Home Cicloturismo Le salite del Cusio-VCO-Valsesia Alpe Rossombolmo - da Ornavasso
Alpe Rossombolmo - da Ornavasso PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 23 Luglio 2010 10:21

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Località di partenza:
Ornavasso, bivio per santuario del Boden mt. 213
Località di arrivo:
Alpe Rossombolmo, mt. 1582
Lunghezza:
km. 13,160
Dislivello:
1368  mt
Pendenza media:
10,4 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
30 %
Stato del manto stradale:
Buono sino al km. 7,5: al limite della praticabilità il tratto finale, con buche che assomigliano più a voragini, pericolosissime in discesa dove occorre prestare la massima attenzione. Viste le pendenze del tratto conclusivo vi consiglio caldamente una sana e robusta MTB per questa salita....
Attenzione anche al traffico: nei giorni feriali è inesistente ma  durante il week end  può essere fastidioso e pericoloso, vista la ristrettezza della carreggiata.
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Prima di affrontare la deviazione per Cortevecchio conviene salire sulla strada principale sino al santuario del Boden, distante poche centinaia di metri.
Data della ricognizione:
20 ottobre 2002

La salita nel dettaglio

Nella mia ultima ricognizione, risalente a due anni fa, avevo catalogato questa salita col nome di Alpe Schirombei: allora ritenevo che l'asfalto finisse lì, ma in realtà ero stato tratto in inganno da un breve tratto sterrato che mi aveva fatto desistere dal proseguire: Dietro segnalazione di alcuni conoscenti - primo fra tutti l'amico centocollista ticinese Andrè Rudaz - ho invece saputo che l'asfalto prosegue ben oltre, sino a raggiungere l'isolato alpeggio di Rossombolmo, sopra Cortevecchio. Ho quindi deciso di effettuare una nuova ricognizione, dalla quale è venuto fuori un profilo altimetrico da capogiro. Dati alla mano, questa salita ha un coefficiente di difficoltà che la colloca a livello del monte Zoncolan, considerato all'unanimità la salita più dura in Italia!
Ben difficilmente però riuscirete a rimanere in sella con una specialissima nel "chilometro maledetto" (pendenza media del 19%) che precede le baite di Schirombei. Vi aspettano rampe con pendenze del 30%, dove francamente il concetto di ciclabilità diventa quasi ridicolo. Se qualcuno riesce nell'impresa è pregato di avvisarmi: avrà una bevuta gratis assicurata, assieme ai miei complimenti naturalmente!!


