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All'assalto dello Chaberton PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 28 Agosto 2008 01:00

Località di partenza:
Fenils(TO) mt 1276
Lunghezza:
km. 14
Dislivello in salita:
mt. 1854
Quota max:
3130mt (spianata del Forte Chaberton)
Durata:
8 h ca
Avvertenze:
Lunghi tratti non ciclabili tra la Roccia Tagliata e il Colle dello Chaberton.. (vedi articolo)
Cartografia:
Carta Sentieri Alta Valle Susa 1:25000 Fraternali Editore
RIferimenti Bibliografici:
MTB Piemonte-Massimo Peverada
Scarica la traccia GPS

Lo Chaberton... Uno dei sogni più ambiti dai bikers, una salita mitica, impressionante. A guardarlo dal basso incute rispetto e timore: mai e poi mai verrebbe da pensare che esiste una strada pedalabile che si inerpica sin lassù, a 3130 metri...

 

 

Una pazzia? Forse sì, considerato il mio scarso stato di forma atletica: ma a volte certe salite chiamano ed è difficile resistere alle tentazioni, soprattutto dopo le ultime notizie che davano per certo la buona pedalabilità, dopo i recenti lavori di sistemazione della strada. Già, la strada... Costruita dagli alpini negli anni trenta rappresenta di per se stesso un motivo di visita, un vero capolavoro del genio militare:da Fenils q. 1276, sul fondovalle della Dora pochi chilometri prima di Cesana, si inerpica per 14 km sui fianchi della montagna per raggiungere dapprima il Colle e poi il Forte Chaberton a 3130 metri. Purtroppo la conformazione stessa della montagna, soggetta a innumerevoli frane, ha reso improponibile la manutenzione della rotabile, che sino agli anni 70 era comunque tranquillamente percorribile anche in auto! Negli anni successivi il degrado, tanto che sino a circa tre anni fa era improponibile pedalare la maggior parte della salita: poi qualcosa si è miracolosamente mosso, forse grazie anche ai fondi delle Olimpiadi di Torino 2006. Si è capito che queste opere possono rappresentare un motivo di attrazione turistica, e così pian piano sono stati fatti dei lavori di sistemazione..
Così una fresca giornata di fine agosto eccomi qui a faticare verso lo Chaberton: visto da Fenils sembra un'impresa impossibile, invece pian piano, con le dovute pause, si prende quota. Dopo Pra Claud q. 1589 (imperativo fare rifornimento d'acqua!) la strada è chiusa al traffico e si pedala nel silenzio più assoluto, in un ambiente via via sempre più aspro e assolato: si riesce a pedalare sino alla Roccia Tagliata q.2417, un suggestivo passaggio scavato con la dinamite sul fianco della montagna. Poi inesorabilmente si deve procedere a piedi, la carreggiata è invasa da sassi e detriti che rendono la pedalata impossibile. Dopo una breve pausa al Pian dei Morti(il toponimo ricorda una tragedia che vide coinvolti dei militari francesi) ,con non poca fatica si guadagna il Colle dello Chaberton q.2674: è un punto assai suggestivo, volgendo lo sguardo all'indietro si ammira tutto il percorso fatto e ci si rende conto di quanto ardita sia la strada... Dal Colle la situazione migliora decisamente: si ritorna in sella per affrontare l'ultimo tratto che porta alla spianata del forte, ma io sono troppo stanco e la ridicola velocità con cui procedo mi induce a rinunciare e a salire a piedi. Due biker forti e vigorosi mi sorpassano in sella come due motorini, beati loro! Ma non importa, pian piano eccomi in cima: la imponente spianata di vetta con le caratteristiche torri è davanti a me, scendo dalla bici e mi godo il meritato riposo ed il panorama ineguagliabile a 360°...

In discesa si pedala bene sino al Colle (con la dovuta attenzione nei tratti esposti): qui - anzichè percorrere la via dell'andata - decido di scendere sul versante francese per compiere un interessante anello. Il primo tratto richiede la dovuta attenzione e le mie scarse doti discesistiche mi inducono a scendere spesso di sella: in alcuni punti il sentiero è franato e bisogna prestare la dovuta attenzione. Nei pressi del Rifugio delle Sept Fontaines q.2253 il sentiero diventa ampio e ben pedalabile: seguendo l'ampia strada sterrata di servizio agli impianti in un lampo si raggiunge il divertificio di Montgenevre, uno dei classici esempi di centro ski-total francesi con orrende costruzioni in cemento armato. Una veloce planata su asfalto ed eccomi di ritorno a Cesana, dopo un tour che definire epico è dir poco.....

In conclusione, mi permetto di darvi due consigli: il primo è quello di curare attentamente il meteo (rischiate di perdervi i magnifici panorami...), il secondo è quello di fare adeguata scorta di acqua (ultimo rifornimento possibile a Pra Claud). Sulla strada, beh, ora è in buone condizioni, però considerando la tipologia e la quota potrebbe rapidamente peggiorare.. regolatevi di conseguenza e se vi dovesse capitare di portare la bici al fianco gustatevi i panorami!!!

NB-Se volete conoscere la storia dello Chaberton eccovi un link molto interessante:
http://www.fortechaberton.com

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 17:13
 


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