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MTB:Cannero-Colle-Oggiogno PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 06 Giugno 2013 23:00

Cannero-Oggiogno

Località di partenza e arrivo:
Cannero Riviera mt 208
Lunghezza:
km. 22 ca
Dislivello in salita:
mt. 1200 ca
Quota max:
mt. 1300
Durata:
4h 30min ca
Cartografia:
Parco Nazionale Val Grande-Ed. Zanetti 1:30.000
Riferimenti Bibliografici:

Scarica la traccia GPS

Alto Verbano: un paradiso per la mountain bike, che sto scoprendo solo ora, colpevolmente. Ben note le varianti XC che si snodano attorno all'asse Piancavallo-Colle-Passo Folungo: c'è solo l'imbarazzo della scelta. Decisamente meno frequentate invece le varianti freeride che scendono verso il lago: oggi è la volta della splendida mulattiera che da Colle porta ad Oggiogno e poi a Cannero ...

Qualche settimana fu, durante il gran Tour della Valle Intrasca (leggi qui..), mi incuriosì molto una deviazione sul sentiero che da Colle porta al Morissolo: si tratta del sentiero N. 6 che scende ad Oggiogno, e l'inizio pareva molto invitante. Così oggi eccomi pronto a questa nuova avventura, in attesa di poter finalmente salire in quota ed affrontare itinerari più  alpini. La giornata si è dimostrata molto calda, con velature sui monti: dimostrazione che questi itinerari rendono molto di più in autunno e - perché no - anche in inverno viste le quote modeste toccate. Nulla però toglie al loro fascino, soltanto si soffre un po' di più..

Cannero è il nostro punto di partenza: piccola enclave tedesca in terra italica, almeno a giudicare dalle targhe automobilistiche che si incrociano. La nostra discesa inizia a Colle, mille metri più in alto, e non è affatto una passeggiata arrivarci, sia che si decida di salire lungo la strada asfaltata che tocca Viggiona e poi Trarego sia che si decida di percorrere la vecchia mulattiera. Se si opta per l'asfalto bisogna fare i conti con pendenze già subito impegnative che vengono poi ricompensate con il bellissimo panorama lungo le pendici del Monte Piambello (leggi qui..): se invece ci si sente particolarmente votati alla sofferenza, come nel mio caso, consiglio di seguire la vecchia mulattiera, che si prende dopo aver percorso circa un chilometro e mezzo della  strada panoramica per Viggione, all'altezza di un  tornante (si seguono i chiari segnavia escursionistici). Il percorso è inizialmente  asfaltato, ma lascia ben presto il passo ad un fondo lastricato ancora in buone condizioni: che belle queste opere del passato!! Le pendenze diventano ben presto inadeguate al mio elettrocardiogramma, per cui spesso scendo dalla bici e proseguo a piedi, con minore fatica e probabilmente anche più velocemente di quanto riuscirei se mi ostinassi a pedalare: la strada del resto  è molto ombreggiata e quindi anche piacevole in giornate particolarmente calde come quella di oggi. Salendo noto con piacere come i tratti pedalabili si fanno più frequenti, si passa il bell'oratorio di Vergella ed infine con percorso più filante si è alle porte di Trarego. Dobbiamo attraversare le strette viuzze per affrontare il secondo ripido tratto di salita che ci porta a Piazza: la vecchia mulattiera, simile a quella percorsa sin qui, è stata da qualche anno "cementata". Auspicando che gli autori di questo orrore vengano giudicati colpevoli per il reato di vilipendio al buon senso, non si può fare a meno di notare quanto stupido sia l'essere umano a deturpare un quadro naturale così bello (vedi foto..): con disappunto e con tanta fatica si arriva a Piazza, sbucando sulla strada panoramica che porta a Colle. Sarebbe troppo facile seguirla ed in breve arrivare al punto di partenza della nostra discesa, ma visto che sono in anticipo sulla mia tabella di marcia decido di fare una piccola digressione proseguendo verso la bella chiesetta di Sant'Eurosia, splendidamente adagiata in una radura tra i faggi. Qui giunti, e dopo essersi rinfrescati alla bellissima fonte scolpita in sasso,  si segue in salita la pista forestale di sinistra, non segnalata (proseguendo diritto si scende in Cannobbina a Socraggio): in realtà si tratta di una strada di servizio per i lavori forestali, che aggira le pendici settentrionali di Cima l'Alpe prima e dello Spalavera poi per congiungersi infine con la Strada Cadorna nei pressi della località Ospedaletto. Detto così sembra facile, in realtà il percorso è piuttosto lungo e tortuoso, e non mancano ripidi strappi dal fondo dissestato, ma l'ambiente è molto suggestivo ed è una deviazione consigliabile.

Dalla località Ospedaletto si plana in dolce discesa verso Il Colle, che non ha certo bisogno di presentazioni: qui comincia la nostra discesa lungo il sentiero N.6. La prima parte è bellissima, stretti tornantini dal fondo ricoperto da un letto di foglie: un vero spasso. Si plana nei pressi delle baite di Monti Faiet, desolatamente abbandonate, e poi giù giù verso valle con un percorso lunghissimo, mai banale ma nemmeno particolarmente difficile (vi è un solo punto esposto che attraversa il torrente su di un placca rocciosa che può risultare scivolosa, in loco c'è una provvidenziale fune cui appigliarsi per sicurezza). La bellissima discesa ci porta ad Oggiogno, borgo d'altri tempi in cui è doverosa una visita al vecchio torchio sapientemente restaurato: poi, districandosi tra le caratteristiche viuzze, si imbocca la divertente mulattiera lastricata per Cannero, che mette a dura prova le nostre sospensioni.
Anche oggi una splendida gita ed una discesa bellissima: i luoghi attraversati meritano la visita ed una valorizzazione, anche dal punto di vista del turismo in mountain bike, che li porterebbe certamente a non sfigurare con altre realtà simili, come ad es. l'alto lago di Garda...

 

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Giugno 2013 21:51
 


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