Home Cicloturismo Col de Parpaillon: il mito francese..
Col de Parpaillon - da Embrun PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Lunedì 16 Agosto 2010 17:16

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Località di partenza:
Embrun, mt 870
Località di arrivo:
Col de Parpaillon, ingresso tunnel mt.  2640
Lunghezza:
km. 27,9
Dislivello:
mt. 1840 (considerando l'inizio della salita al km. 1,9 al ponte sulla Durance, mt. 800)
Pendenza media:
7 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10%
Stato del manto stradale:
Discreto sino al Pont du Real (km. 19,8) dove termina l'asfalto: il rimanente tratto sterrato sino al colle è in condizioni buone se percorso con una MTB, pessime se si tenta la scalata con la specialissima......
Eventuali deviazioni che si possono compiere:
Al ritorno, se amate i percorsi MTB, si può deviare per la splendida pista forestale che scende a Crevoux e che si imbocca subito dopo il Pont du Real sulla sinistra (perfettamente segnalata). Dopo un primo tratto di salita agevole inizia una lunga discesa nel fitto della foresta, a dir poco entusiasmante, che si conclude dopo 8 km. nel centro di Crevoux.
Data della ricognizione:
22 agosto 2002

La salita nel dettaglio

Se chiedete a qualsiasi cicloturista francese qual'è la salita più ambita, vi risponderà senza esitazione: le Parpaillon, bien sur... Decine e decine di pagine ed aneddoti si sono scritti su questa montagna selvaggia e solitaria, che rappresenta un "must" per qualsiasi ciclista amante della salita. E così anch'io, in una splendida giornata di fine agosto, mi sono cimentato nell'impresa......

La lunghissima ascesa al Col de Parpaillon comincia ad Embrun, importante centro turistico all'estremità settentrionale del lago di Serre-Ponçon, lungo la direttrice Gap-Briançon. Lasciata la strada principale (N94) nei pressi della stazione ferroviaria, si seguono le indicazioni per Crevoux, scendendo per circa 2 chilometri sino al ponte sul torrente Durance, dove in pratica ha inizio la salita vera e propria. Nessun problema per i primi chilometri, occorre solamente prestare attenzione ai vari bivi, seguendo prima  la D.994d e poi - al bivio per St. Andrè d'Embrun posto al km. 4,6 - la D.39 sulla destra in salita. Prestate attenzione ai cartelli segnaletici subito dopo il bivio, che vi indicano se è aperto o meno il tunnel del Parpaillon nel caso vogliate fare la traversata verso l'Ubaye (vedi nota1)
Le pendenze di questo tratto sono modeste, ideali per un buon riscaldamento: in lontananza si scorge il  lago di Serre Poncon ed il ponte che lo attraversa. Un breve tratto di falsopiano nei pressi della frazione di "Le Villard" (km. 8,4 mt 1100) fa da preludio ad un tratto di salita molto impegnativo: ci attendono 7,5 km caratterizzati da lunghi rettilinei e pochi tornanti, e si superano le frazioni di Champ Rond e di Praveyral in forte pendenza e con scarsissima ombra.
Al km. 14,8 nei pressi di un ponte troviamo il bivio per Crevoux: noi proseguiamo invece sulla sinistra, seguendo le indicazioni per La Chalp: affrontiamo alcuni tornanti in forte pendenza e raggiungiamo in breve la piccola frazioncina (km. 16,5 mt. 1670). Conviene fare rifornimento idrico (fontanella sulla sinistra alle prime abitazioni) poichè da qui al colle non sarà più possibile trovare acqua:superate le ultime case ci attende un breve tratto di falsopiano e poi di discesa che ci conduce ad un primo ponte alla testata della valle(km 17,5) che si supera per cominciare poi con una decisa svolta una nuova e faticosa ascesa entro una fitta foresta di conifere. La zona è perfettamente marcata da paline segnaletiche che indicano i vari percorsi  MTB: il nostro è il segnavia nero N.11, impossibile dunque sbagliarsi anche se le indicazioni chilometriche mi sembrano piuttosto grossolane. Si prosegue comunque affrontando diversi tornanti piuttosto faticosi sino al Pont du Real (km. 19,8 mt 1858), dove termina l'asfalto.
Qui comincia la bellissima pista  che sale con decisa pendenza - mai sotto il 9% - sino al colle. Se siete dotati di una buona MTB le condizioni dello sterrato vi parranno buone, persino troppo per chi è abituato a macinare sassi e buche: diverso il discorso se invece decidete di salire con la specialissima (ve lo sconsiglio caldamente!), poichè dovrete fare i conti con pietre abbastanza acuminate e alcuni tornanti scavati dalle acque: insomma, buona fortuna!!!
Il paesaggio è comunque bellissimo, selvaggio: i primi tre chilometri si snodano ancora entro la foresta, a fianco dell'impressionante baratro scavato dal fiume. Successivamente, ormai alla soglia dei 2000 metri, si esce completamente allo scoperto sino al colle, dapprima tra verdeggianti pascoli e poi via via per pietraie desolate. Si incontrano durante la salita tre "cabanes" (ricoveri di pastori), ma ovviamente nessun punto di ristoro! E che diamine, stiamo pedalando in uno dei valloni più selvaggi delle Alpi Francesi, un vero mito per tutti i cicloturisti d'oltralpe!
L'arrivo sul colle, all'ingresso del tunnel (km. 27,9 mt 2640), è invece piuttosto deludente: molto meglio il tratto centrale della salita quanto a panorami. Se non soffrite di claustrofobia potete avventurarvi all'interno del tunnel per sbucare sul versante opposto che si affaccia sulla valle dell'Ubaye. Attenzione però, l'impresa non è per nulla agevole ed occorre almeno munirsi di una pila elettrica piuttosto potente: mettete in conto di bagnarvi i piedi (all'interno vi sono pozzanghere enormi di acqua gelida) e di soffrire un freddo cane. Per la cronaca, il tunnel misura 470 metri.... (vedi nota 1)
Sbucati sull'altro versante il panorama verso la valle dell'Ubaye è a dir poco incantevole: sotto di noi si scorge la strada serpeggiante che disegna arditi tornanti, e viene quasi voglia di scendere a fondovalle per poi risalire, ma il buon senso prevale (sarà per la prossima volta...) e quindi ritorniamo sui nostri passi per affrontare la bellissima discesa verso Embrun. Chi ha dimestichezza e tecnica di guida in MTB avrà di che divertirsi...

Nonostante il pieno periodo vacanziero, il traffico è quasi del tutto assente: io ho incontrato in tutto tre fuoristrada e due biker, per il resto pedalerete in assoluta solitudine, soli con la vostra fatica e con gli occhi rapiti dalla bellezza selvaggia del Parpaillon.....

Come al solito - trattandosi di salita in alta quota - è altamente raccomandabile consultare preventivamente le previsioni meteo (il sito di Meteo France è estremamente affidabile) e nel caso partire ben equipaggiati con giubbino in goretex, guanti e copriscarpe.


(1) Va detto, ad onore di cronaca e per notizie captate qua e là su Internet, che il tunnel spesso e volentieri può essere sprangato, specie dopo forti piogge o ad inizio stagione, in quanto sono frequenti frane e smottamenti entro la galleria. In alternativa si può abbandonare la bici (chi volete che ve la rubi?....) ed affrontare a piedi la salita per la cresta (sentiero chiaramente visibile, durata circa 20-30 minuti) per ammirare il panorama sull'altro versante

 

 

 


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