilata rispetto alle brutture edilizie che hanno fatto scempio della conca del Breuil: pendenze oneste, mai particolarmente impegnative.
Il Cervino è il vero leif motiv di questa salita,  è lì che incombe sopra la tua testa, in tutto il suo aspetto magnifico e al tempo stesso tenebroso: solitamente incappucciato già dalle prime ore del giorno, oggi si svela completamente in tutta la sua elegante sinuosità, impossibile restare indifferenti. Si arriva in pochi minuti alla bella chiesetta che ricorda i caduti del battaglione Monte Cervino q. 2144, splendido balcone panoramico sul Breuil: quindi la salita continua piuttosto morbida sino ad una fascia rocciosa da cui scende una spumeggiante cascata, qui le pendenze si fanno più impegnative ma la vista sulle Grandes Murailles è così bella da far dimenticare anche le fatiche. Superata l'alpe Eura mt 2544 si dà l'assalto agli ultimi 300 metri di salita, la sagoma del rifugio si staglia in alto e sprona ad un ultimo sforzo per raggiungerlo. Il rifugio, situato a 2805 mt di quota, è rimasto abbandonato per diversi anni, ma ora una nuova gestione lo ha riportato a nuova vita (leggi qui la notizia) e si presenta come una struttura confortevole e dotata dei più moderni comfort.

Alle spalle del rifugio un piccolo laghetto di fusione ove si specchia la sagoma del Cervino, che da quassù si lascia ammirare ancora meglio: ben visibile la sagoma del rifugio Carrel, ai piedi della Cresta del Leone. Incontro numerosi alpinisti che daranno l'assalto domani alla montagna, li saluto con un pizzico di invidia ed eccomi pronto ad affrontare la traversata verso Plan Maison lungo il sentiero 35: è un single trail molto bello, che corre a mezzacosta in un suggestivo ambiente morenico, non sempre pedalabile (alcuni minuti di portage) ed oggi particolarmente frequentato da una numerosa comitiva di turisti di mezza età non propriamente avvezzi a camminare in montagna. Li lascio sfilare in tutta tranquillità, d'altro canto il panorama è talmente bello che proprio non ci si annoia.... Dopo un ripido tratto di discesa sulla morena di un antico ghiacciaio, che richiede molta attenzione per il terreno infido, si giunge infine nell'area sciistica di Plan Maison: sin troppo facile imboccare una delle tante piste di servizio degli impianti per giungere alla stazione omonima.

Ora comincia la seconda parte della giornata: l'ambizioso programma di raggiungere il Passo del Plateau Rosa e da lì sconfinare in Valtournenche per il Colle delle Cime Bianche purtroppo non è alla mia portata, oggi il gran caldo e le non buone condizioni fisiche mi trovano spossato e privo di energie: però lo stesso voglio provare a raggiungere almeno i laghi di Cime Bianche per poi scendere a Cervinia lungo la pista del Ventina, sarebbe davvero emozionante, dopo averci sciato sopra per centinaia di volte....
Così eccomi ripartire lungo la sterrata di servizio lungo la linea della seggiovia Plan Maison che risale verso il Colle del Teodulo: una breve deviazione mi porta a visitare il laghetto di Tramail, brulicante di turisti, poi faticosamente viste le pendenze mostruose mi porto alla partenza della seggiovia del Fornet. Stringo i denti, ma alcune rampe sono davvero impossibili da pedalare in bici!! Da qui una pista di servizio porta direttamente alla stazione di Cime Bianche e agli omonimi laghi, particolarmente suggestivi: si attraversa un ambiente morenico molto particolare, dall'aspetto quasi lunare, di un bagliore accecante: il lago di Cime Bianche sembra quasi un miraggio, incastonato fra le morene ai piedi del ghiacciaio del Ventina.  Peccato per la presenza di ruderi di vecchie funivie e stazioni, costerebbe davvero poco demolirli restituendo così un aspetto più naturale a questi luoghi. Un avventuroso guado del suo emissario mi porta alla stazione di Cime Bianche mt 2820, l'ultima per raggiungere in funivia il Plateau Rosa.
E da qui inizia il divertimento lungo la pista del Ventina: baldanzoso imbocco il tracciato del bike park, ma mi rendo subito conto che affrontarlo con una front da 100 mm di escursione non è che sia proprio il massimo della libidine, per cui saggiamente ripiego sulla comoda pista sterrata in cui bisogna soltanto lasciarsi andare con un occhio di riguardo a non lasciarsi prendere troppo la mano, si raggiungono velocità belle sostenute: e poi quando ci si trova dinnanzi allo spettacolo del lago Goillet con le sue acque color smeraldo impossibile non fermarsi a lungo per una sosta contemplativa, è un quadro montano di grande fascino con il Cervino, sempre lui, a farla da padrone....
L'ultima parte della discesa è un poco più movimentata e divertente, la strada disegna qualche tornante prima di calare a valle proprio di fronte alle funivie del Cervino: i dischi incandescenti testimoniano quanto sia veloce questa picchiata! Divertente, ma con gli sci è tutta un'altra cosa!!!!

 

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Agosto 2012 17:18
 


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