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Lago di Teleccio - da Rosone PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Venerdì 30 Luglio 2010 13:19

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Località di partenza:
Rosone-bv. Vallone del Piantonetto mt. 694
Località di arrivo:
Muraglione diga di Teleccio mt. 1924
Lunghezza:
km. 12,1
Dislivello in salita:
mt. 1230
Pendenza media:
10,2
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
13%
Stato del manto stradale:
La salita è stata completamente asfaltata nel corso dell'estate 2006
Massima attenzione in discesa: griglie di scolo dell'acqua piovana pericolosissime!!
Eventuali suggerimenti per la visita:
Vi consiglio di eseguire un buon riscaldamento prima della salita:si può iniziare l'itinerario a Locana oppure a Pont Canavese
Data ricognizione
8 agosto 2005

AGGIORNAMENTO DEL 31/8/2006 -
L'amico cicloamatore Alessandro Cariani di S.Giorgio Canavese segnala quanto segue:
" ...partendo da rosone,l'asfalto lascia un po a desiderare,tra l'altro ci sono ancora dei lavori in corso,ma passato san lorenzo,l'asfalto è parfetto,rifatto a nuovo,ma come sottolinei tu,bisogna fare molta attenzione alle griglie di scolo,quelle sono rimaste,come è rimasto una piccola lingua di cemento e acciotolato alla fine....."

La salita nel dettaglio

Lontano dal clamore del vicino colle del Nivolet, il vallone di Piantonetto è conosciuto soprattutto dal punto di vista alpinistico per le numerose vie di roccia raggiungibili dal rifugio Pontese. Ciclisticamente parlando ci troviamo di fronte ad una ascesa estremamente impegnativa: 12 km al 10,2% di pendenza media credo bastino a riassumere le difficoltà che si devono superare. Il vallone rappresenta quanto di più selvaggio ed isolato si possa immaginare, superate le poche frazioni abitate vi regna un silenzio rotto soltanto dal fragore delle acque e dal fischio delle marmotte.
L'asfaltatura completa del tracciato è recentissima (estate 2006): non ho percorso personalmente la salita dopo la mia recensione, ma la segnalazione mi è giunta da un cicloturista del Canavese che è recentemente salito alla diga con la specialissima. Non resta che provarla, consapevoli di trovarci di fronte ad una delle più impegnative salite italiane.

All'uscita dell'abitato di Rosone, dominato dagli edifici della centrale idroelettrica AEM, si diparte il bivio per il vallone di Piantonetto, ben segnalato: si comincia subito a salire con decisione, su strada che progressivamente si restringe e il cui fondo lascia un poco a desiderare (in questo primo tratto al momento della mia ricognizione sono in atto lavori di sistemazione della massicciata). Le pendenze sono subito a due cifre, e tali rimarranno per circa 2,5 chilometri: si rasentano le condutture forzate che alimentano la sottostante centrale e - in un alternarsi di tratti ombrosi ed altri più esposti si raggiungono le prime frazioni di Bugni di Sotto (km 1,4) e Rocce Superiore (km 2,2).
La strada volge ora decisamente verso nord ovest inoltrandosi nel vallone di Piantonetto, dominato da imponenti pareti di roccia: si supera un ponte al km 2,9 dopo il quale le pendenze calano decisamente. Si entra nella borgata di San Lorenzo (km 3,3), unico centro abitato di un certo rilievo, e si prosegue con pendenze modeste toccando le altre borgate di Valsoani (km 3,8) Ghiglieri (km 4,4) e San Giacomo (km 4,9): numerose le fontane ai lati della strada, quindi nessun problema di approvvigionamento idrico.
All'uscita di San Giacomo, ultimo centro abitato, le pendenze tornano a farsi importanti: la strada si snoda sul fianco del torrente, lo attraversa su di un esile ponticello per sbucare infine dopo un tratto estremamente ripido al km 6,2 in un ampia radura a pascolo, disseminata di numerose baite purtroppo ormai abbandonate: al centro il torrente scorre impetuoso, grossi massi testimoniano la forza devastatrice delle ultime alluvioni del 2000: sul fondo del vallone già si vede il possente muraglione della diga.
Ma le fatiche sono ancora molte: la strada si inerpica sul lato sinistro del vallone, disegnando alcuni tornanti: siamo ora in un bel bosco di conifere disseminato di grossi massi erratici: al km 7,8 inizia l'ultimo tratto di salita recentemente asfaltata. Da qui in poi le difficoltà diventano estreme: lunghi ed impietosi rettilinei fanno guadagnare quota molto velocemente. L'arrampicata finale  si svolge su terreno misto (alternanza di asfalto e cemento): si superano due brevi gallerie scavate nella roccia (km 11,1) e si raggiungono i primi edifici industriali della diga. Con due ultime e micidiali rampe in cemento si guadagna infine il muraglione della diga di Teleccio, a quota 1924 metri. La vista del lago, dalle acque color turchese, ripaga ampiamente le fatiche sin qui sostenute. Su di un costolone a destra della diga si può notare la sagoma gialla del Rifugio Pontese, base per la ascensione alle numerose pareti rocciose circostanti, tra le quali spiccano il Becco Meridionale della Tribolazione ed il Becco di Valsoera: il vallone del Piantonetto è infatti luogo eletto per l'arrampicata su roccia...
Non dimentichiamo infine che ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, quindi massimo rispetto per l'ambiente....
La discesa va affrontata con molta cautela: oltre all'assenza di protezioni a valle va messo in dovuto conto la presenza di numerose e pericolosissime griglie trasversali di scolo  dell'acqua piovana, molto grossolane e che sembrano posate apposta per   farci incastrare le ruote della nostra bike, con conseguenze facilmente immaginabili.....

 

 

 


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