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Laghi di Naret - da Bignasco (Valle Maggia) PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Sabato 14 Agosto 2010 13:52

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Località di partenza:
Bignasco mt. 442
Località di arrivo:
Lago Grande di Naret mt. 2310
Lunghezza:
km. 33,7
Dislivello in salita:
mt. 1868
Pendenza media:
5,54%
Il tratto di salita conclusivo (dal termine del lago del Sambuco al lago di Naret) misura 9,3 km ed ha una pendenza media del 9,9%
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 500 mt):
15 %
Stato del manto stradale:
Ottimo: veramente esemplare lo stato delle strade svizzere. Particolare attenzione va posta comunque in discesa poichè la strada nei primi chilometri dal lago di Naret a quello del Sambuco è pericolosa e priva di protezioni
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
nessuna possibilità di compiere itinerari circolari. Da segnalare l'interessante salita che da Cevio (3 km. prima di Bignasco) porta in Val di Campo,  a Bosco Gurin (vedi link associato)
Eventuali suggerimenti per la visita:
La valle Maggia è una regione ricca di laghi ed ha una invidiabile rete di infrastrutture turistiche. Interessante per la visita il paese di Fusio, aggrappato alla montagna.

La salita nel dettaglio

Una salita tutta in crescendo quella ai laghi di Naret, nella ticinese Valle Maggia: una salita che può far male, anzi malissimo!! A mio parere può essere annoverata al pari delle più grandi salite alpine: i numeri ci sono tutti, la lunghezza innanzitutto (34 km), il dislivello (1868 mt) e poi gli ultimi nove chilometri, dove la pendenza, se si esclude un breve tratto di falsopiano, è costantemente attorno al 10 per cento con passaggi non brevi superiori al 15 !! Insomma, una salita che non può assolutamente mancare nel palmares di un vero salitomane!!
Al valore ciclistico va poi aggiunto quello naturalistico: lo scenario alpino degli ultimi chilometri, dopo il primo lago del Sambuco, è veramente stupendo: le acque dei tre bacini artificiali del Naret sono ancora colme di ghiaccio dal colore azzurro intenso. La neve - abbondantemente caduta in inverno - ci accompagna negli ultimi due chilometri dell'ascesa, costringendomi a smontare di sella proprio in corrispondenza dell'ultimo tornante prima del grande lago. Il traffico nelle giornate feriali è scarso, quasi del tutto assente dopo Fusio.

Cronaca della scalata


Anche se il punto di partenza ideale per la salita è il centro di Bignasco, io decido di partire "da lontano", più precisamente dalle rive del Lago Maggiore, a Locarno (mt. 197). Si ha così modo di percorrere interamente sino alla sua testata la verdissima Val Maggia. Dopo un primo tratto molto trafficato si raggiunge Ponte Brolla: a sinistra si stacca la strada delle CentoValli (che mettono in comunicazione con la Valle Vigezzo italiana), a destra si entra in Valle Maggia.
Il primo tratto sino a Cevio (km. 26, mt 418) è di assoluto respiro e consente un adeguato riscaldamento: si attraversano numerosi piccoli centri abitati, tra i quali merita una citazione Maggia (km. 14 mt 327), che vale la pena di visitare deviando leggermente dalla strada principale. La giornata è splendida, ed il verde dei prati crea un forte contrasto con il blu del cielo terso. A Cevio si staccano sulla destra le valli di Campo e di Bosco (un'altra meritevole salita è quella che porta a Bosco Gurin, e sarà oggetto di una prossima escursione…): sino a Bignasco (km 29, mt 438) di fatica ne abbiamo fatta veramente poca, ma la salita vera e propria in effetti inizia qui.
Affrontiamo una prima serie di tornanti che ci fanno prendere quota sino al bivio per Brontallo, dopodichè si sale quasi in falsopiano costeggiando il torrente. La pendenza sino a Prato Sarnico non è mai proibitiva, tutt'altro, e dà modo di ammirare ancora una volta lo splendido paesaggio prealpino: ma è questione di poco, infatti all'ingresso di Peccia (km. 39,5 mt. 840) inizia un primo tratto di impegnativa salita con pendenze assai prossime al 10%. La strada diviene stretta e supera con numerosi tornanti un primo balzo roccioso: 3 km di discreto impegno, cui fa seguito un nuovo tratto di falsopiano che ci porta a Fusio (km 47,1 mt. 1260): il paesino è tutto lindo ed ordinato ed è l'ultimo centro abitato che si incontra lungo il tragitto.
Lasciate dunque le ultime case di Fusio la strada ritorna a salire con discreto impegno superando alcuni tornanti e due brevi gallerie scavate nella roccia. Si intravede l'imponente muraglione della diga del Sambuco, che raggiungiamo in breve (km. 50,1 mt 1461): lo scenario si fa decisamente alpestre, con boschi di conifere a ridosso delle acque del vasto bacino artificiale che percorriamo in piano per quasi tre chilometri. Ma è la fine della gita, ora sì che le cose cominciano a farsi toste!! Il biglietto da visita della salita si annuncia subito con un lungo rettilineo di 900 mt al 15% con punte del 18%: calma e concentrazione, rapporti cortissimi (39x26) e velocità penose (7 - 7,5 km/h). Superato questo primo calvario la salita ci illude con un leggero tratto di discesa e di falsopiano (500 mt) in prossimità delle baite del Grasso di Dentro, verdissima radura: ma è l'ultima concessione che ci viene fatta perché non appena la strada torna a salire nel rado bosco di larici la pendenza torna a due cifre e non mollerà più sino alla fine. In particolare si trovano ancora due strappi assassini al 15% di circa 400 mt l'uno, che mettono a dura prova le ultime scorte di energia rimaste. Prima del grande lago si trovano altri due piccoli laghetti naturali molto caratteristici: un brevissimo tratto di discesa infine fa da preludio all'ultima rampa, ancora quasi del tutto invasa dalla neve, tanto che l'ultimo tornante è completamente innevato e costringe a scendere di sella per raggiungere il grande Lago di Naret, a quota 2310 mt., in un superbo scenario alpino di vette ancora innevate e di ghiacci immersi nelle acque blu del grande bacino artificiale.

 

 


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