Home Alpinismo Strahlhorn - dalla Britannia Hutte
La lunga marcia verso lo Strahlhorn PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Domenica 18 Luglio 2010 22:30

Località partenza:  Saas Fee - Britannia Hutte
Quota di partenza (m.):  3030
Quota vetta (m.): 4190
Dislivello complessivo (m.):  1250
Sviluppo: 17 km a/r (dalla Britannia Hutte)
Difficoltà:  F/F+
Cartografia:  CNS -1:50000 - Mischabel

Lo Strahlhorn a piedi? Provate a chiederlo a qualunque alpinista furbo e la risposta sarà sempre la stessa : no grazie....

 

E' con questa rassicurante premessa che comincia questa avventura: lo so, è una sfacchinata da non ridere, ma i soci lo hanno appena fatto lo scorso aprile con gli sci e così  voglio rifarmi dell'occasione persa per salire su questo immenso panettone ghiacciato.
E' gita sociale del CAI Arona, quindi il gruppo è numeroso ed eterogeneo: si parte da casuccia con temperature tropicali, nonostante i temporali di sabato mattino, e dunque l'idea di passare due giorni al fresco non mi dispiace... Oddio, il fresco è relativo, visto che lo zero termico domenica è previsto a 4200 mt: però sempre meglio della caldazza immonda della nostra pianura padana.
Al sabato ce la prendiamo comoda, in fin dei conti dobbiamo soltanto salire in funivia al Felskinn e da lì con una breve camminata di circa 40 minuti guadagnare il rifugio Britannia Hutte (chissa poi perchè si chiamerà Britannia, me lo sono sempre chiesto... Bah!). Comunque il tempo non è dei migliori, come da previsioni svizzere, e schiviamo per un soffio un bel temporalone. Il rifugio è accogliente, anche se scarseggia l'acqua, e la cena, pur rispettando gli standard svizzeri, non è nemmeno male.

La sveglia ovviamente domenica suona mooolto presto e alle 4 siamo già in tenuta alpinistica pronti e scalpitanti: con le frontali accese affrontiamo gli sfasciumi che ci depositano sull'Hohlaub Gletscher. La mente corre allo scorso anno, quando facemmo tutta la cresta verso l'Allalinhorn: allora il ghiacciaio era in condizioni spettacolari, oggi invece è tutt'altra cosa, crepacci ovunque!  Tolti i ramponi affrontiamo poi una noiosa pietraia che ci porta al bacino glaciale dell'Allalin Gletscher, ben più imponente e spettacolare con i suoi tentacoli che precipitano verso la diga di Mattmark.
L'alba ci saluta con i suoi splendidi colori mentre siamo in marcia verso l'Adler Pass: è una giornata spettacolare, cielo terso e vento teso. L'ideale per un quattromila! E intanto io mi mangio le mani per aver dimenticato a casa la macchina fotografica! 
Procediamo molto lentamente purtroppo, ma quando si è in cordata con persone che non si conosce occorre giocoforza adeguarsi: perlomeno risparmio le forze pensando alla lunga discesa! Arriviamo così all'Adler Pass mt 3789  dopo aver aggirato un enorme crepaccio: da lì lo spettacolo è veramente da mozzare il fiato, specie in una giornata come questa! Tutte le cime del Rosa sono lì a rubare la scena, ma l'attore principale è lui. il Cervino, che si staglia come un diamante su di un cielo da cartolina. Il tragitto è ancora lungo, ma ormai la meta è lì davanti a noi e ci sprona ad andare avanti: niente più crepacci, si procede speditamente sino al pendio di vetta, dove comincia ad affiorare ghiaccio vivo. Pochi metri su facili roccette e siamo in vetta, finalmente! E' tardissimo, le prime cordate le abbiamo già incontrate in discesa all'Adler Pass, e  abbiamo appena il tempo di mangiare qualcosa prima di incamminarci sulla via del ritorno.

La discesa: sinceramente ne ero terrorizzato, invece mi sono divertito, grazie anche al caldo non eccessivo. Certo che quando si sbuca sull'Adler Pass e si butta lo sguardo lontano verso il rifugio lontanissimo viene da piangere.... Massima attenzione ovviamente nell'attraversamento di crepacci che si aprono ovunque: veri e propri ruscelli d'acqua scorrono sotto di noi, povero ghiacciaio! Arriviamo alla funivia del Felskinn alle 16, appena in tempo prima della chiusura. In tutto 12 ore di marcia, sono stanco ma non stravolto. E tutto sommato felice, ma con una giornata come questa non poteva essere altrimenti!

Infine, un doveroso plauso a tutti i 26 partecipanti del CAI Arona: tutti arrivati in vetta, qualcuno più provato di altri, ma la gita è davvero riuscita bene! Purtroppo per le foto dovrete aspettare che qualcuno me le passi, visto che io mi sono dimenticato la macchina fotografica a casa! Mannaggia!!!!!!!!!!!!!!

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Luglio 2010 08:12
 


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