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Col Chavannes: un balcone sul Monte Bianco... PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 02 Luglio 2010 09:44

Località di partenza:
La Thuile (AO) mt 1450
Località di arrivo:
Col Chavannes mt 2603
Lunghezza:
km. 15,3
Dislivello in salita:
mt. 1041
Pendenza media:
7,5%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
n.d.
Stato del manto stradale:
Asfalto sino al km. 6,9 in localita Orgère: quindi buona sterrata (gippabile) sino al colle. Nessun passaggio tecnico
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Dal Colle è possibile scendere lungo il Vallone della Seigne (single trek molto tecnico) e raggiungere il pianoro del Lac Combal, dove si può agevoalmente ridiscendere la Val Veny e giungere a Courmayeur: sul sito di Beppe Busso potrete trovare ottime informazioni su questa variante
Eventuali suggerimenti per la visita:


La salita nel dettaglio


Un cacciatore di colli le va a cercare le salite, studia attentamente le cartine geografiche, confronta le informazioni: se si tratta di un over 2000 poi le tentazioni sono troppo forti e così eccomi qui a rispolverare la mia cara vecchia MTB, troppo spesso trascurata durante l'anno: nel caso del Col Chavannes si è rivelato fondamentale il contributo di Beppe Busso, appassionato biker valdostano e profondo conoscitore di queste valli: sul suo sito troverete ampie informazioni per affrontare questo ed altri splendidi itinerari in MTB nella Vallée. Per uno stradista convinto l'idea di salire a 2600 metri con la bici da montagna può far storcere il naso: ma non è il caso di questa salita, che può essere tranquillamente affrontata anche senza disporre di quelle doti tecniche che a volte la MTB richiede per superare certe difficoltà.. Si pedala agevolmente su un'ampia gippabile dal fondo buono, certamente non peggiore di quello riscontrato lungo la cresta dell'Assietta, che qualche temerario affronta con la specialissima....
Ma al di là di queste considerazioni, la salita al Col Chavannes merita di essere affrontata per il panorama che riserva: una gita nemmeno troppo impegnativa che vi ricompenserà con uno dei più superbi scenari alpini, al cospetto di Sua Maestà il Monte Bianco......

L'itinerario si snoda nel Vallone di Chavannes, solcato dal torrente omonimo, a poca distanza dal confine italo francese: si parte da La Thuile (innumerevoli possibilità di parcheggio), nota e rinomata stazione sciistica invernale che si trasforma in un tranquillo paesone di montagna nelle giornate estive. Si segue la SS del Colle del Petit St. Bernard per circa 3 km: poco prima della frazione di Pont Serrand si prende a destra seguendo le indicazioni per Orgères-Chavannes  iniziando   un ripido tratto asfaltato  molto impegnativo che si conclude nei pressi delle poche baite di Orgères al km 6,9 (mt. 1902).
Da questo punto inizia l'ampio sterrato che risale il vallone di Chavannes, solcato dal torrente omonimo: si tratta di una strada di evidente origine militare (il confine italo francese è vicino e durante la seconda guerra mondiale furono costruite molte fortificazioni, i cui resti sono tuttora visibili nei pressi del colle), che ora viene utilizzata dai mandriani degli alpeggi e dagli escursionisti impegnati a percorrere l'Alta Via N. 2. Nessun problema a percorrere questa specie di "autostrada" con la MTB, anche le pendenze non sono mai proibitive: unica insidia può essere il sole, che accompagna implacabile il nostro cammino, totalmente esposto. Si sale dunque  con lunghi rettilinei (pochissimi i tornanti, solo due!) toccando prima gli alpeggi di Chavannes di Sotto (mt. 2163), di Mezzo (mt. 2183, si devia a destra appena prima, basta seguire i chiarissimi cartelli gialli dell'Alta Via N.2) e di Sopra (mt. 2424).
La sagoma del colle è sempre ben visibile lungo tutto il percorso, se avrete la stessa mia fortuna di incappare in una splendida giornata di sole godrete di panorami stupendi in un ambiente severo di alta montagna: il senso di solitudine e di distacco dalla civiltà è totale, rari sono i turisti che si avventurano da queste parti.
L'ultimo tratto che precede il colle è il più divertente, le pendenze sono irrisorie e alcuni smottamenti e piccole frane costringono a qualche piccolo equilibrismo per schivare i massi caduti sulla strada.
L'arrivo sul colle è esaltante, appena superato l'ultimo dosso si apre  nella sua maestosità l'intera catena del monte Bianco con i suoi "satelliti": sotto di noi il vallone alluvionale del Combal che sfocia nell'omonimo lago. Straordinario,   si resta letteralmente senza fiato e si vorrebbe rimanere per ore intere a godere di questo spettacolo!
Lungo tutto il tragitto si è accompagnati dal fischio delle marmotte, che vivono in colonie numerosissime lungo questi valloni assolati: non è raro - come nel mio caso - imbattersi anche in un branco di camosci tranquillamente intenti al pascolo nei pressi del colle.
La discesa è divertentissima, ma non bisogna lasciarsi prendere troppo la mano poichè si raggiungono velocità elevate...

Da segnalare la possibilità di scendere verso il Combal e la Val Veny, lungo un sentiero piuttosto tecnico nel primo tratto: sul già citato sito di Beppe Busso troverete tutte le informazioni del caso, nonchè altre splendide foto...

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Luglio 2010 10:19
 


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