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MTB:Gran Tour della Valle Intrasca PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 26 Maggio 2013 18:55

Valle Intrasca

Località di partenza e arrivo:
Cambiasca- mt 300
Lunghezza:
km. 43 ca
Dislivello in salita:
mt. 1360 ca
Quota max:
mt. 1278
Durata:
6h
Cartografia:
Parco Nazionale Valgrande - Zanetti Ed. - 1:30.000
Riferimenti Bibliografici:
In mountain bike nel Verbano - A.Liguori-Alberti Ed. Intra
Scarica la traccia GPS

Dura la vita del biker in questa stagione che ben poco ha di primaverile.... La lunga risalita su asfalto della valle Intrasca è il biglietto da pagare per accedere ad un piccolo paradiso terrestre, la valle di Calpera ed il suo magico trail nella faggeta. E  quando si sbuca dal sentiero che corre alle falde del Morissolo  e si abbraccia con un solo sguardo tutto il magico blu del lago, allora capirete che tutta quella fatica è valsa davvero la pena. Ma il tour è ancora lungo e riserva altre sorprese... 

L'idea di un itinerario che toccasse i luoghi più salienti della valle Intrasca e della fascia premontana alle spalle di Verbania nasce a tavolino qualche mese fa: è una zona che a dire il vero non avevo mai molto frequentato, ma dopo aver affrontato il giro della Val Luisina e di Pollino (leggi qui...) la bellezza dei luoghi mi ha ingolosito ed invogliato a scoprire nuovi percorsi. A tutto ciò si aggiunga la nuova guida "In mountain bike nel Verbano" di A.Liguori, appassionato biker verbanese, che ho recentemente acquistato e in cui la zona è trattata con dovizia di particolari, veramente ben fatta... 
E a dire il vero un primo tentativo di percorrere questo tour lo feci per l'appunto agli inizi di aprile, stroncato poi da un errore di percorso, da una condizione fisica non eccellente e per ultimo dalla neve che ancora copiosa ostruiva la parte alta, a dispetto della stagione. Siccome non mi piace lasciare le cose a metà oggi ci ho riprovato, confortato dalle previsioni meteo finalmente buone che prevedevano venti di foehn e temperature accettabili: in questa prospettiva lo spettacolare panorama sul lago dal Monte Morissolo sarebbe stato imperdibile, e così in effetti è stato ....
Fatte queste premesse, eccomi dunque pronto a partire dalla bella piazzetta di Cambiasca, in modalità cross country: forcella bloccata e gomme ben gonfie per affrontare, dopo un breve preludio sterrato sino a Ramello, la lunga e dura risalita su asfalto della Valle Intrasca sino a Segletta. Salita che certamente non ha bisogno di presentazioni (leggi qui la relazione dettagliata) e che conosco palmo a palmo: quante volte l'ho percorsa in passato, era uno dei mei lunghi preferiti, 130 km partendo da casa, ottimo allenamento per le gran fondo!
Con grande tranquillità (leggasi lentezza...) raggiungo così Aurano con le sue austere case abbarbicate sul fianco della montagna rivolte a prendere il sole,  ed affronto il duro tratto successivo che  porta a Segletta, amena località in splendida posizione panoramica che dà anche il nome alla salita. Proprio dopo aver superato le ultime baite, prima di un tornante sulla destra abbandono l'odiato asfalto che procede verso Piancavallo e imbocco una bella stradella sterrata, l'anticamera della felicità. Si entra nella valle di Calpera: la sterrata finisce nei pressi di uno spiazzo e di una presa di captazione dell'acquedotto, e lascia il posto ad un trail bellissimo che si inoltra nella faggeta, toccando alcuni nuclei di baite ancora ben tenute e ristrutturate. Con splendido e sinuoso percorso si plana verso un torrente, che si attraversa su un bel ponticello in legno: è un luogo di rara bellezza che invita ad una sosta contemplativa, ascoltando il fresco rumore dell'acqua. Si prosegue, ora qualche ripido tratto in salita impone di scendere dalla bici e spingere per pochi metri, ma è un sacrificio ben accettabile, i sensi sono ancora inebriati dalla bellezza dell'ambiente circostante. Un ripido tratto scalinato ci porta a Corte dei Ratti, dove le numerose baite in rovina mi fanno pensare ad un passato ben più glorioso, anche se fatto di fatica e duro lavoro. Una sola ed eroica baita, in fase di ristrutturazione, spicca tra la desolazione di un mondo in rovina: il proprietario sta lavorandoci e scambio qualche parola chiedendo consiglio sulla strada da seguire per Calpera, scoprendo così che in realtà con questo generico appellativo si indicano tutti i numerosi nuclei di baite sparsi qui attorno.  Con un breve tratto ben pedalabile  di stradella inerbita raggiungo l'Alpe Pianale di Sopra, fuori dal bosco e in splendida posizione dominante sulla valle Intrasca e sulla Zeda, ancora innevata: qui giunge una gippabile che va seguita in salita e che con duri strappi porta ad incrociare il nastro di asfalto della strada che collega Piancavallo a Il Colle. La mia precedente esplorazione di qualche mese fa finì proprio qui, quando la strada era ricoperta da almeno venti cm di neve...
