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EScursionismo - Pizzo Proman PDF Stampa Email
Scritto da fabri   
Lunedì 23 Agosto 2010 09:21

Località partenza:   Colloro, inizio divieto tansito sulla carrozzabile per l'Alpe Piana
Quota di partenza (m.):  550
Quota vetta (m.): 2098
Dislivello complessivo (m.):  1650(compresi i saliscendi)  
Sviluppo: 18 km  a/r
Difficoltà:  E
Cartografia: CNS 1:50.000 fgl Domodossola
Rif.bibliografici: P.Crosa Lenz - Valgrande:escursioni,storia e natura - Grossi editore,Domodossola

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La gita al Proman rientrava da tempo nei miei programmi volti a scoprire le cime della Valgrande: ovviamente nessuno mi aveva sinora assecondato nell'impresa, complice il forte dislivello e sviluppo. Così - come spesso accade ultimamente - mi vedo costretto a intraprendere la via in solitaria ...

L'impresa maggiore di oggi, alla fine, si è rivelata il salire indenni in auto la strettissima carrozzabile che da Premosello porta a Colloro e poi più su fino al bacino idroelettrico dove si parcheggia (pochi posti...) in corrispondenza del cartello di divieto di transito ai non autorizzati. La giornata si preannuncia calda, ma il versante che dovrò risalire è tutto in ombra, per cui mi incammino con buon passo lungo la striscia d'asfalto che porta alla Piana: in realtà spero in qualche passaggio da parte di qualche alpigiano, ma ovviamente non incontro anima viva! Così prendo la scorciatoia segnalata che - passando per la bella chiesetta dell'Alpe Lut, ben visibile anche dal fondovalle - mi permette di risparmiare qualche chilometro. Dopo circa un'ora sono al termine dell'asfalto, al parcheggio sottostante l'Alpe Piana: ora inizia una bella mulattiera che in pochi minuti porta al nucleo principale dell'Alpe (mt 999). E' con grande piacere che noto come quasi tutte le baite siano in ottimo stato, ristrutturate ed abitate: anche i prati sono accuratamente sfalciati, dando l'impressione di un alpeggio ben vivo.
Pochi minuti ed eccomi alla Motta mt 1139: una freschissima fontana consente di dissetarsi a dovere prima di cominciare l'erta mulattiera verso la Colma. Chissà quanti alpigiani nei secoli hanno percorso questo sentiero per inalpare gli alpeggi della  Valgrande... Con questa chiave di lettura salgo con buon passo, si entra in un bosco di ontanelli invaso dalla vegetazione (il panorama non è certo esaltante in questo tratto) e una volta all'aperto sono ormai in prossimità della Colma di Premosello mt 1728, porta di ingresso in Valgrande. Qui l'Ente Parco ha ben ristrutturato una baita ora adibita a bivacco: un gruippo di onnipresenti tedeschi lo sta lasciando, impegnati nella classica traversata della Valgrande. Il cartello segnaletico per il Proman indica 1h 10 min. Si volge decisamente a sud-est, tagliando le pendici del Moncucco: si tratta di un sentiero che è parte integrante della linea Cadorna, realizzato per scopi militari nel primo conflitto mondiale. E' molto esposto e in caso di pioggia o ghiaccio/neve può essere molto pericoloso: corre prevalentemente a mezza costa, sino ad affacciarsi ad una bocchetta che precipita verso la piana ossolana e quindi scendere in direzione dei laghetti del Proman, posti sotto al dirupato versante est della montagna. L'ambiente è quanto mai selvaggio e francamente inospitale: procedo con prudenza su erba e roccette viscide di umidità, farsi male è un attimo e non c'è anima viva nel raggio di chilometri! Mi rilasso solo una volta raggiunta la vetta del Proman mt 2098, vero nido d'aquile dal quale si gode un vasto panorama, anche se le nuvole connettive che risalgono dalla pianura ormai hanno chiuso gli orizzonti: certamente meglio l'autunno per questa gita! Non rimango molto in cima, infastidito da un vero assalto di fastidiosissime formiche volanti (o almeno tali mi parevano, perdonate la mia ignoranza zoologica), per cui riprendo in breve la via del ritorno, soltanto alla Colma mi concedo una rilassante sosta che sfrutto per binocolare i valloni della Valgrande (le cime sono avvolte dalle nuvole).
Ritorno a valle, il caldo ora si fa sentire ed il sole ha ormai toccato anche questo versante: sarà un lungo e faticoso cammino, come tutta la giornata trascorsa. La Valgrande è anche e soprattutto questo: tanta fatica,silenzi  e solitudine....



 



 

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Novembre 2010 09:06
 


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