Si parte dal centro di Ornavasso, subito dopo il ponte sul torrente Riale San Carlo, dove si segue la strada che procede rettilinea e parallela al torrente stesso: si raggiunge la bellissima parrocchiale di San Nicolao con uno svettante campanile che domina la cittadina, e quindi il grandioso complesso seicentesco della Madonna della Guardia, rimasto però incompiuto ed attualmente oggetto di lavori di restauro: da qui in poi la strada, stretta e tortuosa, entra a tratti nel bosco, con pendenze già discrete, attorno al 9%. Duecento metri prima del santuario del Boden (km. 2,8 mt. 452)  si deve prendere a destra il bivio  recante le indicazioni per l'alpe Cortevecchio: un cartello ci avvisa che la strada non è collaudata e che sono in corso lavori di sistemazione.
Da questo punto la strada entra nel fitto bosco (in prevalenza castagno), garantendo completa protezione ed ombra al ciclista. In questa stagione (ottobre...) la sede stradale è letteralmente tappezzata di foglie, ricci e castagne: una poltiglia pericolosa in caso di pioggia o asfalto umido poichè riduce di molto l'aderenza. Saliamo dunque   timorosi, ci aspettiamo subito pendenze da capogiro ed invece troviamo un ottimo asfalto, appena rifatto, e pendenze tutto sommato abbordabili, attorno   al 9-10% ma con numerosi seppur brevi tratti in prossimità dei tornanti dove si può ampiamente respirare: l'ambiente è selvaggio e solitario, ben difficilmente si incontra anima viva da queste parti al di fuori delle giornate festive. Si oltrepassano alcuni gruppi di belle baite ristrutturate dai proprietari che mantengono viva la tradizione di salire "in alpe" nelle giornate festive e per le ferie:  rari i tratti ove la sede stradale si libera dal bosco. Uno di questi in prossimità dell'Alpe Bacco (km. 5,6 - mt. 735) da cui  si scorgono ottime vedute sulla sottostante piana del Toce, con il Montorfano e gli aspri Corni di Nibbio che fanno da sentinella all'area protetta del Parco Nazionale della Val Grande.
Un breve tratto quasi pianeggiante precede le baite di Bedomye ( km. 7 mt.880, fontana): altri 500 metri e le condizioni dell'asfalto peggiorano sensibilmente. La sede stradale diventa molto stretta, rendendo problematico l'incrocio con un altro veicolo: la carreggiata è deformata dall'azione del gelo invernale e costellata di buche, detriti e pietroni.
Ci avviciniamo al punto chiave della salita: tra il km. 8  ed il km. 9,5 dobbiamo superare un dislivello di 250 metri. Ma non è tutto: tra il km. 8,5 ed il km. 9,5 la pendenza media è del 19% con numerose rampe al 30%. Sicuramente il tratto di strada asfaltata più ripido che abbia mai percorso!!!  Si fa  fatica a tenere la ruota anteriore aderente al terreno e credo di non avere mai raggiunto velocità così ridicole in sella ad una bici: 4 km/h !! Sarebbe molto più saggio scendere e procedere a piedi, ma l'orgoglio del ciclista prende il sopravvento e così proseguo in questo stillicidio di rampe e tornantini.
Un breve tratto che ci sembra pianeggiante dopo tanta fatica (in realtà è al 12%..) ci conduce alle baite di Schirombei (km. 9,75 - mt. 1249), ove si trova un rifugio alpino, aperto però solo la domenica e ad agosto).
Ci attende ora un tratto di strada particolarmente dissestato, ove l'asfalto non è che un lontano ricordo: ma è un tratto breve, dalle pendenze modeste, che si inoltra nel fitto sottobosco sino a raggiungere le baite di Pogalti (km. 10,3 mt. 1284) dove il manto stradale ritorna in discrete condizioni. Un tratto tutto sommato abbordabile (pendenze attorno al 9%) ci porta all'alpeggio Corte Mezzo (km. 11- mt 1340-fontana), in bellissima posizione panoramica: giusto il tempo di rifiatare ed ecco profilarsi un nuovo segmento di strada "verticale", con pendenze nuovamente prossime al 30% nei pressi del tornantino posto al km. 11,5. Ma ormai ci abbiamo fatto il callo e proseguiamo stoicamente, ben consci che la meta è ormai vicina. L'ambiente ora assume connotati decisamente alpini, il bosco diviene quello tipico della media montagna, con pini e betulle. Già scorgiamo, protette dalla imponente mole del Monte Massone, le baite di Cortevecchio.
In breve al km. 12,1 ci troviamo ad un bivio: proseguendo diritto si raggiunge dopo 300 mt. in buona parte sterrati l'Alpe Cortevecchio (mt. 1515). Noi invece prendiamo a destra, continuando a salire su strada asfaltata sino a raggiungere, senza grosse difficoltà, l'alpeggio di Rossombolmo: quest'ultimo tratto, costituito da tornantini che salgono sui fianchi spogli della montagna, è particolarmente suggestivo e panoramico. L'asfalto si interrompe bruscamente al km. 13,160 a quota 1582 metri: abbandonata la bici si può proseguire a piedi per tracce di sentiero sulle pendici erbose della montagna sino a giungere ad un aereo crinale dal quale la veduta verso la piana ossolana ed i laghi in lontananza è grandiosa. Una giusta ricompensa per aver domato - senza alcuna ombra di dubbio - una tra le più ostiche salite italiane.
La discesa richiede molta attenzione e va affrontata con la massima concentrazione, soprattutto se il fondo stradale risulta viscido. Presso l'alpeggio di Cortevecchio è situato anche l'omonimo rifugio alpino del CAI (non sempre aperto, per informazioni tel. 0323-837051)

 


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