Ora invece proseguo in discesa sulla sinistra, raggiungendo ben presto Il Colle, importante crocevia di itinerari ai piedi dello Spalavera, raggiunto lo scorso autunno (leggi qui...). Già pregusto quello che mi attende mentre percorro lo splendido trail nella faggeta che con qualche breve tratto a spinta  porta verso il Monte Morissolo:e difatti l'emozione di sbucare dal bosco e ritrovarsi l'intero lago Maggiore ai propri piedi è indicibile, soprattutto in giornate ventose come quella di oggi che fanno risaltare ancora di più il blu cobalto delle acque.. Una breve sosta, con profusione di foto,  è doverosa, magari con un po' più di tempo a disposizione si possono visitare le fortificazioni militari: ma oggi mi attende ancora un lungo ed in parte ignoto percorso, per cui senza indugi imbocco l'ampia e pianeggiante strada sterrata che porta al Centro Auxologico di Piancavallo, a picco sul lago.
Dall'ospedale seguo in discesa la strada asfaltata per circa un chilometro sino a giungere, in corrispondenza con l'incrocio della strada che sale da Aurano,  ad un ampio spiazzo panoramico a picco sul lago (in questo periodo c'è un cantiere di risistemazione dell'area) : appena al di sotto,  si nota una sterrata chiusa da una sbarra, che va seguita e che con una lunga e facile discesa a tornanti porta in direzione dell'alpe Casola, che non si raggiunge in quanto poco prima si nota in prossimità di un tornante un bivio recante le indicazioni per Manegra. E' quello da seguire: la strada è inizialmente ben larga, poi si restringe e con percorso accidentato per il fondo ricoperto di pietre instabili che mettono a dura prova bracce e sospensioni si giunge appunto a Manegra, dove ritroviamo l'asfalto.
Un breve tratto di discesa  porta a Luera, dove in parte ci si raccorda all'itinerario di qualche settimana fa della Val Luisina (leggi qui): un ripido sterrato  porta alla radura con il bivio per Pollino, che va ignorato per proseguire  diritto seguendo le indicazioni per Esio. Comincia una ripida (e a dire il vero inaspettata..) salita nel bosco sino alla località Balancun, dove un bivio  invita a percorrere uno stretto sentierino a mezza costa, tutto da guidare in quanto disseminato di radici. Si plana sull'asfalto a poche centinaia di metri da Pian di Sole, località di villeggiatura sopra Premeno.
Non vedo nessuna indicazione per Esio, però a naso proseguo verso gli impianti sciistici: arrivato al piazzale ove è posta la biglietteria attraverso la pista di discesa su una traccia inerbita  e ben presto si entra nel bosco su una bella sterrata in discesa. Sono abbondantemente fuori traccia, evidentemente ho perso qualche bivio, ma confido di ritrovare prima o poi il sentiero per Esio: e difatti, dopo un po' di avventurose peripezie nel bosco (la traccia GPS allegata è già ripulita da queste "divagazioni"), riesco finalmente a sbucare sullo sterrato della Val Luisina, nei pressi delle baite di Pianelli. Senza più esitazioni si è in breve ad Esio, splendido balcone sulla Valle Intrasca: ancora con un tratto di risalita su asfalto si giunge in località Pian di Nava, dove nei pressi del tornante si prende la sterrata (chiusa da una sbarra) che ci permette di compiere il cosiddetto "giro del Monte Cimolo" che termina a Roncaccio, alle porte di Bee. Confido di non dover più faticare in salita, e seguendo la vecchia strada (sterrata) raggiungo a valle il  tornante di Bureglio, dove nei pressi di un'area attrezzata comincia una strada sterrata che va lasciata subito dopo pochi metri seguendo a sinistra il "sentiero delle Coppelle": il divertente sentiero, tutto da guidare, cala progressivamente a valle giungendo nei pressi di Vignone: con un ultimo trail nel bosco di castagni, del tutto inaspettato per bellezza e guidabilità,  si sbuca in un'ampia radura nei pressi di Ramello, dove si attraversa il torrente San Giovanni e si rientra a Cambiasca sulla sterrata percorsa all'andata che corre al di sotto della provinciale .

Sei ore in sella si sentono eccome: eppure sono molto contento per questo itinerario molto faticoso,  ma la varietà e bellezza dei luoghi attraversati lo rende sicuramente uno dei più remunerativi di questo splendido territorio. Ed ora speriamo che il tempo ci assista per cominciare a salire di quota ed affrontare qualche percorso più alpino.....

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Maggio 2013 16:48
 


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