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Passo di Nefelgiù- dal vallone Vannino - Formazza PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Giovedì 06 Marzo 2008 20:00
Località partenza:   Ponte Formazza, stazione a monte seggiovia Sagersboden
Quota di partenza (m.):  1772
Quota vetta (m.): 2583
Dislivello complessivo (m.):  811
Sviluppo: 12 km a/r 
Difficoltà:  BS
Cartografia:  CNS -fgl 265  1:50.000 NUFENEN
Rif.bibliografici: Bonavia-Previdoli - Scialpinismo in Valdossola  - ed Grossi-Domodossola
 

Splendide condizioni oggi, grazie al vento dei giorni scorsi e alle basse temperature ( -8 °C alla partenza). L'ideale sarebbe stato fare il giro completando la discesa sul versante di Morasco, ma purroppo non esistono servizi pubblici tra Riale e Ponte ed affidarsi all'autostop è un azzardo, visto che in settimana la Formazza è posto da lupi...
L'itinerario è molto semplice, e sfrutta nella parte iniziale la seggiovia del Sagersboden (altrimenti volendo fare gli integralisti o nel caso fosse chiusa si partirebbe da Ponte Formazza aggiungendo altri 500 metri di dislivello lungo la pista di discesa).

Dalla stazione a monte la gita segue la recente strada di servizio che si inoltra nel vallone del Vannino, un'opera dissennata che ha distrutto a colpi di ruspe uno dei valloni più belli ed incontaminati dell'Ossola: la neve fortunatamente in inverno copre questo scempio, anche se nella parte bassa comincia a scarseggiare! Dopo aver guadato un ruscelletto si entra nel lungo vallone del Vannino:  il lungo cammino praticamente in falsopiano sino alla diga e al Rifugio Margaroli è ampiamente ricompensato dall'ambiente  meraviglioso. Si procede a fianco di suggestive pareti calcaree, con la Punta d'Arbola sempre di fronte noi a farci da quida.
Una volta raggiunta l'Alpe Vannino (m. 2194) e il sovrastante rifugio CAI Margaroli, si volta decisamente in direzione nord imboccando i primi ripidi pendii che ci fanno entrare nel vallone di Nefelgiù, ripido ed incassato: è il punto chiave della salita, ed anche il più pericoloso poichè i ripidi pendii laterali scaricano abbondantemente. Oggi però le condizioni sono perfette: il vento ha ricoperto di un leggero strato di farina le tracce precedenti e già si pregusta quella che sarà la discesa. Il passo Nefelgiù è spazzato da forti raffiche di vento: è  uno dei luoghi più belli e solitari dell'Ossola, e se non fosse per il vento si starebbe qui ore intere ad ammirare le vette che lo contornano.
Inutile dire, con queste premesse, che la discesa è stata una delle migliori che io ricordi: neve fantastica per tutto lo sviluppo, anche in basso non ha mollato per nulla. Meglio che sciare in pista!

 

 












 
Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Novembre 2010 17:34
 


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