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MTB: Devero, il grande Est PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Mercoledì 16 Luglio 2014 19:10

Alpe Devero

Un percorso emozionante e bellissimo, che vi porterà ad assaporare i grandi spazi di Devero: sicuramente il più bel giro escursionistico delle montagne ossolane. Assolutamente da non perdere, anche in MTB...

Località di partenza e arrivo:
Goglio - mt 1071
Lunghezza:
km. 27 ca
Dislivello in salita:
mt. 1300 ca
Quota max:
mt. 2215
Durata:
6h ca
Cartografia:
CNS fgl 1290-Helsenhorn 1:25.000
Riferimenti Bibliografici:

gpsScarica la traccia GPS

Spettacolare giornata di sole, finalmente! Cosa c'è di meglio che tornare a pedalare nel più bel posto del mondo, l'alpe Devero? Eh già, sono di parte, e chi segue assiduamente queste pagine sa anche il perchè: il primo amore non si scorda mai, e il Devero è un pò come la prima fidanzatina...
Il tour di oggi è sin troppo conosciuto per essere descritto nei dettagli: il giro del Grande Est è infatti uno dei più classici ed entusiasmanti percorsi escursionistici delle montagne ossolane. Si svolge su strade bianche e sentieri ben battuti e facili, anche se la sua percorribilità in MTB richiede buone doti fisiche e tecniche: non mancano infatti i tratti a spinta e qualche passaggio tecnico che richiede attenzione e perizia, insomma non è un giro per neofiti...
La novità di oggi sta nel fatto di fissare la partenza da Goglio, per un motivo molto semplice, ovvero la curiosità di fare in bici la vecchia mulattiera che sale a Devero (in discesa, ovviamente!!). Il prezzo da pagare per questa scelta è il lungo tratto di asfalto che separa Goglio da Devero, con la malefica galleria male illuminata (meglio procurarsi una pila e dei segnalatori posteriori per essere ben visibili alle auto che si incrociano)
Le incessanti piogge di questo strano luglio fanno sì che Devero si presenti nella sua veste estiva migliore, i prati sono di un colore verde che più verde non si può: sempre emozionante sbucare sulla piana sotto la mole del Cervandone e della Rossa, l'ultima volta è stata lo scorso inverno con le baite semisepolte dalla neve! Senza problemi si imbocca la trattorabile che sale a Crampiolo e poi prosegue verso la diga di Codelago (primo tratto a spinta..). Costeggiato il grande bacino artificiale, quest'anno colmo di acque,  si sale la valletta del Canaleccio (secondo tratto a spinta).
Qui giunti non mancate di soffermarvi  un attimo al "paradise viewpoint" che abbraccia in un sol colpo tutto il lago e  le montagne di Devero: è il più bel panorama dell'Ossola!!! Proseguite lungo la placida valle delle Marmotte prima dell'ultimo tratto a spinta verso l'alpe Forno: le feroci rampe della trattorabile respingono anche i più ardimentosi, ma in fin dei conti  procedere con la bici al fianco vi consentirà di godere ancora maggiormente il panorama che ora si apre su un altro lago, quello di Pianboglio, e sulla montagna regina di Devero, l'Arbola...
All'alpe Forno -non ancora caricata - resiste ostinato un grosso nevaio facilmente aggirabile: ora il percorso è pianeggiante e costeggia l'altopiano della Satta con i suoi innumerevoli laghetti: la novità di quest'anno è la costruzione di una trattorabile che collegherà i Forni con la Satta. L'esile sentierino non esiste più, le ruspe sono arrivate sin quassù.  Mah, senza parole!!!!
Nei pressi dell'alpe Satta il sentiero  scende lungo il greto del torrente, è il tratto più tecnico del tracciato. Si affrontano alcuni guadi che a seconda del regime delle acque possono risultare anche difficoltosi con la bici: attrenzione soprattutto alle rocce scivolose!! Fuori dalla gorgia inizia il divertimento: l'esile sentierino procede a mezzacosta tra radi larici e rigogliosi rododendri che in questi giorni sono nel pieno della loro fioritura. L'esposizione è in alcuni tratti notevole e richiede cautela e perizia di guida. Nei pressi dell'alpe della Valle si può decidere se ritornare a Devero per il sentiero che riporta in riva al lago oppure continuare il Grande Est passando il ponticello in legno e risalendo a spinta l'erta valletta che conduce verso Corte Corbernas, con la sua piccola ed isolata baitella immersa nel verde. Le valanghe scese quest'inverno hanno fatto strage di larici, disseminati lungo la piana, rendendo spettrale il paesaggio. Un ultimo sforzo e si supera la valletta che si affaccia sul lago di Sangiatto e l'omonima alpe, in pieno fermento: cercate di dribblare opportunamente le tante cacche disseminate ovunque, altrimenti al vostro arrivo nella civiltà difficilmente qualcuno vi si avvicinerà per chiedervi dove siete stati.....
Dall'alpe Sangiatto si imbocca la pista trattorabile che porta direttamente a Corte Ardui: da qui a Devero guiderete un trail spettacolare e tecnico, purtroppo finisce troppo presto! Ed infine,ciliegina sulla torta, la vecchia  mulattiera di Goglio, velocissima, in alcuni tratti ripida ma facile...
Gran giro!

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Agosto 2014 12:46
 


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